Alex Galbiati ancora in Inghilterra. La testimonianza dello zio Walter Gaiardoni
"Morire a 19 anni a seguito di un brutale pestaggio senza che se ne riesca a comprendere la ragione è qualcosa al di fuori di ogni realtà che ci lascia sgomenti".
Così lo zio di Alex Galbiati, Walter Gaiardoni, presidente del MotoClub di Bosisio Parini ha commentato l'accaduto. "Alex è il figlio della sorella di mia moglie, l'abbiamo visto crescere, è sempre stato un bravo ragazzo e non riusciamo a capacitarci di quanto è accaduto. Lui e Joele si conoscono fin dai tempi dell'asilo, erano molto uniti: mio nipote ha infatti sempre vissuto a Nibionno, fino a un anno fa quando con la famiglia si era trasferito a Rogeno ma erano rimasti comunque in contatto. Dopo il diploma non essendo riusciti a trovare un impiego in Italia avevano deciso di fare un'esperienza all'estero e di trasferirsi in Inghilterra per imparare la lingua. Joele aveva trovato impiego come cameriere, sostituendo un ragazzo che era stato precedentemente licenziato, mentre Alex lavorava come aiuto cuoco. Ma entrambi sono sempre stati due pezzi di pane, non erano i classici attaccabrighe, stentiamo a credere che possano essersi messi nei guai".
Per ora anche i famigliari hanno infatti poche informazioni su quanto accaduto e soprattutto sulle motivazioni che possono aver portato al tragico epilogo: "Mia cognata e suo marito sono ancora in Inghilterra, accanto ad Alex che in questi giorni sta rispondendo agli interrogatori della polizia. Non sappiamo molto, giusto qualche stringata notizia dai genitori che sentiamo soltanto via sms in attesa che rientrino in Italia. Mio nipote è un po' malconcio e ancora sotto shock ma fortunatamente è ancora vivo. Il gruppo di assalitori si è accanito più che altro contro Joele e ancora non abbiamo avuto informazioni ufficiali su quali siano state le ragioni: le indagini sono ancora in corso. La sua morte tuttavia ci lascia senza parole. Come dicevo non si può morire a 19 anni, in questo modo e senza una ragione".

Alex Galbiati
Così lo zio di Alex Galbiati, Walter Gaiardoni, presidente del MotoClub di Bosisio Parini ha commentato l'accaduto. "Alex è il figlio della sorella di mia moglie, l'abbiamo visto crescere, è sempre stato un bravo ragazzo e non riusciamo a capacitarci di quanto è accaduto. Lui e Joele si conoscono fin dai tempi dell'asilo, erano molto uniti: mio nipote ha infatti sempre vissuto a Nibionno, fino a un anno fa quando con la famiglia si era trasferito a Rogeno ma erano rimasti comunque in contatto. Dopo il diploma non essendo riusciti a trovare un impiego in Italia avevano deciso di fare un'esperienza all'estero e di trasferirsi in Inghilterra per imparare la lingua. Joele aveva trovato impiego come cameriere, sostituendo un ragazzo che era stato precedentemente licenziato, mentre Alex lavorava come aiuto cuoco. Ma entrambi sono sempre stati due pezzi di pane, non erano i classici attaccabrighe, stentiamo a credere che possano essersi messi nei guai".
Per ora anche i famigliari hanno infatti poche informazioni su quanto accaduto e soprattutto sulle motivazioni che possono aver portato al tragico epilogo: "Mia cognata e suo marito sono ancora in Inghilterra, accanto ad Alex che in questi giorni sta rispondendo agli interrogatori della polizia. Non sappiamo molto, giusto qualche stringata notizia dai genitori che sentiamo soltanto via sms in attesa che rientrino in Italia. Mio nipote è un po' malconcio e ancora sotto shock ma fortunatamente è ancora vivo. Il gruppo di assalitori si è accanito più che altro contro Joele e ancora non abbiamo avuto informazioni ufficiali su quali siano state le ragioni: le indagini sono ancora in corso. La sua morte tuttavia ci lascia senza parole. Come dicevo non si può morire a 19 anni, in questo modo e senza una ragione".


















