Lago Annone: miglioramento per il bacino est, resta da fare altro lavoro per l’ovest
La salute del lago di Annone Brianza. E’ stato il tema al centro dell’annuale incontro che fa il punto sulla situazione del bacino lacustre. Presenti alla serata di venerdì 29 gennaio nella sala consiliare di Oggiono il biologo Alberto Negri, che ha relazionato sull’attività del 2015, Roberto Ferrari, sindaco di Oggiono, Patrizio Sidoti, sindaco Annone, Baldassarre Mauri, sindaco di Civate, Benedetto Negri, sindaco di Galbiate, tutti rispettivamente accompagnati dagli assessori delegati al lago e all’ambiente, oltre a Giacomo Valsecchi, vicesindaco di Suello. Hanno poi partecipato, Giuseppe Mauri, vice presidente dell’autorità di bacino del Lario e laghi minori, Luciano Tovazzi, dirigente del settore ambiente della Provincia di Lecco, Anna Mazzoleni, consigliere provinciale con delega all’ambiente.
Nel complesso, nello scorso anno c’è stato un calo notevole dell’asportazione di fosforo (da 578 kg nel 2014 a 290 kg nel 2015) per tre cause: la partenza ritardata della terza pompa per via del prolungato periodo di siccità estiva, l’emersione del tubo di aspirazione nel tratto terminale del Rio Torto e la circolazione termica totale precoce durante il mese di settembre.
Attraverso l’attività di aspirazione delle acque di fondo, sono stati prelevati 330 Kg di solfuri, che hanno portato a un risparmio di ossigeno disciolto alla circolazione autunnale pari a circa 0,8 tonnellate. La minore concentrazione di ossigeno disciolto è collegata alla circolazione termina rapida e precoce, mentre la concentrazione di azoto ammoniacale si è ridotta dell’80% rispetto agli anni Ottanta.
Sugli immissari occorre rilevare la necessità di interventi, a causa delle alte concentrazioni di fosforo, su Cologna, Buondì e Sabina. Sotto i 100 microg/litro di questo elemento, e dunque in buone condizioni, sono la Rossa, il Laghetto e il Bomboldo.
Sul bacino ovest, occorre segnalare le concentrazioni di ossigeno abbastanza buone e segnali positivi sulla concentrazione di fosforo dovuta al miglioramento degli immissari come il Borima. Un segnale negativo è invece l’incremento di concentrazione sul fondo dell’azoto nel periodo estivo. Si è registrata infine una relazione tra il fosforo e il ferro, presente in quantità elevate a causa dei rifiuti industriali del passato: se aumenta uno, aumenta anche l’altro. In merito alle concentrazioni di fosforo, si è verificato un netto peggioramento del Pramaggiore, su cui si rende necessario un intervento così come per il Pescone, che ha la portata maggiore.
Da sinistra l'assessore Simone Scola di Civate e il biologo dott. Alberto Negri
Nel complesso, nello scorso anno c’è stato un calo notevole dell’asportazione di fosforo (da 578 kg nel 2014 a 290 kg nel 2015) per tre cause: la partenza ritardata della terza pompa per via del prolungato periodo di siccità estiva, l’emersione del tubo di aspirazione nel tratto terminale del Rio Torto e la circolazione termica totale precoce durante il mese di settembre.
Attraverso l’attività di aspirazione delle acque di fondo, sono stati prelevati 330 Kg di solfuri, che hanno portato a un risparmio di ossigeno disciolto alla circolazione autunnale pari a circa 0,8 tonnellate. La minore concentrazione di ossigeno disciolto è collegata alla circolazione termina rapida e precoce, mentre la concentrazione di azoto ammoniacale si è ridotta dell’80% rispetto agli anni Ottanta.
Sugli immissari occorre rilevare la necessità di interventi, a causa delle alte concentrazioni di fosforo, su Cologna, Buondì e Sabina. Sotto i 100 microg/litro di questo elemento, e dunque in buone condizioni, sono la Rossa, il Laghetto e il Bomboldo.
Sul bacino ovest, occorre segnalare le concentrazioni di ossigeno abbastanza buone e segnali positivi sulla concentrazione di fosforo dovuta al miglioramento degli immissari come il Borima. Un segnale negativo è invece l’incremento di concentrazione sul fondo dell’azoto nel periodo estivo. Si è registrata infine una relazione tra il fosforo e il ferro, presente in quantità elevate a causa dei rifiuti industriali del passato: se aumenta uno, aumenta anche l’altro. In merito alle concentrazioni di fosforo, si è verificato un netto peggioramento del Pramaggiore, su cui si rende necessario un intervento così come per il Pescone, che ha la portata maggiore.
Michela Mauri


















