Bulciago: il canto ''Il Signore delle Cime'' per l'ultimo saluto a Giulio Bucceri, morto in vetta. Il ricordo commosso del GAMB

"L'amico che è caduto ora riposa nel cuore della montagna". L'ultimo saluto a Giulio Bucceri, escursionista bulciaghese che ha perso la vita domenica precipitando sul versante ovest del monte Legnone, è stato accompagnato dalle parole del celebre canto alpino composto dal vicentino Giuseppe Bepi de Marzi, il "Signore delle Cime". Un dono dal profondo del cuore che gli amici del G.A.M.B. hanno voluto consegnare alla moglie Daniela, ai figli Giacomo e Marta, ai famigliari e alle numerose persone che questa mattina hanno affollato la chiesa parrocchiale di Bulciago per ricordare il 55enne, uomo buono e sempre allegro.

L'uscita del feretro dalla parrocchiale

Così è stato immortalato nella fotografia scelta dalla famiglia per commemorarlo: con il sorriso e, alle spalle, le sue amate montagne avvolte dalla luce abbagliante di un bellissimo tramonto.
La passione del 55enne per arrampicate e camminate su alte vette è stata trasmessa attraverso la lettura di un brano evangelico non certo casuale, quello del discorso delle Beatitudini. Gesù le ha presentate sul monte, luogo - come ha spiegato il parroco don Fabrizio Crotta durante l'omelia - dove si impara a "vedere con occhi nuovi".

L'alpinista Giulio Bucceri

"La capacità tipica di chi va in montagna è quella di guardare oltre alla fatica e al 'quanto manca'. Chi va in montagna contempla un'alba, scruta ciò che lo circonda e guarda oltre. Beati voi, dice Gesù, perché la voce di Dio è per chi ha il coraggio di salire dalla pianura per cercare un modo più bello di vivere".
L'immagine metaforica proposta dal sacerdote ha trovato riscontro nella persona del bulciaghese. "Giulio ha guidato molti sui sentieri di montagna. Dio lo ha chiamato un giorno mentre era da solo, su un sentiero tutto suo. Ora vive nella pace".

 
Don Fabrizio si è infine rivolto alla moglie a ai figli del 55enne, dicendo loro di continuare a mettere speranza nello "zaino dei ricordi". "Sul vostro personale sentiero dovete cercare la volontà di Dio. Giulio è stata una buona guida per tutti noi, perché ha saputo guardare le bellezze senza dare peso alle fatiche. L'invito per tutti - ha aggiunto - è allora quello di continuare a camminare. Giulio è già arrivato al rifugio di Dio, ci sorride e ci aspetta là dove non ci saranno più sofferenze e dove nessuno potrà più staccarci dalla mano del Signore".


Al termine del rito funebre, le parole dei componenti del Gruppo Amici della Montagna Bulciago hanno generato sorrisi e tanta commozione. "Giulio era un uomo semplice, ma anche diretto e sincero. La sua improvvisa partenza ha creato un vuoto nei suoi famigliari ma anche in tutti noi. Era un amico e socio del nostro gruppo. Da siciliano di mare aveva imparato a scoprire e ad amare la montagna. Aveva un fisico forte ed elastico, e una grande resistenza, che gli permetteva di arrampicare e di percorrere tutti i sentieri senza fatica''.


E poi ancora: ''ha avuto anche la qualifica di accompagnatore per l'alpinismo giovanile. Con il suo fare da giocherellone, sapeva creare un buonissimo rapporto con i giovani. Giulio era socio GAMB, ma aveva anche la tessera del Club Alpino Italiano per la sezione di Inverigo. Mancherai tantissimo ma siamo sicuri che con la tua creatività farai in modo che la tua famiglia possa trascorrere queste feste in serenità. Sarai per loro sostegno, conforto e incoraggiamento. Grazie per quello che ci hai dato, un abbraccio e arrivederci".


Una folla di amici, conoscenti e parenti ha infine accolto il feretro all'esterno della chiesa, accompagnandolo poi al cimitero per la sepoltura.
Simona Alagia
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