Barzanò: Matteo Canzi, da Masterchef alla presentazione del suo libro
Molto spesso associamo alle vittorie la parola ''fine''. Ma può succedere che le vittorie siano l’inizio della propria storia: la scintilla che mette in moto gli eventi e che mostra cosa potremo diventare un domani. Il protagonista, in questo caso, è un ragazzo brianzolo - di Olgiate Molgora per la precisione - che, dopo il successo in un seguitissimo reality di cucina, è pronto a trasformare la propria passione in un futuro.

Parliamo di Matteo Canzi, vincitore dell’ultima edizione di MasterChef Italia, che con riconoscenza e umiltà ha avuto modo di raccontarsi nella sua Brianza, rispondendo alle domande di Carlotta Sandrinelli e del pubblico presente ieri sera alla Peregolibri di Barzanò. ''Oggi è la prima volta che presento il mio libro nel nostro territorio. Sono molto felice di essere tornato a casa'' ha esordito il ventiquattrenne.

''A questo tipo di percorso non si è mai pronti - ha spiegato Canzi riferendosi alla sua avventura nel reality - È un’esperienza che, umanamente, insegna tantissimo e che varia da persona a persona''. E forse è stato anche il suo approccio ad averlo portato in vetta: ''Non mi sono mai aspettato nulla e, secondo me, è stato proprio questo che mi ha aiutato ad affrontare al meglio le sfide''.
Dare il massimo, studiare e lavorare sono stati il suo mantra, dentro e fuori MasterChef. Oggi, questi stessi ingredienti lo hanno guidato nella stesura del suo primo libro, ''Il Gusto del Perché''.

''È stato un progetto che mi ha occupato tanto tempo ed energie. Ho cercato di concentrarmi sulla natura e sull’osservazione degli ingredienti, su come funzionano fra loro e all’interno del piatto - ha spiegato - Ciò permette di cucinare in modo consapevole e di dare vita a nuove ricette''. È proprio in questo ''studio ossessivo-compulsivo della materia prima'', come lo stesso Canzi lo definisce, che affondano le radici della sua idea di cucina: ''Fra qualche mese avrò la fortuna di iniziare il corso all’ALMA, un mio grande sogno da sempre. Voglio che questa esperienza mi permetta di scoprire e imparare il più possibile, continuando la mia ricerca anche nella gavetta che seguirà''.

Si prospetta quindi un percorso che non lascia sconti: il lavoro sarà tanto e la strada lunga, ma Canzi è più che pronto e deciso. ''Voglio affrontare ogni momento con serietà e impegno - ha sottolineato - perché il mio obiettivo sarebbe, un domani, quello di aprire un ristorante sul nostro territorio, dove si possano offrire piatti che raccontino la nostra storia e il nostro paesaggio''.

Da qui, allora, la voglia di tornare alle origini ed indagarle, per arrivare ad assaporare il cuore della Brianza, in particolare nella sua natura lacustre. ''Proprio per coronare al meglio questo grande sogno, sento prima la necessità di affinare le mie capacità e le mie conoscenze''. Un approccio che gli è stato suggerito anche fra le mura del programma di Sky: ''Lo chef Cannavacciuolo, dopo la finale, mi ha fatto i suoi più sinceri complimenti, dicendomi di continuare a studiare. Al contrario di quello che è stato raccontato da altre testate - ci ha tenuto a precisare Canzi - non c’è mai stata una proposta da parte sua. Io desidero salire dal basso, affrontando la strada per intero''.

E fra i complimenti e le critiche costruttive, il ventiquattrenne non si è dimenticato di raccontare le sue primissime esperienze culinarie. ''La prima persona ad avermi fatto avvicinare alla cucina è stata mia mamma'', la quale lo ha sempre scherzosamente definito un ''piromane mancato'', per via del fascino e della curiosità che ha sempre provato nel guardare le fiamme sotto le padelle.

Crescendo, poi, passando da osservatore a interprete, il suo cuore è stato conquistato da uno dei classici lombardi: il risotto alla Milanese. ''Durante una presentazione a Roma mi è stato domandato se preferissi la carbonara al risotto, ma… al cuor non si comanda! Le mie preparazioni preferite, per adesso, restano i risotti''.

