Il Casatese ricorda il 25 Aprile a Cremella. Per il sindaco Brusadelli la ''memoria è responsabilità''
Cremella è diventata, nelle prime ore di questa mattina, il cuore pulsante delle celebrazioni per la Festa della Liberazione del circondario Casatese. Un appuntamento che, consolidando una tradizione di condivisione tra i comuni della zona, ha visto autorità, associazioni e cittadini riunirsi per onorare i valori della Resistenza.

Il ritrovo è avvenuto in Piazza Salvo d’Acquisto, dinanzi alla caserma dei Carabinieri, da dove è partito il corteo diretto alla chiesa parrocchiale. Significativa la presenza delle fasce tricolori: accanto al primo cittadino cremellese Cristina Brusadelli, hanno sfilato numerosi sindaci del circondario, tra cui il presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann (Monticello), Filippo Galbiati (Casatenovo), Gualtiero Chiricò (Barzanò), Melissa Cereda (Barzago), Fabio Bertarini (Viganò), Paolo Redaelli (Missaglia), Luca Cattaneo (Bulciago), Roberta Marabese (Cassago) e il consigliere di maggioranza Paolo Belletti (Sirtori). Particolarmente emozionante la presenza dei sindaci dei rispettivi Consigli Comunali dei Ragazzi, simbolo del passaggio di testimone generazionale.

Ad accompagnare la sfilata, tra i gagliardetti dei gruppi Alpini e le divise di Protezione Civile, Aido, Avis e Associazione Nazionale Carabinieri, sono state le note dell’A.P.S Corpo Musicale di Annone, le cui sbandieratrici hanno dato colore alla cerimonia. Dopo aver issato il tricolore con l’inno italiano di sottofondo, il corteo guidato dalla banda di Annone e dalle sbandieratrici ha raggiunto la chiesa parrocchiale SS. Sisinio Martirio e Alessandro per la celebrazione della Santa Messa.
A officiare la funzione religiosa è stato il parroco don Adelio Molteni, affiancato da don Marco Crippa e da don Marco Sanvito. Durante l’omelia il sacerdote ha interrogato i presenti sul significato di questa ricorrenza e sui valori che dovrebbero portare l’essere umano ad agire correttamente. ''Oggi il mondo è sempre più diviso e vediamo tutti i giorni quanto siano dominanti la sopraffazione e la violenza. Questa giornata assume dunque un ruolo memorativo di alcuni valori inalienabili, tra cui la dignità, la pace, la riconciliazione e la libertà'' ha affermato, per poi aggiungere: ''Dobbiamo individuare una condotta che permetta di vivere e trasmettere questi valori anche alle nuove generazioni, così da diventare costruttori di un mondo migliore''.

Giunti in seguito presso il Monumento ai Caduti, è avvenuta la benedizione e la deposizione della corona d’alloro, accompagnate da un minuto di silenzio. Un gesto commemorativo e pregno di significato, seguito dallo spostamento presso il Monumento agli alpini, dove gli alunni della scuola primaria Francesco Confalonieri hanno condiviso una riflessione sul concetto di libertà, guidati dalla dirigente scolastica Alessandra Ansaldi e da alcuni insegnanti.

''Ci siamo confrontati sul ruolo dei partigiani, sul valore della pace e sul significato del papavero rosso che abbiamo tra le mani. Un fiore che simboleggia il ricordo, il dolore, ma anche la speranza, indossato nel giorno del 25 aprile per coloro che hanno lottato per la libertà pagando con la loro stessa vita. In classe, grazie ad alcuni video e poesie, abbiamo capito quanto sia importante preservare ogni giorno il valore della libertà e della democrazia'' hanno recitato emozionati i ragazzi.

Dopo il loro discorso, è intervenuto il sindaco Cristina Brusadelli a sottolineare il ruolo fondamentale svolto dai partigiani durante la Seconda guerra mondiale. ''Oggi è il giorno della Liberazione, della celebrazione dei diritti, dell’uguaglianza. Valori per cui uomini e donne lottarono senza tregua a discapito della loro stessa vita, così da garantire la sopravvivenza di un paese equo. Per memoria non si intende solo il ricordo, ma è anche una responsabilità, la stessa che la politica è chiamata a esercitare per la realizzazione della giustizia sociale'' ha affermato, per poi concludere: ''I partigiani ci hanno insegnato a essere coraggiosi e a definire noi stessi pensando anche al bene comune, consegnandoci la costituzione come autentico capovolgimento della concezione autoritaria del fascismo, come ha detto lo stesso Mattarella. Dunque viva il 25 aprile! Viva l’Italia!''.

