Bosisio P.: Percorso pariniano con la Pro Loco
La serata di presentazione della navigazione del battello Vago Eupili di sabato 11 aprile, si è aperta con la visita alla scoperta dell'itinerario pariniano, tra i luoghi che hanno reso celebre il piccolo paese. Oltre 130 persone hanno preso parte al piccolo tour condotto dalle guide della Pro Loco.
Cominciando dalla piazza dedicata al poeta, il viaggio è proseguito con la visita di un piccolo gioiello: villa Appiani-Cantù. La residenza è stata il luogo natio del pittore Andrea Appiani, ritrattista della corte di Napoleone Bonaparte.
Proveniente da una nobile famiglia, Appiani era un amico intimo del Parini, che lo aveva consigliato in più occasioni per le sue opere. Entrambi sono ricordati nel giardino della villa attraverso due stele neoclassiche recanti i loro busti.
La villa è dotata di un ampio parco paesaggistico e naturalistico digradante sullo specchio d'acqua. Da qui è possibile di ammirare il bellissimo spettacolo della natura che cambia con l'avvicendarsi delle stagioni, sul lago e sulla terra. Immancabili i tramonti mozzafiato che quotidianamente si possono godere da questo straordinario punto.
La residenza, di origine settecentesca, presenta un impianto a ‘L' e alcune decorazioni successive lungo tutto l'arco superiore.
Villa Arnaboldi, altra importante residenza di origine cinquecentesca, è invece collocata procedendo verso il centro del vecchio borgo. Presenta un impianto a ‘U' e è stata dimora della famiglia Arnaboldi, di cui si ricorda Alessando, poeta e avvocato.
Ultima tappa di questo percorso è stata la casa museo Parini, dove il poeta è venuto alla luce il 23 maggio 1729. Ultimo di dieci figli, è nato in una buona famiglia che godeva della rendita dal commercio del baco da seta. La seta brianzola all'epoca era così pregiata che veniva esportata in tutta Europa.
Parini è rimasto a vivere presso questa abitazione soltanto durante l'infanzia perchè poi è stato trasferito a Milano per diventare abate e avere così la possibilità di studiare.
La casa, attualmente di proprietà dello stato, è gestita dal Comune, ma è diventata un museo solo nel 1999. Nei quattro locali è possibile trovare mobili e suppellettili del tempo insieme a pannelli esplicativi sulla vita della Brianza a cavallo tra il XVIII e XIX secolo.
Cominciando dalla piazza dedicata al poeta, il viaggio è proseguito con la visita di un piccolo gioiello: villa Appiani-Cantù. La residenza è stata il luogo natio del pittore Andrea Appiani, ritrattista della corte di Napoleone Bonaparte.

Proveniente da una nobile famiglia, Appiani era un amico intimo del Parini, che lo aveva consigliato in più occasioni per le sue opere. Entrambi sono ricordati nel giardino della villa attraverso due stele neoclassiche recanti i loro busti.

La villa è dotata di un ampio parco paesaggistico e naturalistico digradante sullo specchio d'acqua. Da qui è possibile di ammirare il bellissimo spettacolo della natura che cambia con l'avvicendarsi delle stagioni, sul lago e sulla terra. Immancabili i tramonti mozzafiato che quotidianamente si possono godere da questo straordinario punto.
La residenza, di origine settecentesca, presenta un impianto a ‘L' e alcune decorazioni successive lungo tutto l'arco superiore.
Villa Arnaboldi, altra importante residenza di origine cinquecentesca, è invece collocata procedendo verso il centro del vecchio borgo. Presenta un impianto a ‘U' e è stata dimora della famiglia Arnaboldi, di cui si ricorda Alessando, poeta e avvocato.

Ultima tappa di questo percorso è stata la casa museo Parini, dove il poeta è venuto alla luce il 23 maggio 1729. Ultimo di dieci figli, è nato in una buona famiglia che godeva della rendita dal commercio del baco da seta. La seta brianzola all'epoca era così pregiata che veniva esportata in tutta Europa.

Parini è rimasto a vivere presso questa abitazione soltanto durante l'infanzia perchè poi è stato trasferito a Milano per diventare abate e avere così la possibilità di studiare.
La casa, attualmente di proprietà dello stato, è gestita dal Comune, ma è diventata un museo solo nel 1999. Nei quattro locali è possibile trovare mobili e suppellettili del tempo insieme a pannelli esplicativi sulla vita della Brianza a cavallo tra il XVIII e XIX secolo.
M.Mau.


















