Barzanò: a San Feriolo falò e benedizione degli animali
''Abbiamo voluto organizzare un'iniziativa che fosse per tutti. Offriamo risotto, vin brulé perché l'obiettivo è intrattenere la gente e valorizzare la bellezza degli animali e l’amore verso di loro''. E' con queste parole che il segretario dell'Associazione Contrada della Roggia di Barzanò si è espresso riguardo l’iniziativa svoltasi nella serata di sabato 17 gennaio, presso il parco giochi di Via don Rinaldo Beretta, in frazione San Feriolo. 
''Organizziamo durante l'anno diverse manifestazioni: questa, che va avanti da tempo, è pensata per coinvolgere la comunità, creare senso di appartenenza e partecipazione. Tutto è offerto – mangiare, bere – vogliamo solo aggregare le persone'' ha proseguito.
L'evento, caratterizzato da un'atmosfera informale e gioiosa, ha richiamato numerosi residenti e non, nonostante le basse temperature invernali, rese però più sopportabili dal fuoco acceso per l’occasione.
La serata si è infatti aperta con il suggestivo Falò di Sant'Antonio, il santo protettore degli animali, acceso dopo la tradizionale benedizione da parte di don Adelio Molteni, il parroco del paese, che ha spiegato ai presenti la storia del santo abate, monaco del IV secolo e primo santo del monachesimo che combattè il demonio; da qui il suo legame iconografico con il fuoco (simbolo di purificazione che brucia il male, le privazioni e le tentazioni, come nella leggenda in cui porta il fuoco negli inferi vincendo il diavolo con il suo porcellino) e il maialino (compagno salvifico).

Nella tradizione brianzola la ricorrenza si associa al risotto e alla buona compagnia. ''Ricordo ancora quando papà Antonio preparava latte, frittelle e poi il falò'' ha proseguito il sacerdote.
Gli organizzatori hanno poi offerto ai presenti una porzione di risotto accompagnata da vin brulé, cioccolata calda e da una fetta di panettone.

Osservando il parco pieno di persone con i loro animali, non si poteva fare a meno di riflettere su quanto questa festa sia un omaggio a quegli esseri viventi che arricchiscono le nostre vite in maniera spesso silenziosa, ma essenziale.

I volontari dell'Associazione Contrada della Roggia
''Organizziamo durante l'anno diverse manifestazioni: questa, che va avanti da tempo, è pensata per coinvolgere la comunità, creare senso di appartenenza e partecipazione. Tutto è offerto – mangiare, bere – vogliamo solo aggregare le persone'' ha proseguito.
L'evento, caratterizzato da un'atmosfera informale e gioiosa, ha richiamato numerosi residenti e non, nonostante le basse temperature invernali, rese però più sopportabili dal fuoco acceso per l’occasione.
La serata si è infatti aperta con il suggestivo Falò di Sant'Antonio, il santo protettore degli animali, acceso dopo la tradizionale benedizione da parte di don Adelio Molteni, il parroco del paese, che ha spiegato ai presenti la storia del santo abate, monaco del IV secolo e primo santo del monachesimo che combattè il demonio; da qui il suo legame iconografico con il fuoco (simbolo di purificazione che brucia il male, le privazioni e le tentazioni, come nella leggenda in cui porta il fuoco negli inferi vincendo il diavolo con il suo porcellino) e il maialino (compagno salvifico).

Il parroco don Adelio Molteni
Nella tradizione brianzola la ricorrenza si associa al risotto e alla buona compagnia. ''Ricordo ancora quando papà Antonio preparava latte, frittelle e poi il falò'' ha proseguito il sacerdote.
Gli organizzatori hanno poi offerto ai presenti una porzione di risotto accompagnata da vin brulé, cioccolata calda e da una fetta di panettone.

Osservando il parco pieno di persone con i loro animali, non si poteva fare a meno di riflettere su quanto questa festa sia un omaggio a quegli esseri viventi che arricchiscono le nostre vite in maniera spesso silenziosa, ma essenziale.
I.M.


