A chiudere gli interventi è stato il rappresentante dell’ANPI Enrico Beretta, accompagnato da Ezio Giubilo, anch’egli esponente del direttivo della sezione missagliese. ''Cerchiamo tra i valori della resistenza la bussola che ci indichi la strada in questo mondo difficile dove le dittature, la povertà e la guerra sono ancora di drammatica attualità'' ha affermato Beretta, ricordando come la Costituzione italiana sia nata anche in risposta ai mali e ai dolori che il nostro paese ha vissuto. Tre i pilastri da lui individuati nella stesura della Carta costituzionale ideata dalla resistenza: la democrazia, come sistema politico; i diritti sociali, come garanzia di una vita dignitosa; la libertà e la pace, come patrimonio individuale e collettivo dell’intero pianeta.

''La partecipazione popolare – ha terminato il discorso Beretta – è lo strumento di cui disponiamo per esercitare la nostra democrazia, in quanto cittadini chiamati a partecipare alla vita politica e sociale del proprio paese. La ricerca della pace e il ripudio della guerra, sostenuti nell’articolo 11 della nostra Costituzione, non devono essere solamente concetti astratti, ma realizzazioni concrete, così da poter onorare per davvero la liberazione dal fascismo''.

Sul finire della celebrazione, alle autorità è stato consegnato un libretto intitolato ''…e che presto si sentirà gridare pace pace…'', scritto dal cittadino Eugenio Pirovano. Un testo che ripercorre la storia locale, con lo scopo di restituire dignità agli undici Internati Militari Italiani di Cremella, uno morto nei campi e i restanti tornati fortunatamente a casa (ne abbiamo parlato QUI).

La mattinata si è poi conclusa presso il Salone Giovanni Paolo II, dove un rinfresco conviviale ha offerto l’occasione per un ultimo scambio di riflessioni tra amministratori e cittadini. In un clima di sentita partecipazione, la comunità di Cremella e dell'intero casatese ha così suggellato una giornata dedicata non solo al ricordo doveroso del passato, ma alla riaffermazione collettiva di un impegno civile che punta a mantenere vivi i principi di libertà e democrazia. Un 25 aprile che, tra le note della banda e il rosso dei papaveri, ha saputo trasformare la memoria storica in una bussola condivisa per affrontare le sfide del presente.

Gli amministratori (adulti e ragazzi) dei comuni del Casatese che hanno preso parte alla cerimonia
Il ritrovo è avvenuto in Piazza Salvo d’Acquisto, dinanzi alla caserma dei Carabinieri, da dove è partito il corteo diretto alla chiesa parrocchiale. Significativa la presenza delle fasce tricolori: accanto al primo cittadino cremellese Cristina Brusadelli, hanno sfilato numerosi sindaci del circondario, tra cui il presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann (Monticello), Filippo Galbiati (Casatenovo), Gualtiero Chiricò (Barzanò), Melissa Cereda (Barzago), Fabio Bertarini (Viganò), Paolo Redaelli (Missaglia), Luca Cattaneo (Bulciago), Roberta Marabese (Cassago) e il consigliere di maggioranza Paolo Belletti (Sirtori). Particolarmente emozionante la presenza dei sindaci dei rispettivi Consigli Comunali dei Ragazzi, simbolo del passaggio di testimone generazionale.

Ad accompagnare la sfilata, tra i gagliardetti dei gruppi Alpini e le divise di Protezione Civile, Aido, Avis e Associazione Nazionale Carabinieri, sono state le note dell’A.P.S Corpo Musicale di Annone, le cui sbandieratrici hanno dato colore alla cerimonia. Dopo aver issato il tricolore con l’inno italiano di sottofondo, il corteo guidato dalla banda di Annone e dalle sbandieratrici ha raggiunto la chiesa parrocchiale SS. Sisinio Martirio e Alessandro per la celebrazione della Santa Messa.
A officiare la funzione religiosa è stato il parroco don Adelio Molteni, affiancato da don Marco Crippa e da don Marco Sanvito. Durante l’omelia il sacerdote ha interrogato i presenti sul significato di questa ricorrenza e sui valori che dovrebbero portare l’essere umano ad agire correttamente. ''Oggi il mondo è sempre più diviso e vediamo tutti i giorni quanto siano dominanti la sopraffazione e la violenza. Questa giornata assume dunque un ruolo memorativo di alcuni valori inalienabili, tra cui la dignità, la pace, la riconciliazione e la libertà'' ha affermato, per poi aggiungere: ''Dobbiamo individuare una condotta che permetta di vivere e trasmettere questi valori anche alle nuove generazioni, così da diventare costruttori di un mondo migliore''.

