Barzanò: rimane in carcere il 32enne marocchino arrestato per due rapine
Una settimana fa esatta era stato tradotto in Tribunale a Lecco per essere sottoposto ad interrogatorio di garanzia dinnanzi al giudice per le indagini preliminari Gianluca Piantadosi.
In quella sede il marocchino classe 1993, destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, avrebbe ammesso le proprie responsabilità circa i due episodi che gli vengono contestati.
Sarebbe stato lui quindi, a varcare – lo scorso settembre – l'ingresso del punto vendita di Acqua e Sapone, sulla SP51 a Barzanò. Armato di coltello e con il volto travisato, in quella circostanza il 32enne aveva minacciato i cassieri dell'esercizio commerciale, asportando oltre 1000 euro di incasso. Un episodio analogo a quello avvenuto a inizio febbraio di quest'anno, stavolta ai danni de La Farmacia di Monticello. In questo caso il giovane – entrato in azione con il viso parzialmente coperto da occhiali e berretto – avrebbe minacciato i dipendenti con l'ausilio di un'accetta, facendosi consegnare oltre 1300 euro in contanti.

Eseguiti i sopralluoghi ed avviate le indagini, i militari dell’Arma - coordinati dalla Procura della Repubblica di Lecco - hanno analizzato i filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza e, dopo aver acquisito una serie di testimonianze utili, sono riusciti a risalire all’identità dell’autore, stringendo appunto il cerchio intorno al 32enne, già noto per altre vicende.
Determinanti, insieme ad altri elementi, sarebbero stati (anche) i tatuaggi del giovane che lo scorso martedì pomeriggio è stato prelevato dalla sua abitazione di Barzanò – condivisa con la mamma e il fratello - e tradotto presso la Casa Circondariale di Lecco, a disposizione dell'autorità giudiziaria.
I Carabinieri della Stazione di Cremella hanno infatti dato esecuzione all'ordinanza emessa dal Tribunale a suo carico. Tre giorni più tardi, l'approdo in Aula per l'interrogatorio di garanzia. Assistito dall'avvocato Sonia Bova, sua penalista di fiducia, il giovane avrebbe dunque ammesso i fatti, esponendo alcune difficoltà (anche di natura economica, oltre ad una dipendenza da stupefacenti ndr) che lo affliggono e che lo avrebbero spinto ad entrare in azione nei due casi sopra citati. Il suo difensore non ha insistito per un eventuale alleggerimento della misura cautelare a suo carico in quanto sarebbe stato lo stesso barzanese – cittadinanza marocchina, seppur in Italia da parecchi anni – a preferire la detenzione a Pescarenico, dove si trova attualmente.
Non si tratta peraltro della prima volta che il 32enne finisce in carcere; in tempi piuttosto recenti aveva infatti scontato un periodo al Bassone di Como a seguito di una condanna per maltrattamenti.
In quella sede il marocchino classe 1993, destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, avrebbe ammesso le proprie responsabilità circa i due episodi che gli vengono contestati.
Sarebbe stato lui quindi, a varcare – lo scorso settembre – l'ingresso del punto vendita di Acqua e Sapone, sulla SP51 a Barzanò. Armato di coltello e con il volto travisato, in quella circostanza il 32enne aveva minacciato i cassieri dell'esercizio commerciale, asportando oltre 1000 euro di incasso. Un episodio analogo a quello avvenuto a inizio febbraio di quest'anno, stavolta ai danni de La Farmacia di Monticello. In questo caso il giovane – entrato in azione con il viso parzialmente coperto da occhiali e berretto – avrebbe minacciato i dipendenti con l'ausilio di un'accetta, facendosi consegnare oltre 1300 euro in contanti.

Eseguiti i sopralluoghi ed avviate le indagini, i militari dell’Arma - coordinati dalla Procura della Repubblica di Lecco - hanno analizzato i filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza e, dopo aver acquisito una serie di testimonianze utili, sono riusciti a risalire all’identità dell’autore, stringendo appunto il cerchio intorno al 32enne, già noto per altre vicende.
Determinanti, insieme ad altri elementi, sarebbero stati (anche) i tatuaggi del giovane che lo scorso martedì pomeriggio è stato prelevato dalla sua abitazione di Barzanò – condivisa con la mamma e il fratello - e tradotto presso la Casa Circondariale di Lecco, a disposizione dell'autorità giudiziaria.
I Carabinieri della Stazione di Cremella hanno infatti dato esecuzione all'ordinanza emessa dal Tribunale a suo carico. Tre giorni più tardi, l'approdo in Aula per l'interrogatorio di garanzia. Assistito dall'avvocato Sonia Bova, sua penalista di fiducia, il giovane avrebbe dunque ammesso i fatti, esponendo alcune difficoltà (anche di natura economica, oltre ad una dipendenza da stupefacenti ndr) che lo affliggono e che lo avrebbero spinto ad entrare in azione nei due casi sopra citati. Il suo difensore non ha insistito per un eventuale alleggerimento della misura cautelare a suo carico in quanto sarebbe stato lo stesso barzanese – cittadinanza marocchina, seppur in Italia da parecchi anni – a preferire la detenzione a Pescarenico, dove si trova attualmente.
Non si tratta peraltro della prima volta che il 32enne finisce in carcere; in tempi piuttosto recenti aveva infatti scontato un periodo al Bassone di Como a seguito di una condanna per maltrattamenti.
G.C.



















