Bulciago: è mancato Carlo Arrigoni, storico commerciante e vittima della deportazione

Un pezzo di storia di Bulciago che se ne va: è mancato oggi all'età di 90 anni, Carlo Arrigoni. Per oltre mezzo secolo, insieme alla moglie Rosita, aveva gestito un piccolo negozio di alimentari all'ombra del campanile, nel cuore del paese. Una professione che lo aveva posto a stretto contatto con la popolazione, negli anni del boom economico che seguirono la seconda guerra mondiale.

Il sindaco Beretta conferisce la targa a Carlo Arrigoni nel 2012

Carlo Arrigoni è stato per anni testimone dei cambiamenti demografici e sociali di Bulciago, testimone oculare delle principali vicende del paese. E proprio per questo motivo era considerato un vero e proprio ''pilastro'' dagli abitanti del piccolo comune.
Una pagina triste e dolorosa lo accompagnava sin dall'età della giovinezza. Il bulciaghese fu infatti deportato e fatto prigioniero dai tedeschi durante il secondo conflitto mondiale, quando aveva sì e no vent'anni. E proprio per sottolineare la durezza fisica e psicologica dell'esperienza vissuta, l'amministrazione comunale di Bulciago, il 25 aprile 2012, giorno in cui si celebra la Festa di Liberazione, aveva conferito ad Arrigoni una targa al merito.
Carlo Arrigoni era infatti uno degli ''IMI'' (internati militari italiani), giovani ragazzi, che fino all'8 settembre del '43 militavano nell'esercito italiano. Erano circa 2 milioni i combattenti sparsi sui diversi fronti, che il giorno dell'armistizio furono lasciati allo sbaraglio. La maggior parte di loro fu catturata ed internata nei campi di prigionia nazista.


La stessa amara sorte toccò proprio ad Arrigoni, caporale dell'esercito italiano, prima di essere catturato dai nazisti e fatto prigioniero dal 1943 al 1945. Una prigionia dura, dalla quale riuscì fortunatamente a scappare, tornando a casa da uomo libero, senza dimenticare i compagni di quella drammatica avventura ai quali toccò una sorte ben più amara.
Nel corso della cerimonia del 2012, il bulciaghese aveva voluto esprimere un pensiero di ringraziamento. "Ringrazio di cuore tutti coloro che hanno voluto onorarmi con questo riconoscimento. La mia dolorosa esperienza e il ricordo di tutti quelli che non sono più tornati devono essere un ammonimento per le nuove generazioni. Dobbiamo impegnarci tutti perché certe cose non si ripetano più. Tutto si perde con l'odio e con la guerra. Tutto si guadagna con la pace, frutto della libertà, dell'uguaglianza e della giustizia. Viva l'Italia!" aveva espresso in un messaggio fatto leggere al giovane scrittore Alessandro Panzeri, anch'egli presente alla cerimonia.


La targa del 2012 non fu l'unico riconoscimento attribuito al bulciaghese: sul finire degli anni Novanta, Arrigoni era stato insignito della croce al merito di guerra della Repubblica italiana dall'Unione combattenti e reduci dell'allora provincia comasca.
I funerali di Carlo Arrigoni, mancato a seguito di un improvviso peggioramento delle sue condizioni di salute, saranno officiati venerdì alle ore 15 nella parrocchia di Bulciago. Oltre alla moglie Rosita, il 90enne lascia i figli Cesare e Silvana, i nipoti Dario, Elisa e Silvia.
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