Garbagnate: visite alla chiesa romanica e alla 'Villa' Micanzi
E' stata stimata la presenza di oltre 700 le persone in piazza Fumagalli a Garbagnate Monastero. L'occasione, oltre allo spettacolo medievale per le famiglie, è stata l'apertura di Villa Micanzi, residenza della famiglia dagli anni Settanta aperta al pubblico ogni anno in occasione di concerti di musica classica o opere liriche proposte dalla biblioteca comunale. Domenica 27 settembre, all'interno della rassegna "Ville aperte" in Brianza, la dimora ha aperto le porte al pubblico riscuotendo grande successo sin dall'apertura.



Il palazzo è una costruzione risalente al Quattrocento, oggetto di ampliamenti in epoche successive. Come testimonia lo stemma inciso nella sala del camino principale e sul portone di ingresso, l'edificio è appartenuto ai nobili Fumagalli, nobile famiglia milanese, che da qui ha avuto origine. Sulla destra un portone indica l'accesso alla cappella di famiglia che, sconsacrata, ha ospitato il primo ufficio postale di Brongio.


Un'immagine dell'esterno e dell'interno di Villa Micanzi
Il palazzo è una costruzione risalente al Quattrocento, oggetto di ampliamenti in epoche successive. Come testimonia lo stemma inciso nella sala del camino principale e sul portone di ingresso, l'edificio è appartenuto ai nobili Fumagalli, nobile famiglia milanese, che da qui ha avuto origine. Sulla destra un portone indica l'accesso alla cappella di famiglia che, sconsacrata, ha ospitato il primo ufficio postale di Brongio.
E' stato possibile visitare le stanze, i salotti e la cucina al piano inferiore, ammirare il bel portico ad artico con colonne e logge, oltre al loggiato a balcone prospiciente la piazza. Oltre al giardino, alla serra e alle cantine, è stato possibile salire sulla torre da cui si ammira un panorama mozzafiato sul territorio e i monti brianzoli oltre che lecchesi come nel caso della Grignetta e il Resegone, visibili chiaramente nelle belle giornate di sole.
La chiesa romanica dei Santi Nazaro e Celso a Garbagnate
Nel corso della giornata a Garbagnate ha aperto le porte anche la chiesa dei santi Nazaro e Celso. Circa 250 visitatori hanno ammirato il complesso romanico, nel cui sepolcro sono state trovate ossa umane, colletti di ferro, una moneta e una fibula barbarica in bronzo, materiale attualmente conservato nel museo archeologico di Lecco. Sull'arco che conduce all'abside si trova un affresco del 1526 che rappresenta una Madonna che allatta il Bambino, opera di Giovanni Maria di Giacomo, nota anche come"Madonna delle Grazie".
Una bella occasione dunque per poter apprezzare due angoli di paese molto conosciuti, anche se è stata rimarcata dai visitatori la mancanza di guide che orientassero nelle visite.
Una bella occasione dunque per poter apprezzare due angoli di paese molto conosciuti, anche se è stata rimarcata dai visitatori la mancanza di guide che orientassero nelle visite.
M.Mau.



















