Bulciago: per Vittorio i primi passi dopo l'intervento negli Stati Uniti. Parla la mamma

La mamma del piccolo Vittorio lo dice con una lucidità che commuove: ''Siamo solo all’inizio''. Ed è proprio così. Perché quando una famiglia si mette in viaggio dall’altra parte del mondo per dare al proprio bambino una possibilità in più, ogni giorno diventa una tappa, ogni piccolo miglioramento si trasforma in un traguardo enorme, e ogni fatica trova un senso nuovo.
Vittorio, piccolo cittadino di Bulciago nato con una rara malformazione agli arti inferiori (emimelia fibulare bilaterale), sta proseguendo nel suo percorso negli Stati Uniti grazie alla generosità delle tante persone che hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte. Un aiuto concreto, fatto di donazioni e vicinanza (ne avevamo parlato QUI), che oggi si traduce in un aggiornamento importante: il cammino continua, passo dopo passo.
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Il piccolo Vittorio

''L’intervento è stato effettuato il 19 gennaio - continua la madre del piccolo bulciaghese - Dopo alcuni giorni in ospedale, Vittorio è stato dimesso e, già dalla settimana successiva, è iniziato il lavoro quotidiano più silenzioso ma decisivo: la fisioterapia''. 
La famiglia rimarrà complessivamente lì per tre mesi e mezzo proprio per questo, per accompagnare Vittorio in una fase delicatissima in cui il corpo deve essere sostenuto, guidato, incoraggiato.
''Dopo l’operazione, Vittorio è uscito dalla sala operatoria indossando le gabbie di Ilizarov, ossia fissatori esterni applicati alle gambe che verranno rimossi in un secondo momento'' spiega. Nel frattempo, la fisioterapia serve a tenere in movimento le gambe e a mantenere attivi i muscoli: un esercizio di pazienza e costanza, perché la forza non si costruisce in un giorno, ma con gesti ripetuti e con la determinazione di chi non si arrende.
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''Insieme alla fisioterapia è in corso l’allungamento delle tibie fino all’estensione di circa 5 centimetri'', un percorso che proseguirà fino alla partenza della famiglia prevista il 25 aprile. Un processo complesso, che richiede attenzione continua e tanta resilienza. Eppure, in mezzo a questo scenario impegnativo, arriva una notizia che scalda il cuore: ''Vittorio oggi è in grado di camminare senza l’uso del deambulatore, il che costituisce un grande piccolo passo''. Ed è un’espressione perfetta: perché per chi guarda da fuori può sembrare un dettaglio, ma per chi sta vivendo questa storia è un segnale potentissimo, la prova che il lavoro sta dando frutti, che il corpo risponde, che la speranza non è solo una parola.
Il percorso però non è finito. ''Torneremo qui dopo 2 o 3 mesi e Vittorio avrà ancora i fissatori applicati alle gambe - prosegue la mamma - Poi ci sarà un secondo intervento per rimuoverli, seguito da un mese di gesso e altre sei settimane di fisioterapia''. E lì arriverà una nuova sfida: imparare di nuovo a camminare. ''Ma questa volta, in modo definitivo'', senza i supporti esterni.
Gli aggiornamenti su Vittorio non sono solo una cronaca: ricordano che la solidarietà può cambiare le cose. E che i passi, anche quando sembrano minuscoli, possono portare lontano.
M.E.
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