Dolzago: incarico per la perizia psichiatrica su Cesana. Ferì il vicino a colpi di ''katana''

L'intervento dei carabinieri in Via ai Poggi a Dolzago
E' stato conferito questa mattina in tribunale a Lecco l'incarico per la perizia psichiatrica sull'imputato Lino Cesana, il camionista 53enne in carcere da settembre, quando a Dolzago, ferì a colpi di katana giapponese il vicino di casa.
L'incarico è stato affidato al dottor Luciano Magotti, medico psichiatra, che tornerà in tribunale il prossimo 15 aprile per riferire in merito all'esito della perizia.
Un atto richiesto con l'obiettivo di stabilire le condizioni psicologiche dell'uomo, rintracciato e finito in manette poche ore dopo la violenta lite con il vicino di casa Vittorio Marchetti, 76 anni.
L'anziano era stato ripetutamente colpito con una la spada giapponese, un'arma da combattimento con la lama lunga circa sessanta centimetri,che l'aggressore teneva nel box di casa. A seguito del tragico evento aveva riportato gravi ferite all'altezza del tronco, oltre ad avere un arto ormai compromesso.
Un'aggressione basata su futili motivi, secondo quanto hanno appurato i carabinieri della Compagnia di Merate: la forte acredine tra i due vicini di casa era degenerata in violenza. Uno che chiedeva all'altro il pagamento di una determinata cifra per le spese condominiali e il secondo che lo accusava di essere entrato furtivamente nel suo appartamento prelevando diversi oggetti.
I due uomini si erano infatti incontrati nel corsello box del condominio dove abitano, in Via ai Poggi a Dolzago. Durante la furiosa lite, Cesana avrebbe estratto la spada, ferendo gravemente Marchetti, per poi dileguarsi senza prestargli soccorso, lasciandolo in una pozza di sangue. Provvidenziale era stato l'intervento di una vicina di casa che ha immediatamente allertato i carabinieri.
Sul posto si erano portate due pattuglie delle stazioni di Cremella e Oggiono, oltre ad un'ambulanza e a un'automedica del 118 che avevano trasportato Marchetti in codice rosso al Manzoni di Lecco.L'aggressore venne rintracciato qualche ora più tardi nella ditta di Olginate dove lavorava come camionista: aveva le scarpe ancora sporche di sangue.
Ad assistere l'uomo, in carcere ormai da tre mesi, gli avvocati Marcello Perillo e Vito Zotti.
G. C.
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