Stop al Besanino: l'utenza scolastica sarà la più penalizzata. Viganò, ''servono numeri precisi''
L'incontro di ieri in Regione si è rivelato positivo, ma la strada da percorrere è ancora lunga e non priva di incognite. L'interruzione della Lecco-Milano via Molteno, la linea ferroviaria lungo la quale corre il Besanino, si porterà dietro una serie di disagi per l'utenza, soprattutto scolastica. Lo ha ribadito il referente dei pendolari Alberto Viganò, che ieri ha preso parte al vertice convocato dall'assessore alla mobilità Franco Lucente, per discutere insieme a tutti gli attori coinvolti, non tanto della parziale chiusura della linea per un intero anno, ma delle alternative da offrire ai pendolari in questo lungo periodo.
A causa del cantiere di Pedemontana, i convogli saranno sospesi nel tratto compreso tra le stazioni di Triuggio e di Villasanta; chiuse pertanto le stazioni di Biassono e Macherio.
Ieri sul tavolo sono state presentate alcune ipotesi di lavoro che prevedono l'istituzione di bus navette diretti da e verso le fermate di Arcore (dove transita la S8) e Villasanta, per andare incontro alle esigenze di quella fetta di utenza che, non disponendo di mezzi propri, non sarà in grado di raggiungere autonomamente altre stazioni o linee ferroviarie.
''In queste settimane i sindaci hanno raccolto circa 1400 questionari, con risposte pervenute per il 60% dai lavoratori e per la restante parte dagli studenti'' ha detto Viganò, riferendosi appunto al ''sondaggio'' somministrato dai comuni coinvolti – su indicazione di Regione – per testare le intenzioni dei pendolari. ''Mi pare un numero già buono, ma so che c'è ancora la possibilità di rispondere: la sindaca di Lesmo, ad esempio, ha dichiarato l'intenzione di lasciare il questionario ancora aperto per intercettare tutte le esigenze. Il problema vero, a mio avviso, è che ad oggi non abbiamo i numeri ufficiali degli studenti che quotidianamente viaggiano sul Besanino. Si attendono ancora i dati dalle scuole. E' proprio questa però, l'utenza maggiormente penalizzata da ciò che succederà perchè di fatto molti lavoratori, come è emerso dal questionario, riusciranno a muoversi con mezzi propri verso altre stazioni: Arcore, Seregno o Arosio, solo per citarne alcune. Non tutti i ragazzi potranno avere questa possibilità''.
Sul tavolo, come già emerso, anche la proposta – avanzata dallo stesso Lucente anche su sollecitazione del consigliere regionale Alessandro Corbetta – di riattivare la Carnate-Seregno che, tra le altre cose, attraversa Lesmo, chiusa da anni. La tratta ferroviaria potrebbe infatti assorbire parte dell'utenza per spostarla rapidamente verso le due località citate e da lì verso i principali capoluoghi di provincia. Un'alternativa al servizio su gomma che, soprattutto alle prime ore del mattino, rischia di essere penalizzato dal traffico sostenuto, con tempi di percorrenza per nulla brevi.

