Nibionno: tanta commozione ai funerali di Joele Leotta, feretro  portato in spalla degli amici. ''Rimarrai sempre nei nostri cuori"

Gli amici portano in spalla il feretro di Joele

In centinaia hanno preso parte nel pomeriggio ai funerali di Joele Leotta, il 20enne di Nibionno ucciso brutalmente a Maidstone nella contea del Kent, lo scorso ottobre.


Una moltitudine di persone tra amici, familiari e cittadini, che non hanno voluto far mancare, più che con le parole con la loro semplice presenza, silenziosa e composta, la propria vicinanza a Patrizia e Ivan, mamma e papà di Joele, e al fratello Massimo.
Nei volti di ciascuno traspariva una sorta di rabbia composta, di velata tristezza per una morte ingiusta e senza spiegazioni: un destino crudele che si è accanito contro un ragazzo ancora nel fiore della sua età.

Ed è stato con l'abbraccio di un intero paese che è stato dato l'ultimo doloroso saluto al giovane. I funerali si sono tenuti presso la chiesa parrocchiale dei Santi Simone e Giuda a Tabiago, dove Joele risiedeva con i genitori e il fratello più piccolo.

Gli amici portano in spalla il feretro. Al centro Alex Galbiati, miglior amico di Joele


Fin dalle 14, il piazzale della chiesa si è affollato di numerose persone, giunte anche dai paesi limitrofi per rendere omaggio al giovane, divenuto per tutti una sorta di amico, un fratello, un figlio.

VIDEO



Prima della cerimonia, che ha avuto inizio poco prima delle ore 15, gli amici di Joele hanno appeso diversi striscioni sia all'esterno della chiesa che sul ponte di Tabiago, che si affaccia sulla superstrada 36.

In prima fila familiari e amici di Joele mentre si dirigono verso la chiesa

Per chi proviene da Milano, una scritta che recita: "Joele per sempre, comunque, dovunque". Rivolto verso Lecco, un messaggio che viene dal cuore: "Joele vive".
Sul sagrato della parrocchia a Tabiago, invece, uno striscione che richiama il passo di una celebre canzone degli Articolo 31, rap band molto amata dal ragazzo. "Per noi, GENTE CHE SPERA, rimarrai sempre nei nostri cuori".
Intorno alle 14.15, il parroco di Tabiago don Luigi Bianchi si è incamminato verso la camera ardente allestita nella sala consiliare del Municipio.
Un bel gruppo di volontari della Protezione Civile nibionnese ha coordinato l'arrivo di tutte le persone e garantito per tutto il pomeriggio la sicurezza negli spostamenti dal comune alla chiesa, e dalla chiesa al cimitero.

Gli striscioni sul ponte di Tabiago che si affaccia sulla superstrada


Sono stati poi gli amici, e tra questi il compagno di sempre Alex Galbiati, a scortare la salma fino in chiesa, caricandola sulle loro spalle.
C'erano davvero tanti giovani, coetanei di Joele, con le lacrime agli occhi, affranti per una perdita che è ancora dolorosa da metabolizzare.
Non hanno mancato di essere presenti anche gli amici del basket, lo sport amato da Joele, che aveva praticato fino a pochi anni fa. Con loro c'era anche Pierluigi Marzorati, il presidente regionale del CONI.

Da sinistra il parroco don Luigi Bianchi e gli amministratori di Nibionno e Costa Masnaga


Presenti anche numerose autorità: il sindaco di Nibionno Claudio Usuelli con il vicesindaco Giovanni Panzuti e l'assessore Roberto Gemetto e il sindaco di Costa Masnaga, Umberto Bonacina. Tutti senza fascia, nel rispetto della volontà dei genitori di Joele. Nessun fiore nè simboli. Solo il gonfalone con lo stemma del comune di Nibionno, a rappresentare l'abbraccio collettivo della comunità che si è stretta attorno a Patrizia, Ivan e Massimo.


Le autorità, tra cui spiccava la presenza dell'ex sindaco Angelo Negri e del comandante della stazione carabinieri di Costa Masnaga, maresciallo Mauro Ruggieri, sedevano sull'altare nella parte sinistra. Di fronte a loro i sacerdoti che hanno concelebrato la funzione.


Sulla bara del giovane, posizionata dinnanzi all'altare, soltanto uno striscione con la foto di Joele che sorride, mentre nella camera ardente sul feretro erano state lasciate la bandiera dell'Inter, squadra del cuore del giovane e una canotta dei Lakers, formazione di basket che milita nel campionato statunitense di Nba.

Galleria fotografica (24 immagini)



La celebrazione funebre è stata presieduta dal parroco di Tabiago, don Luigi Bianchi. Sull'altare anche altri tre sacerdoti: don Mario Carzaniga di Cibrone, don Carlo Alziati e don Aurelio Redaelli di Costa Masnaga, tre comunità unite sotto la medesima unità pastorale.


La messa si è aperta con le parole di don Luigi, che ha invitato le numerosissime persone sia all'interno che all'esterno della chiesa ad accostarsi al disagio interiore dei genitori, amici e parenti di Joele: "Lunedì avevamo fatto la capanna. Quando abbiamo saputo del rientro di Joele, abbiamo pensato come prima cosa di toglierla. Poi però ci abbiamo ripensato e l'abbiamo lasciata per due motivi: Maria e Giuseppe non guardano Gesù che non è ancora nato ma Joele che è figlio di Dio. In secondo luogo, questa capanna è l'ombra dello spirito di Joele e di Dio che veglia sulla sofferenza di Patrizia e Ivan" ha così esordito.


Il sacerdote ha poi voluto esprimere un ricordo personale: "Ricordo ancora quando l'ho battezzato. Era Pasqua del 1997 e Joele aveva 4 anni, era piccolo" ha poi aggiunto don Luigi.
E' poi seguito il rito dell'incenso e dell'aspersione con l'acqua benedetta. A leggere la lettura dal libro della Sapienza e quella di San Paolo apostolo ai Romani, due coetanei di Joele, classe 1993. Il vangelo di Giovanni è stato invece illustrato da don Aurelio.


La cerimonia, animata dalla corale "Don Olimpio Moneta", si è conclusa con le parole di un famigliare. "Se qualcuno vi chiederà chi è Joele - ha detto - rispondetegli che era uno di noi. Dire che è morto vuol dire solo che non è più vivo, non che non esiste più. Sarà sempre con noi. Grazie Joele di esistere".


All'uscita della salma, un lunghissimo quasi interminabile applauso spontaneo si è levato in ricordo di Joele. E' stata la manifestazione di un affetto genuino e partecipato, lo stesso che ha accompagnato il feretro fino al cimitero dove Joele troverà finalmente la pace.
Simona Alagia - Gloria Crippa
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.