Casatenovo: Cascina Sant'Anna finita nel mirino di incivili

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In questi anni ne abbiamo parlato più volte, ma soltanto marginalmente. Del resto il suo nome è legato a doppio filo al salumificio Vismara che qualche lustro fa ormai, ha lasciato il centro per spostarsi in ''periferia'', verso Campofiorenzo. In Via Sant'Anna per la precisione, dal nome della storica cascina che proprio a pochi passi dall'azienda alimentare che ha fatto la storia economica e occupazionale del paese, ha sede.
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Alcune immagini di Cascina Sant'Anna scattate dall'esterno della proprietà

La struttura – di proprietà privata - ha origini antiche e fa parte integrante della fisionomia agricola di Casatenovo. Due i corpi di fabbrica fra loro paralleli, che la compongono: uno un tempo adibito a residenza, l'altra a stalle e fienili. Come si legge ne ''La rondine sotto il portico'' – volume redatto qualche anno fa da Andrea Corneo e dedicato proprio alle storiche cascine del paese – il nome Sant'Anna si deve ad un interessante affresco, ormai deteriorato, che la raffigurava con la figlia Maria.
Insomma, un edificio che fa parte a tutti gli effetti del patrimonio storico-architettonico del paese, ma ormai da anni disabitato e dismesso; almeno da quando avevano preso il via i lavori per il nuovo salumificio.
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Immagini tratte dal libro ''La rondine sotto il portico''

E' un peccato dunque, proprio per quanto sin qui descritto, prendere atto delle condizioni in cui Cascina Sant'Anna attualmente versa. Non soltanto per il generale ed evidente stato di deterioramento, con tegole, persiane e infissi che appaiono in bilico, vetri delle finestre in frantumi e vegetazione ''rigogliosa'' per usare un eufemismo. 

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Seppur recintata e con tanto di cartelli che ricordano il divieto di accedere alla proprietà, quest'ultima appare violata. Lo dimostrerebbero alcuni punti della rete, visibilmente piegati, un varco d'accesso ricavato con tutta probabilità in maniera illegittima e altro ancora. Come i graffiti che anche da uno sguardo rivolto dall'esterno della proprietà, si possono chiaramente notare nell'ex fienile.
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Segni che farebbero pensare ad un accesso da parte di ignoti, magari nelle ore serali e notturne, stante la zona che – a fabbrica chiusa – resta decisamente isolata dal passaggio veicolare, seppur la SP51 sia raggiungibile a poche decine di metri di distanza.
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Insomma, un quadro non dissimile a quello che in questi anni ha caratterizzato gli ex siti Vismara e Vister, in centro paese, dove gli accessi illeciti si sono ripetuti a più riprese nel corso del tempo, richiedendo anche l'intervento (oltre che del Comune) delle forze dell'ordine.
Nel caso di Cascina Sant'Anna - trattandosi peraltro di una proprietà privata - non conosciamo frequenza e durata di queste presunte incursioni, né il destino appunto della struttura, che come avvenuto per siti analoghi, potrebbe essere oggetto di una riqualificazione.
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Resta tuttavia l'amarezza nel vedere quella che per anni è stata un simbolo della storia agricola del paese, essere finita del mirino di chi evidentemente – e ci riferiamo agli autori dei vandalismi - non manifesta alcun rispetto per il valore di un luogo e per quello che, per la comunità e per le famiglie che lì vi hanno abitato, ha rappresentato.
G.C.
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