''Ci siamo lasciati con la promessa di un altro incontro, già fissato per il mese prossimo'' ha proseguito Viganò, soddisfatto dell'interesse manifestato da molti sindaci – lecchesi e monzesi – interessati dal passaggio del Besanino. Un'attenzione che in passato non è mai stata particolarmente spiccata, nonostante per molti pendolari quella linea rappresenti l'unico mezzo di collegamento pubblico su ferro, verso le principali città del territorio. Senza contare poi gli studenti che frequentano gli istituti di Lecco, Monza Sesto, ma anche il Bachelet di Oggiono e il Gandhi di Besana, serviti proprio dalla Lecco-Milano-Molteno.
Una lunga chiusura che rischia di disaffezionare i pendolari che, a fronte delle abitudini stravolte per un intero anno, potrebbero perdere interesse verso il Besanino. ''E' un rischio concreto'' ha concluso Viganò, ricordando peraltro un'altra battuta di arresto che interesserà la linea, pronta a chiudere per un mese intero fra giugno e luglio per alcuni lavori decisi da RFI e finanziati dal PNRR.
Eppure a fronte di questi interventi e al termine del cantiere di Pedemontana, la linea sarà più moderna, per gran parte automatizzata, con una nuova fermata prevista, Monza Est, collegamento diretto al Parco, attesa in teoria entro il 2027. Il principale neo riguarda i tempi di percorrenza però, ad oggi non propriamente rapidi, che di sicuro non miglioreranno e, in seconda battuta, anche l'utenza, la cui risposta dopo tutte queste interruzioni resta al momento un'incognita.
A causa del cantiere di Pedemontana, i convogli saranno sospesi nel tratto compreso tra le stazioni di Triuggio e di Villasanta; chiuse pertanto le stazioni di Biassono e Macherio.

''In queste settimane i sindaci hanno raccolto circa 1400 questionari, con risposte pervenute per il 60% dai lavoratori e per la restante parte dagli studenti'' ha detto Viganò, riferendosi appunto al ''sondaggio'' somministrato dai comuni coinvolti – su indicazione di Regione – per testare le intenzioni dei pendolari. ''Mi pare un numero già buono, ma so che c'è ancora la possibilità di rispondere: la sindaca di Lesmo, ad esempio, ha dichiarato l'intenzione di lasciare il questionario ancora aperto per intercettare tutte le esigenze. Il problema vero, a mio avviso, è che ad oggi non abbiamo i numeri ufficiali degli studenti che quotidianamente viaggiano sul Besanino. Si attendono ancora i dati dalle scuole. E' proprio questa però, l'utenza maggiormente penalizzata da ciò che succederà perchè di fatto molti lavoratori, come è emerso dal questionario, riusciranno a muoversi con mezzi propri verso altre stazioni: Arcore, Seregno o Arosio, solo per citarne alcune. Non tutti i ragazzi potranno avere questa possibilità''.

Alberto Viganò
Sul tavolo, come già emerso, anche la proposta – avanzata dallo stesso Lucente anche su sollecitazione del consigliere regionale Alessandro Corbetta – di riattivare la Carnate-Seregno che, tra le altre cose, attraversa Lesmo, chiusa da anni. La tratta ferroviaria potrebbe infatti assorbire parte dell'utenza per spostarla rapidamente verso le due località citate e da lì verso i principali capoluoghi di provincia. Un'alternativa al servizio su gomma che, soprattutto alle prime ore del mattino, rischia di essere penalizzato dal traffico sostenuto, con tempi di percorrenza per nulla brevi.

L'incontro di ieri svoltosi in Regione
''Ci siamo lasciati con la promessa di un altro incontro, già fissato per il mese prossimo'' ha proseguito Viganò, soddisfatto dell'interesse manifestato da molti sindaci – lecchesi e monzesi – interessati dal passaggio del Besanino. Un'attenzione che in passato non è mai stata particolarmente spiccata, nonostante per molti pendolari quella linea rappresenti l'unico mezzo di collegamento pubblico su ferro, verso le principali città del territorio. Senza contare poi gli studenti che frequentano gli istituti di Lecco, Monza Sesto, ma anche il Bachelet di Oggiono e il Gandhi di Besana, serviti proprio dalla Lecco-Milano-Molteno.

Eppure a fronte di questi interventi e al termine del cantiere di Pedemontana, la linea sarà più moderna, per gran parte automatizzata, con una nuova fermata prevista, Monza Est, collegamento diretto al Parco, attesa in teoria entro il 2027. Il principale neo riguarda i tempi di percorrenza però, ad oggi non propriamente rapidi, che di sicuro non miglioreranno e, in seconda battuta, anche l'utenza, la cui risposta dopo tutte queste interruzioni resta al momento un'incognita.
G.C.



