Il parroco don Adelio Molteni
Giunti in seguito presso il Monumento ai Caduti, è avvenuta la benedizione e la deposizione della corona d’alloro, accompagnate da un minuto di silenzio. Un gesto commemorativo e pregno di significato, seguito dallo spostamento presso il Monumento agli alpini, dove gli alunni della scuola primaria Francesco Confalonieri hanno condiviso una riflessione sul concetto di libertà, guidati dalla dirigente scolastica Alessandra Ansaldi e da alcuni insegnanti.

''Ci siamo confrontati sul ruolo dei partigiani, sul valore della pace e sul significato del papavero rosso che abbiamo tra le mani. Un fiore che simboleggia il ricordo, il dolore, ma anche la speranza, indossato nel giorno del 25 aprile per coloro che hanno lottato per la libertà pagando con la loro stessa vita. In classe, grazie ad alcuni video e poesie, abbiamo capito quanto sia importante preservare ogni giorno il valore della libertà e della democrazia'' hanno recitato emozionati i ragazzi.

Al microfono Valerio Rigamonti, assessore alla cultura di Cremella
Dopo il loro discorso, è intervenuto il sindaco Cristina Brusadelli a sottolineare il ruolo fondamentale svolto dai partigiani durante la Seconda guerra mondiale. ''Oggi è il giorno della Liberazione, della celebrazione dei diritti, dell’uguaglianza. Valori per cui uomini e donne lottarono senza tregua a discapito della loro stessa vita, così da garantire la sopravvivenza di un paese equo. Per memoria non si intende solo il ricordo, ma è anche una responsabilità, la stessa che la politica è chiamata a esercitare per la realizzazione della giustizia sociale'' ha affermato, per poi concludere: ''I partigiani ci hanno insegnato a essere coraggiosi e a definire noi stessi pensando anche al bene comune, consegnandoci la costituzione come autentico capovolgimento della concezione autoritaria del fascismo, come ha detto lo stesso Mattarella. Dunque viva il 25 aprile! Viva l’Italia!''.

A chiudere gli interventi è stato il rappresentante dell’ANPI Enrico Beretta, accompagnato da Ezio Giubilo, anch’egli esponente del direttivo della sezione missagliese. ''Cerchiamo tra i valori della resistenza la bussola che ci indichi la strada in questo mondo difficile dove le dittature, la povertà e la guerra sono ancora di drammatica attualità'' ha affermato Beretta, ricordando come la Costituzione italiana sia nata anche in risposta ai mali e ai dolori che il nostro paese ha vissuto. Tre i pilastri da lui individuati nella stesura della Carta costituzionale ideata dalla resistenza: la democrazia, come sistema politico; i diritti sociali, come garanzia di una vita dignitosa; la libertà e la pace, come patrimonio individuale e collettivo dell’intero pianeta.

A destra il sindaco Cristina Brusadelli
''La partecipazione popolare – ha terminato il discorso Beretta – è lo strumento di cui disponiamo per esercitare la nostra democrazia, in quanto cittadini chiamati a partecipare alla vita politica e sociale del proprio paese. La ricerca della pace e il ripudio della guerra, sostenuti nell’articolo 11 della nostra Costituzione, non devono essere solamente concetti astratti, ma realizzazioni concrete, così da poter onorare per davvero la liberazione dal fascismo''.

Sul finire della celebrazione, alle autorità è stato consegnato un libretto intitolato ''…e che presto si sentirà gridare pace pace…'', scritto dal cittadino Eugenio Pirovano. Un testo che ripercorre la storia locale, con lo scopo di restituire dignità agli undici Internati Militari Italiani di Cremella, uno morto nei campi e i restanti tornati fortunatamente a casa (ne abbiamo parlato QUI).

Al microfono Enrico Beretta ed Ezio Giubilo di ANPI
La mattinata si è poi conclusa presso il Salone Giovanni Paolo II, dove un rinfresco conviviale ha offerto l’occasione per un ultimo scambio di riflessioni tra amministratori e cittadini. In un clima di sentita partecipazione, la comunità di Cremella e dell'intero casatese ha così suggellato una giornata dedicata non solo al ricordo doveroso del passato, ma alla riaffermazione collettiva di un impegno civile che punta a mantenere vivi i principi di libertà e democrazia. Un 25 aprile che, tra le note della banda e il rosso dei papaveri, ha saputo trasformare la memoria storica in una bussola condivisa per affrontare le sfide del presente.
C.Fu.


















