Campofiorenzo: lavoro di ricerca sui ''segni del sacro'' raccontato da Sentieri e Cascine

“Una bella testimonianza dell’unione tra natura e cultura”. Così Alberto Canobbio, presidente del Plis dei Colli Briantei ha commentato la serata di venerdì, dedicata alla presentazione del progetto “Segni del sacro”.
Nella splendida cornice della Corte di Campofiorenzo, i volontari delle associazioni Sentieri e Cascine e AFCB hanno descritto i frutti del grande lavoro di mappatura e censimento di tutti i segni del sacro presenti sul nostro territorio.

Aldo Villa con Francesco Biffi di Sentieri e Cascine


Un’indagine svolta in collaborazione con il Plis dei Colli Briantei e con altri sodalizi dei comuni presenti, e che ha portato a scoprire, nei soli confini casatesi, più di duecento testimonianze, tra affreschi, statue, nicchie ed edicole, disseminate nelle nostre campagne. Tante di queste anche nelle cascine e nelle corti Campofiorenzo.
E proprio i segni del sacro ritrovati nella frazioni sono stati mostrati alla cittadinanza e agli abitanti intervenuti, in una presentazione che ha riproposto, con tante novità, un’iniziativa svolta a gennaio, nell’ambito della festa patronale di San Mauro. Presenti anche suor Angela e suor Gabriela. “Quello tra Sentieri e Cascine e il Plis Colli Briantei è un lavoro di collaborazione ricco e iniziato tanti anni fa”, ha precisato Canobbio, per poi lasciare la parola a Luciano Villa, residente della Corte Grande che ha ringraziato i volontari per il loro lavoro instancabile.
Ad introdurre la serata è stato poi Aldo Villa, collaboratore dell’associazione casatese, che ha presentato il progetto generale svolto in tutto il territorio casatese, precisando in particolare le numerose figure di santi trovati, sotto forma di statue, affreschi o dipinti. Il presidente del sodalizio, Francesco Biffi, ha poi descritto le principali testimonianze del sacro trovate in particolare a Campofiorenzo.

Luciano Villa

Bellissimi filmati, con foto e musiche, hanno condotto tutti i presenti in un vero e proprio viaggio nel passato, alla scoperta dell’eredità del nostro territorio, base sicura per uno slancio gioioso verso il futuro. Statue della Madonna di Lourdes, affreschi, vite dei santi e anche qualche curiosità. Nella zona di Lodosa, è stata una statua della Madonna del Carmelo a dare il nome alla villa del Cantinom e all’attuale residence Montecarmelo. Poi, la cascina Sant’Anna, con un bellissimo affresco opera, probabilmente, di un pittore professionista ma che purtroppo si sta rapidamente deteriorando.

Alberto Canobbio, presidente del Plis Colli Briantei


Da lì alla Cascina San Luigi, con la videotestimonianza di una delle sue abitanti, che ha riportato i presenti nel mese di maggio di tanti anni fa, in occasione dei tanti rosari pregati nella corte e nelle cascine. La devozione degli abitanti della frazione è grande, allora come oggi: i segni del sacro sono ancora venerati e curati, con lumini, centrini e fiori davanti alle statue e ai dipinti.
Spazio poi a tante testimonianze sulla Corte Grande. Costruita nel 1290, mantiene una parte, quella nord, ancora originale. Tanti i segni trovati qui, dove abitavano una cinquantina di famiglie in affitto al conte Somaglia: la Madonna del Forno, vicino al forno usato per cuocere il pane giallo, una grotta con la Madonna di Lourdes, Sant’Antonio da Padova, San Sebastiano, la Madonna Immacolata e la chiesetta di San Mauro.

Le foto si intrecciano ai racconti di chi è da sempre vissuto nella corte e in quei territori e che porta ancora nel cuore l’atmosfera dei giorni in cui si andava a “pertegare”, cioè pulire, l’acquedotto. Dal 1820, la Corte Grande era una delle pochissime ad avere acqua corrente. E, ancora, il racconto delle feste di Campofiorenzo, la Madonna delle Villette voluta da don Angelo Consonni e la stupenda via Crucis del Santuario odierno.

“Questi segni hanno un valore artistico ma –ancora più grande- un valore per la storia delle persone che qui vivono”, ha affermato Francesco Biffi, prima di ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della presentazione e del lavoro, tra cui i fotografi AFCB e tutti coloro che hanno voluto raccontare la propria storia. “E’ un lavoro importante, con testimonianze che fermano il tempo, e tutto ciò è un grandissimo arricchimento”, ha concluso Canobbio, prima di un rinfresco offerto a tutti i presenti.
L.V.
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