Lago di Pusiano: Cavo Diotti in collaudo, appaltata l’opera al depuratore di Nibionno e progetto definitivo per Costa

Un 2015 intenso dal punto di vista delle opere idrauliche e un 2016 già colmo di progetti da realizzare. E' in sintesi quello che è stato presentato questa mattina, giovedì 10 dicembre presso il Cavo Diotti di Merone.

Il presidente Eleonora Frigerio e l'ingegner Daniele Giuffrè

L'occasione è stata la presentazione del calendario 2016 del Parco Regionale Valle del Lambro, già mostrato ieri sera nell'assemblea dei comuni facenti parte dell'ente. Il calendario è interamente dedicato alla "diga nascosta", ancora troppo sconosciuta ai più nonostante sia, con i suoi 200 anni di storia, la chiusa più antica d'Italia.
"Queste foto offrono un'immagine diversa di questi luoghi, finora visti come qualcosa a cui guardare nei momenti di emergenza. Volevamo invece mettere in luce quanto siano meravigliosi. Si tratta di zone che in questi ultimi anni hanno conosciuto un miglioramento dal punto di vista ambientale e questo grazie a cittadini e Comune che dimostrano una maggiore attenzione a far diventare il lago di Pusiano una meta turistica"
ha esordito Eleonora Frigerio, presidente del Parco.

I dettagli dell'intervento a Nibionno



Ha espresso il plauso per la doppia finalità della sistemazione della diga il sindaco di Merone, Giovanni Vanossi. "Sono soddisfatto perchè in questo modo si procede alla valorizzazione del territorio e alla messa in sicurezza dei luoghi. Credo che attraverso i lavori al Cavo Diotti abbiamo dimostrato di essere istituzioni che lavorano bene insieme".

Giuffè e il nuovo sistema di regolamentazione

Lo scorso luglio, con la rimozione delle ture e la riapertura del transito delle acque, sono state infatti definitivamente completate le opere di ristrutturazione del Cavo Diotti, costate quasi due milioni di euro. Un intervento realizzato in più fasi a partire dal 2010 con la sistemazione della casa di guardia e proseguito poi con la preparazione del cantiere più impegnativo (è stata anche organizzata un'esercitazione di Protezione civile a livello regionale che ha coinvolto quattro prefetture, quattro Provincie e i diversi comuni interessati).

 

Tanti gli interventi per migliorare quest'opera fondamentale per tutelare a livello idrogeologico il territorio che da Pusiano va fino a Monza e Milano. Sono state spostate le paratoie da monte a valle, sistemato in asciutto il canale tombato che si ricongiunge all'emissario naturale (l'ultimo tratto è stato conservato come costruito originariamente), sono state allargate le fauci per far defluire l'acqua a velocità maggiore ed è stato predisposto un sistema elettronico per azionare le paratoie. La diga è quindi oggi operativa ed efficace. Dallo scorso 16 ottobre è inoltre cominciata la fase di collaudo che durerà all'incirca un anno per testare le opere nelle diverse condizioni meteorologiche.

 

Il prossimo anno per il Parco Valle Lambro si prospetta altrettanto intenso dal punto di vista delle opere idrauliche: quest'anno sono state infatti bandite 13 gare di prevenzione del rischio idrogeologico per un totale di oltre sei milioni di euro.
Tra queste una delle più importanti è l'area di laminazione di Inverigo che da sola ha visto la messa al bando di cinque appalti per un totale di 3 milioni 345 mila euro. "Il Cavo Diotti da solo non mette in sicurezza l'area del Parco Valle Lambro perchè il lago di Pusiano è una sorta di vasca di laminazione naturale. Occorrono tuttavia altre opere per creare bacini dove posizionare temporaneamente l'acqua in caso di emergenza" ha spiegato il presidente. "La zona di esondazione facilitata di Inverigo è una zona prevalentemente agricola e di pregio ambientale dove l'esondazione non crea danni. Una pista ciclo pedonale farà da piccolo argine mentre un ponte fungerà da diga. Le paratoie saranno sufficienti per fare in modo che l'esondazione avvenga nel momento culmine della piena e non dopo, dunque prima che arrivi negli abitati a sud di Inverigo".

Le nuove chiuse


Un altro intervento da tempo attesa per prevenire il rischio idrogeologico è il recupero della ex miniera della Holcim a Costa Masnaga, dove è prevista la realizzazione di una vasca di laminazione per la Bevera di Molteno. "E' stato approvato il progetto definitivo per la messa in sicurezza del sito. Attualmente sono in atto trattative tra Regione Lombardia e il privato per la realizzazione delle opere idrauliche. Ci auguriamo che nel 2016 si proceda con il progetto esecutivo e la conseguente messa a bando per fare in modo che nel 2017 si possa cominciare l'opera" ha aggiunto Frigerio.

L'edificio del Cavo Diotti

In tema di qualità delle acque, invece, sono stati appalti i lavori di finissaggio dei depuratori di Merone e Nibionno, nel quadro del contratto di fiume Lambro. "Il sistema di governance sul finissaggio è stato anche premiato dall'Unione Europea che ha cofinanziato le opere insieme a Fondazione Cariplo. Gli impianti esistenti funzionano bene, tuttavia avevamo la necessità di avere un altro elemento di filtro sul fiume" ha commentato l'ingegnere Daniele Giuffrè. I progetti prevedono la realizzazione di aree umide all'esterno degli impianti di depurazione. Si tratta di un ulteriore filtro alle acque depurate prima che vengano reintrodotte nel Lambro, in modo da poter innalzare la qualità di pulizia delle acque anche a valle.

Sono poi in previsione la sistemazione dell'orrido di Inverigo e un paio di interventi a Carate. Il parco Valle Lambro sostiene anche opere di impatto più turistico, come nel caso della sistemazione della Darsena di Alserio, della ciclopedonale che da Monza porta ad Arcore e del progetto "Green way" dei laghi per collegare quello di Pusiano e quello di Annone Brianza.
Il presidente Frigerio ha poi suggerito un nuovo progetto per render più attrattivo dal punto di vista turistico il cavo Diotti, considerata la sua duplice importanza, storica e idrogeologica.

Lo sgrigliatore


"Vorremmo che la diga diventasse un punto di attrazione didattica e un centro di educazione ambientale attraverso la costruzione di un piccolo museo. Abbiamo già presentato un progetto al Miur perchè ci piacerebbe aprire quest'attività per la prossima stagione. Ci siamo resi conto che non c'è miglior cosa di informare: l'essere preparati all'emergenza riduce il rischio e i danni e questo deve partire proprio dai nostri giovani".
Michela Mauri
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