Barzanò: il premio Canonica a Barracchia e don Marco ricorda il 20° di ordinazione

I cittadini di Barzanò hanno potuto godere, nel pomeriggio di sabato 15 giugno, di una duplice occasione di festa, condivisione e riflessione.

Il sindaco Giancarlo Aldeghi tra il parroco don Renato Cameroni e don Marco Crippa

In Piazza Mercato, già sede nelle ore precedenti della manifestazione Balloons Walk - a favore dell'Associazione Nazionale di Volontariato Cornelia de Lange - alle ore 18 si è tenuta una solenne messa in occasione della festa patronale di San Vito.
A celebrare la funzione, allietata dai canti del coro, sono stati il parroco don Renato Cameroni, il vicario don Giuseppe Scattolin e soprattutto don Marco Crippa, della leva del '68 - come lo stesso ha tenuto a precisare durante la sua tanto sentita quanto commossa omelia - prevosto di Monticello-Torrevilla ma nativo proprio di Barzanò, che su invito di don Renato, in occasione del ventennale (12 giugno 1999) della sua ordinazione sacerdotale, ha celebrato la liturgia alla presenza di un nutrito gruppo di fedeli.

Durante l'omelia don Marco ha voluto ringraziare il Signore per il mistero della sua vocazione, per poi invitare ad una riflessione sul vero significato della Comunione in Dio: il sacerdote ha infatti indicato ai fedeli presenti e raccolti nella celebrazione a sentirsi abbracciati dalla Trinità.

Il coro che ha animato la funzione

Citando il teologo Romolo Guardini, il religioso ha diffidato dal divenire trascurati nelle nostre parole e nei nostri gesti, invitando l'assemblea a gustare il segno della croce, il segno dell'abbraccio a tutti noi del Signore.
"Siamo fatti di Comunione e per la Comunione", ha poi proseguito don Marco. ''Sia con la Comunità Cristiana tutta, sia con i nostri vicini. Dobbiamo vivere gli altri come una risorsa, perché Dio ha deciso di festeggiarli assieme, Padre, Figlio e Spirito Santo".

Il sacerdote poi concluso osservando come, se anche per lui, come per tutti, la Trinità rimane un vero e proprio mistero, non dobbiamo scoraggiarci se non riusciamo a comprenderlo, ma esercitarci e sperimentarlo nella nostra quotidianità: "non possiamo capirla, ma dobbiamo esercitarla, partecipi nella Comunione, che è legge d'amore".
Un'esortazione, quella a non cercare di comprendere, ma sperimentare la Comunione dentro l'Eucarestia, che ha ispirato e ispirerà tutti i fedeli presenti.

Il sindaco insieme a Rodolfo Barracchia, destinatario del Premio Canonica

Conclusasi dunque la funzione - con il saluto di don Renato appunto all'associazione di volontariato, i cui palloncini colorati, arancioni e azzurri ancora allietavano il colpo d'occhio sulla piazza - ha guadagnato il palco il sindaco di Barzanò Giancarlo Aldeghi, che, in nome e per conto dell'amministrazione comunale tutta, ha ufficialmente conferito il Premio Canonica San Salvatore - destinato annualmente a chi ha contribuito con merito allo sviluppo socio-culturale della cittadina - a Rodolfo Barracchia.

Classe 1937, nato a Roma ma residente a Barzanò dal 1976 - perché, dopo essersi trasferito con la moglie, che non poteva sopportare la mancanza di vista del verde, come lui stesso ha ribadito sul palco, per lavoro a Corsico, aveva sentito parlare della vista verdeggiante della cittadina dell'Alta Brianza - con elegante garbo e tipicamente romana pungente ironia ("all'introduzione del Sindaco mancava solo padre e marito affettuoso e il necrologio era completo", ha esordito) ci ha tenuto a regalare al pubblico la versione lunga della sua storia.

Nato appunto a Roma e sorretto dagli studi all'Istituto d'Arte prima, ed all'Accademia di Belle Arti poi, si è specializzato nel 1975 in restauro e, complice il suo trasferimento a Barzanò, su incarico dell'allora amministrazione comunale (retta proprio da Giuseppe, padre dell'attuale Sindaco, con il quale aveva sviluppato una "fraterna amicizia") ha ridato lustro e vita, con il suo impegno e la sua passione, a partire dal 1980 al ciclo di affreschi proprio della Canonica cui è intitolato il premio ricevuto.

Non solo: nel corso del suo intervento, Barracchia ha anche ricordato come, su incarico dell'allora parroco don Giuliano Sala, si sia anche dedicato al restauro del crocifisso della Chiesa di San Vito, che la tradizione vuole ricordare come ex voto (in occasione di un attentato, ad opera dello Scior Farina, proprio barzanese, scampato) del Cardinal Borromeo (da Rodolfo Borracchia proprio prima ricordato come autore dei finestroni della Canonica).

Oltre a ricordare altre sue opere (come il restauro del ciclo di affreschi della Via Crucis della chiesetta di Torricella), ha poi ricordato - concludendo poi con la dedica del sonetto "La creazione der monno", di Giuseppe Gioacchino Belli, con il suo "Ommini da vienì, sete futtuti" - come, nonostante i luoghi comuni, i lombardi lo abbiano accolto sempre con squisita cortesia e che gli anni passati a Barzanò - "ne ho 82, ne vorrei almeno altri 20" - sono stati i più felici della sua vita.
Così come è stata sicuramente soddisfatta la comunità, che anche grazie alla sua opera si è vista restituire la sua storia, e per questo motivo ha deciso di sdebitarsi, conferendogli il Premio Canonica.

Durante la cerimonia è stato ricordato l'appuntamento del 30 giugno, in occasione del 170imo anniversario della morte di Luciano Manara, patriota che ha trovato, dopo varie peripezie, luogo dell'eterno riposo proprio a Barzanò.

Contributo fotografico: Valentino Crippa

Marina Temperato
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