In una storia ancora tutta da scrivere, si delinea allora una certa ciclicità. Da una vetta alta come la vittoria della quindicesima edizione di MasterChef, la carriera di Matteo gira e, tornando in un contesto più familiare, acquisisce consapevolezza, pronta a spiccare il volo verso un futuro fatto di profumi noti e sapori nuovi.

Matteo Canzi
Parliamo di Matteo Canzi, vincitore dell’ultima edizione di MasterChef Italia, che con riconoscenza e umiltà ha avuto modo di raccontarsi nella sua Brianza, rispondendo alle domande di Carlotta Sandrinelli e del pubblico presente ieri sera alla Peregolibri di Barzanò. ''Oggi è la prima volta che presento il mio libro nel nostro territorio. Sono molto felice di essere tornato a casa'' ha esordito il ventiquattrenne.
''A questo tipo di percorso non si è mai pronti - ha spiegato Canzi riferendosi alla sua avventura nel reality - È un’esperienza che, umanamente, insegna tantissimo e che varia da persona a persona''. E forse è stato anche il suo approccio ad averlo portato in vetta: ''Non mi sono mai aspettato nulla e, secondo me, è stato proprio questo che mi ha aiutato ad affrontare al meglio le sfide''.
Dare il massimo, studiare e lavorare sono stati il suo mantra, dentro e fuori MasterChef. Oggi, questi stessi ingredienti lo hanno guidato nella stesura del suo primo libro, ''Il Gusto del Perché''.
''È stato un progetto che mi ha occupato tanto tempo ed energie. Ho cercato di concentrarmi sulla natura e sull’osservazione degli ingredienti, su come funzionano fra loro e all’interno del piatto - ha spiegato - Ciò permette di cucinare in modo consapevole e di dare vita a nuove ricette''. È proprio in questo ''studio ossessivo-compulsivo della materia prima'', come lo stesso Canzi lo definisce, che affondano le radici della sua idea di cucina: ''Fra qualche mese avrò la fortuna di iniziare il corso all’ALMA, un mio grande sogno da sempre. Voglio che questa esperienza mi permetta di scoprire e imparare il più possibile, continuando la mia ricerca anche nella gavetta che seguirà''.

Si prospetta quindi un percorso che non lascia sconti: il lavoro sarà tanto e la strada lunga, ma Canzi è più che pronto e deciso. ''Voglio affrontare ogni momento con serietà e impegno - ha sottolineato - perché il mio obiettivo sarebbe, un domani, quello di aprire un ristorante sul nostro territorio, dove si possano offrire piatti che raccontino la nostra storia e il nostro paesaggio''.

Carlotta Sandrinelli, che ha moderato l'incontro
Da qui, allora, la voglia di tornare alle origini ed indagarle, per arrivare ad assaporare il cuore della Brianza, in particolare nella sua natura lacustre. ''Proprio per coronare al meglio questo grande sogno, sento prima la necessità di affinare le mie capacità e le mie conoscenze''. Un approccio che gli è stato suggerito anche fra le mura del programma di Sky: ''Lo chef Cannavacciuolo, dopo la finale, mi ha fatto i suoi più sinceri complimenti, dicendomi di continuare a studiare. Al contrario di quello che è stato raccontato da altre testate - ci ha tenuto a precisare Canzi - non c’è mai stata una proposta da parte sua. Io desidero salire dal basso, affrontando la strada per intero''.
E fra i complimenti e le critiche costruttive, il ventiquattrenne non si è dimenticato di raccontare le sue primissime esperienze culinarie. ''La prima persona ad avermi fatto avvicinare alla cucina è stata mia mamma'', la quale lo ha sempre scherzosamente definito un ''piromane mancato'', per via del fascino e della curiosità che ha sempre provato nel guardare le fiamme sotto le padelle.
Crescendo, poi, passando da osservatore a interprete, il suo cuore è stato conquistato da uno dei classici lombardi: il risotto alla Milanese. ''Durante una presentazione a Roma mi è stato domandato se preferissi la carbonara al risotto, ma… al cuor non si comanda! Le mie preparazioni preferite, per adesso, restano i risotti''.

In una storia ancora tutta da scrivere, si delinea allora una certa ciclicità. Da una vetta alta come la vittoria della quindicesima edizione di MasterChef, la carriera di Matteo gira e, tornando in un contesto più familiare, acquisisce consapevolezza, pronta a spiccare il volo verso un futuro fatto di profumi noti e sapori nuovi.
M.E.


















