Bulciago: giovane morì dopo la visita al PS. Il processo a marzo
Formalizzato l'accordo risarcitorio nei confronti della famiglia, sono state presentate quest'oggi le liste testi del processo a carico del dottor Gianfranco Bellingeri, medico del Pronto soccorso dell'ospedale Mandic di Merate, accusato di omicidio colposo per la morte di Roberta Tantardini, una giovane paziente residente a Bulciago prematuramente scomparsa nel 2012 a causa di una trombosi venosa profonda, come rivelato l'autopsia. L'istruttoria dibattimentale si aprirà così ufficialmente il prossimo 3 marzo con l'escussione dei primi testimoni citati dalla pubblica accusa, oggi sostenuta dal viceprocuratore onorario Mattia Mascaro, tra i quali figurano anche la mamma e il fratello della vittima, presenti quest'oggi personalmente in Aula seppure abbiano rinunciato alla costituzione di parte civile. Oltre al personale in servizio presso il Ps meratese il giorno dell'accesso di Roberta e il personale dell'ospedale di Erba dove la ragazza poi morì, saranno sentiti anche gli operanti, il primario del Mandic Giovanni Buonocore primario e l'anatomopatologo Paolo Tricomi che accertò come la 28enne spirò a causa di una tromboembolia polmonare massiva, originata da una trombosi venosa profonda, tre giorni dopo essersi rivolta al pronto soccorso di Merate dove i dolori accusati ad una gamba dalla paziente erano stati letti come sintomi di uno stiramento muscolare. L'avvocato Anita Discacciati si è infine riservata sull'eventuale esame dell'imputato, anche quest'oggi - così come nelle passate udienze - presente dinnanzi al giudice Gian Marco De Vincenzi.


















