Oggiono: la morte di Ferdinando Riva nelle notizie riportate dalla stampa dell'epoca. Un fatto che sconvolse la comunità

Aveva trovato ampio risalto sulla stampa locale, la notizia della morte di Ferdinando Riva, per tutti Nando, avvenuta in Cina a seguito di un incidente stradale, quasi nove anni orsono.
Rappresentanti della politica oggionese, dell'imprenditoria e del mondo sindacale avevano commentato con parole di profondo cordoglio la scomparsa del 64enne, vero e proprio ''pilastro'' dell'economia locale.
Il cimitero di Oggiono, chiuso mercoledì mattina
per effettuare la riesumazione della salma di Riva
La notizia si era diffusa il 12 aprile 2005, a poche ore dalla morte di Nando Riva, avvenuta a Anjou, pochi chilometri a sud di Shangai.
Era stato il capo di gabinetto della Prefettura di Lecco, il dottor Stefano Simeone, a confermare l'avvenuto decesso dell'oggionese, dopo aver raccolto notizie ufficiali dalla Farnesina.
Secondo quanto riportò la stampa in quei giorni, Riva si trovava in Cina per affari.
Dopo il fallimento della sua storica azienda ''RPR Officine meccaniche'', fondata all'inizio degli anni Sessanta, l'oggionese aveva infatti stipulato un contratto di consulenza con la nuova proprietà, la Ratti di Luino, per la quale curava ancora gli aspetti commerciali.
E all'improvviso, a qualche giorno di distanza dalla partenza verso l'Oriente, la tragedia. Toccò al figlio Michele raggiungere Shangai dopo l'incidente, occupandosi delle lunghe trafile burocratiche, oltre che del difficile compito di riconoscere la salma del congiunto.
Riva, che lasciò la moglie Anna Maria e i due figli era ricordato quale ''imprenditore capace che aveva tentato fino in fondo di difendere il patrimonio aziendale che aveva contribuito a creare''.
Sì, perchè l'avventura aziendale di Nando Riva iniziò dal nulla. Dopo i primi passi nel mondo del lavoro, mossi nella Carniti, storica realtà oggionese che si occupava di motori, la decisione insieme a due soci, di avviare un'attività improprio. Nacque nel 1965 la RPR, specializzata nella realizzazione di stampi e lavorazioni di precisione. Con l'uscita di scena dei due compagni di lavoro e l'ingresso del fratello Renzo e della sorella Maria Luisa, una decina d'anni più tardi la ditta diventò totalmente familiare. Negli anni Ottanta l'azienda oggionese era conosciuta in tutto il mondo, fino a passare da semplice snc, a società a responsabilità limitata, con il nome di Officine meccaniche Riva.
L'azienda conobbe la ribalta internazionale, con frequenti viaggi del proprio leader all'estero: Cina e Argentina le mete più assidue per intavolare trattative e stringere accordi.
Ma gli anni successivi furono caratterizzati da un declino dell'attività, sino al 7 agosto 2004, con la difficile decisione della messa in liquidazione, con la conseguente apertura della cassa integrazione per i 137 dipendenti. A novembre di quello stesso anno però, la Ratti di Luino presentò un'offerta di affitto triennale del marchio RPR, garantendo la riassunzione di una sessantina di lavoratori. Per la società Officine meccaniche Riva però, il destino fu il fallimento a causa della pesante situazione debitoria.


Tornando alla scomparsa del 64enne oggionese, profondo cordoglio fu espresso in quella circostanza da Luigi Pirovano, ex sindaco e anch'egli imprenditore, amico di lunga data di Riva, con il quale aveva ''condiviso una vita''. Ma anche gli allora amministratori oggionesi, il sindaco Pietro Riva e l'assessore Antonio Cesana, non avevano potuto che sottolineare le doti del concittadino, ritenuto ''infaticabile, che si era fatto da solo''.
La salma di Nando Riva era rientrata in Italia il 20 aprile 2005, dopo il disbrigo delle pratiche burocratiche e il nulla osta concesso dalle autorità cinesi. Il giorno successivo, i funerali nella chiesa di Sant'Eufemia a Oggiono, incapace di accogliere le numerose persone che avevano voluto partecipare alle esequie. Una cerimonia officiata dall'allora parroco di Imberido, la frazione dove l'imprenditore viveva, don Massimo Fumagalli, che così aveva ricordato l'amico: ''il lavoro era la sua grande passione, la creatività nel cercare sfide e frontiere sempre nuove, una sua caratteristica, così come l'intelligenza, la cultura e il senso del dovere''.

Mercoledì mattina, a quasi nove anni di distanza dai fatti sopra narrati, il cimitero oggionese dove riposa la salma dell'imprenditore è stato chiuso al pubblico per due ore (dalle 10.30 alle 12.30). Una decisione presa dal comune attraverso un'ordinanza firmata dal sindaco Roberto Ferrari, su richiesta dell'autorità giudiziaria civile di Monza. Ancora non è data sapere la motivazione che ha portato a riesumare la salma di Nando Riva, a quasi due lustri dalla sua scomparsa. Si ipotizza che siano stati svolti ulteriori accertamenti, forse per chiarire alcuni aspetti rimasti irrisolti all'epoca del decesso.
Non è da escludere (ma non ci sono conferme ufficiali in questo senso) che la verifica sia stata eseguita a seguito della richiesta avanzata all'autorità giudiziaria monzese, da un terzo soggetto in qualche modo legato alla questione.
Certo è che la chiusura del camposanto non è passata inosservata tra gli oggionesi, che hanno rivissuto in un certo senso, una dolorosa pagina di cronaca mai dimenticata.


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