Cassago chiama Chernobyl: i bambini rientrano in Ucraina al termine delle vacanze natalizie
Si è conclusa in questi giorni, con il rientro in Ucraina, la vacanza terapeutica organizzata - in occasione delle festività natalizie - dall’associazione Cassago Chiama Chernobyl per i minori provenienti dalle zone colpite dal conflitto. I bambini e i loro accompagnatori - partiti da Bergamo nella giornata di mercoledì 14 gennaio dopo quasi un mese di permanenza in Italia - sono arrivati questa mattina a Chernihiv al termine di un lungo viaggio in autobus.

''Il rientro è andato bene: il gruppo ha fatto ritorno in perfetto orario, ma con la sorpresa della temperatura che nella notte è scesa a meno 20 gradi'' ha raccontato Armando Crippa, presidente del sodalizio che si occupa ormai da svariati lustri di sostenere il Paese messo in ginocchio da una guerra che sembra davvero non vedere la fine, attraverso diverse iniziative sociali.

Per quest’ultimo progetto di accoglienza – il terzo avviato nel 2025 – l’associazione ha potuto contare anche su una nuova famiglia di Nibionno: i coniugi Giampietro Viganò e Rosangela Panzeri hanno ospitato per la prima volta Matviy, un bambino di 10 anni che vive nell’ultimo villaggio della regione di Chernihiv, a meno di 30 chilometri dal confine russo.

Un anno, il 2025, che si chiude con grande soddisfazione per l’associazione: ''Abbiamo organizzato ben tre progetti di accoglienza: uno estivo, quest'ultimo appena concluso e uno autunnale in Val Pusteria'' spiega ancora Crippa, ricordando come l'esperienza in Trentino (ne avevamo parlato QUI) abbia consentito di far conoscere - anche al di fuori dei confini regionali - la propria attività a sostegno dell'Ucraina.

Dai progetti di accoglienza, alla ristrutturazione degli istituti scolastici, passando per gli scambi culturali con gli alunni delle scuole del territorio lecchese con quelle di Chernihiv; infine il Progetto Sanitario Materno Infantile con la consegna di importanti attrezzature ospedaliere tra le quali 19 ambulanze ad altrettanti ospedali della Regione.

''Nella speranza che si possa arrivare a un cessate il fuoco, noi ci saremo anche per il progetto di accoglienza della prossima estate, confidando in nuove adesioni da parte delle famiglie ospitanti'' ha concluso Crippa.

L'arrivo del gruppo a Bergamo lo scorso 21 dicembre
''Il rientro è andato bene: il gruppo ha fatto ritorno in perfetto orario, ma con la sorpresa della temperatura che nella notte è scesa a meno 20 gradi'' ha raccontato Armando Crippa, presidente del sodalizio che si occupa ormai da svariati lustri di sostenere il Paese messo in ginocchio da una guerra che sembra davvero non vedere la fine, attraverso diverse iniziative sociali.

La comitiva pronta a ripartire alla volta dell'Ucraina
Per quest’ultimo progetto di accoglienza – il terzo avviato nel 2025 – l’associazione ha potuto contare anche su una nuova famiglia di Nibionno: i coniugi Giampietro Viganò e Rosangela Panzeri hanno ospitato per la prima volta Matviy, un bambino di 10 anni che vive nell’ultimo villaggio della regione di Chernihiv, a meno di 30 chilometri dal confine russo.

L'arrivo questa mattina a Chernihiv
Un anno, il 2025, che si chiude con grande soddisfazione per l’associazione: ''Abbiamo organizzato ben tre progetti di accoglienza: uno estivo, quest'ultimo appena concluso e uno autunnale in Val Pusteria'' spiega ancora Crippa, ricordando come l'esperienza in Trentino (ne avevamo parlato QUI) abbia consentito di far conoscere - anche al di fuori dei confini regionali - la propria attività a sostegno dell'Ucraina.

I bambini protagonisti della vacanza in Val Pusteria
Dai progetti di accoglienza, alla ristrutturazione degli istituti scolastici, passando per gli scambi culturali con gli alunni delle scuole del territorio lecchese con quelle di Chernihiv; infine il Progetto Sanitario Materno Infantile con la consegna di importanti attrezzature ospedaliere tra le quali 19 ambulanze ad altrettanti ospedali della Regione.

I minori ospitati la scorsa estate
''Nella speranza che si possa arrivare a un cessate il fuoco, noi ci saremo anche per il progetto di accoglienza della prossima estate, confidando in nuove adesioni da parte delle famiglie ospitanti'' ha concluso Crippa.
G.C.


















