Costa M.: fumata ''grigia'' dal Ministero per l'ex Rsi, all'ultimo tentativo di ''salvataggio''
L’ora X che vedrà definire le sorti della Rsi di Costa Masnaga (oggi Costamasnaga Servizi Ferroviari) si avvicina.
Il tavolo ministeriale convocato nella giornata di ieri, martedì 18 maggio, è servito a fissare l’ultimo tentativo di salvataggio istituzionale per questa fabbrica che da due anni vive una profonda crisi aziendale con il conseguente stop alla produzione e il regime di cassa integrazione per i suoi 120 dipendenti.

Per la prossima settimana il Ministero per lo Sviluppo economico ha convocato un vertice presso il Pirellone alla presenza della Regione, delle sigle sindacali, di Equitalia e della dirigenza aziendale per un ultimo e definitivo confronto sul futuro della Csf, ex Rsi.
“A Roma la discussione ha riguardato in massima parte la vicenda Equitalia, riguardante il credito vantato da questa nei confronti dell’azienda masnaghese – ci ha spiegato Diego Riva della Fiom Cgil di Lecco – l’incontro a dire il vero non è durato molto. Il Ministero ha sentito Equitalia e i vertici dell’azienda, constatando come le relative posizioni non combaciassero in merito alla situazione debitoria esistente. Entro la prossima settimana si terrà questo ennesimo incontro in Regione destinato a rappresentare l’ultimo tavolo di trattative per salvare la fabbrica”.

I cancelli della fabbrica, incatenati e chiusi con dei lucchetti da ignoti
Una “prova del nove” dunque per saggiare l’effettiva intenzione dei proprietari della Csf di proseguire l’attività industriale, verificando le reali possibilità economiche e l’esistenza delle condizioni necessarie per il rilancio.
“Di fronte a tutti i soggetti interessati il Ministero chiederà alla Csf di fornire i numeri per andare avanti, gli stati debitori effettivi e la programmazione di rientro dell’azienda – ha continuato Riva – sarà l’ultimo tavolo di trattativa, non ve ne saranno di ulteriori. Tutte le pressioni che potevano essere fatte sono state portate avanti, più di così non ci è possibile fare. Ora tocca all’azienda. Dal canto suo il Ministero sta inoltre verificando il nodo legato alla vicenda Keller, la fabbrica sarda recentemente rilevata dal gruppo industriale che guida la Csf a fronte di un cospicuo investimento”.
Entro il mese di settembre tutti i pezzi del puzzle saranno quindi composti all’interno degli uffici regionali, per l’ultimo atto di una delicata vicenda che si trascina ormai dal 2010.
Nel frattempo i cancelli dello stabilimento di Costa Masnaga rimangono chiusi dalle catene che ignoti hanno apposto alla vigilia dell’ultima asta fallimentare, in attesa degli sviluppi che riguarderanno la Costamasnaga Servizi Ferroviari.
Il tavolo ministeriale convocato nella giornata di ieri, martedì 18 maggio, è servito a fissare l’ultimo tentativo di salvataggio istituzionale per questa fabbrica che da due anni vive una profonda crisi aziendale con il conseguente stop alla produzione e il regime di cassa integrazione per i suoi 120 dipendenti.
Per la prossima settimana il Ministero per lo Sviluppo economico ha convocato un vertice presso il Pirellone alla presenza della Regione, delle sigle sindacali, di Equitalia e della dirigenza aziendale per un ultimo e definitivo confronto sul futuro della Csf, ex Rsi.
“A Roma la discussione ha riguardato in massima parte la vicenda Equitalia, riguardante il credito vantato da questa nei confronti dell’azienda masnaghese – ci ha spiegato Diego Riva della Fiom Cgil di Lecco – l’incontro a dire il vero non è durato molto. Il Ministero ha sentito Equitalia e i vertici dell’azienda, constatando come le relative posizioni non combaciassero in merito alla situazione debitoria esistente. Entro la prossima settimana si terrà questo ennesimo incontro in Regione destinato a rappresentare l’ultimo tavolo di trattative per salvare la fabbrica”.
I cancelli della fabbrica, incatenati e chiusi con dei lucchetti da ignoti
Una “prova del nove” dunque per saggiare l’effettiva intenzione dei proprietari della Csf di proseguire l’attività industriale, verificando le reali possibilità economiche e l’esistenza delle condizioni necessarie per il rilancio.
“Di fronte a tutti i soggetti interessati il Ministero chiederà alla Csf di fornire i numeri per andare avanti, gli stati debitori effettivi e la programmazione di rientro dell’azienda – ha continuato Riva – sarà l’ultimo tavolo di trattativa, non ve ne saranno di ulteriori. Tutte le pressioni che potevano essere fatte sono state portate avanti, più di così non ci è possibile fare. Ora tocca all’azienda. Dal canto suo il Ministero sta inoltre verificando il nodo legato alla vicenda Keller, la fabbrica sarda recentemente rilevata dal gruppo industriale che guida la Csf a fronte di un cospicuo investimento”.
Entro il mese di settembre tutti i pezzi del puzzle saranno quindi composti all’interno degli uffici regionali, per l’ultimo atto di una delicata vicenda che si trascina ormai dal 2010.
Nel frattempo i cancelli dello stabilimento di Costa Masnaga rimangono chiusi dalle catene che ignoti hanno apposto alla vigilia dell’ultima asta fallimentare, in attesa degli sviluppi che riguarderanno la Costamasnaga Servizi Ferroviari.
A. M.


















