Casatenovo, dottor Meschi: qualche ulteriore precisazione sull'uso degli antibiotici

Buongiorno!
In relazione al vostro servizio, relativo all’incontro del 5 febbraio, tenutosi presso la sala consiliare del Comune di Casatenovo, sul tema dell’appropriatezza nell’uso degli antibiotici, nel ringraziare la Direzione del giornale per il puntuale riscontro, vorrei avere la possibilità aggiungere alcune precisazioni.
Infatti nelle frasi virgolettate che mi sono state attribuite non si evincono bene alcuni concetti che avrei voluto invece esprimere.
Mi riferisco alla questione della terapia aerosolica ed ai farmaci per la tosse. Chiarisco pertanto ciò che penso e che vorrei venisse recepito correttamente. Il trattamento inalatorio mediante apparecchiature per aerosol ha sicuramente un’utilità in alcune patologie specifiche tra le quali non dovrebbero però rientrare il raffreddore e le affezioni delle vie aeree superiori di origine virale dell’infanzia, salvo in rari casi complicati. L’abuso di queste apparecchiature è un caso tipicamente italiano, che non si verifica in altre nazioni sanitariamente evolute.
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A destra il dottor Meschi

Va inoltre osservato che in generale, per alcune patologie bronco-polmonari (asma, broncopneuopatie croniche ed altre situazioni meno frequenti), risulta più appropriato e pratico utilizzare la terapia inalatoria con erogazione spray (bombolette), che nei primi anni di vita devono però essere somministrati mediante apposito dispositivo che si interpone tra erogatore e mascherina naso/bocca del paziente. In merito ai farmaci antitosse e a quelli mucolitici/fluidificanti (sciroppi, gocce, supposte), avevo fatto osservare che non dovrebbero avere spazio nel trattamento delle principali affezioni delle vie aeree che interessano l’età infantile e, aggiungo ora, che risulta certamente inappropriato, se non addirittura sconsigliato, utilizzarli su così larga scala anche nell’età adulta.
Ho cercato anche di far passare il messaggio che febbre e tosse non sono malattie, ma sintomi di diverse malattie. Sintomi contro i quali non dovremmo necessariamente accanirci in quanto utili entrambi a favorire la guarigione.
La febbre accelerando, come un catalizzatore, le complesse risposte di difesa di cui il nostro organismo è dotato. La tosse contribuendo in modo importante, assieme alla produzione di muco, all’espulsione dall’albero respiratorio di tutto ciò che non dovrebbe rimanerci (virus, batteri ed inquinanti atmosferici vari) favorendo in modo naturale la guarigione.
Terrei anche a precisare che la durata di 2-4 giorni si riferiva alla durata della febbre nelle principali affezioni virali delle vie aeree e non a quella degli altri sintomi (tosse, secrezioni), che invece possono persistere anche più a lungo.
Classico è l’esempio di un semplice raffreddore che, come tutti noi sperimentiamo, tende a protrarsi anche per una settimana ed oltre (specie nelle prime età pediatriche).
Scusandomi per aver preso un po’troppo spazio, spero che queste precisazioni possano dare maggior chiarezza ad alcuni concetti che potrebbero essere stati interpretati in modo non del tutto corretto.
Virgilio Meschi, Pediatra
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