Barzanò: chiesa gremita per l'ultimo saluto a Sergio Longoni

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Sabato 2 maggio sono stati celebrati i funerali di Sergio Longoni, scomparso a 83 anni a seguito di una malattia.
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Imprenditore carismatico, padre e nonno amato e stimato, era conosciuto per aver fondato la grande famiglia di DF Sport Specialist e sostenuto e sponsorizzato moltissimi alpinisti, poiché innanzitutto era un grande appassionato di montagna.
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Lo staff del rifugio Brioschi lo ha ricordato con affetto ripensando a tutte le mattine in cui insieme agli amici si fermava per una colazione prima di scendere verso la sua baita ai Comolli. Sono state tante le voci che in questi giorni lo hanno celebrato e ricordato, tra cui Reinhold Messner e Simone Moro.
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Don Giuseppe Scattolin

La chiesa di San Vito a Barzanò, suo luogo di origine e dove desiderava tornare, era gremita di persone che lo hanno conosciuto e gli volevano rendere omaggio, tanto da rendersi necessario occupare anche il piazzale dell'oratorio dove è stato allestito uno schermo affinché tutti potessero seguire la celebrazione. Erano presenti le istituzioni, le associazioni da lui sostenute, gli alpini, il Cai di Barzanò, i collaboratori, la Pro Loco.
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La figlia Francesca

Significativa è stata l'omelia di don Bruno Marinoni - già parroco per un breve periodo a Barzanò - nella quale si è ricordato che ''l'Eucarestia è un momento in cui rendiamo grazie per ciò che abbiamo ricevuto, per le persone che abbiamo incontrato, per i momenti belli e di fatica. Allora questo momento è proprio l’occasione per ringraziare per il dono alla vita di ciascuno che è stato Sergio di cui i presenti sono riuniti in preghiera per riconoscere e testimoniare il bene che ha fatto''.
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La figlia Daniela

Il sacerdote ha ricordato la testardaggine di Longoni come caratteristica positiva che lo identificava insieme alla voglia di arrivare sempre fino in fondo, di non accontentarsi ma provare a dare il meglio, non per un guadagno ma per la convinzione e la certezza che ogni cosa vada fatta bene, insegnamento che i suoi collaboratori porteranno con sé nel proseguire le imprese che ha lasciato.
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Altra caratteristica riconoscibile in Sergio Longoni era la passione, innanzitutto per la montagna che ha trasmesso attraverso gesti e iniziative che fanno parte della vita di molti.
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L'attuale parroco don Adelio Molteni tra don Bruno Marinoni e don Giuseppe Scattolin

''Siamo chiamati a raccogliere la testimonianza di Sergio che ha vissuto intensamente, perché era appassionato, non poteva fare a meno di stare nei suoi negozi, allestiva di persona le vetrine, testimoniava nel concreto che c’era qualcosa per cui valeva la pena vivere'' ha proseguito il religioso, sottolineando come senza passione la vita rischia di scivolare via, mentre al contrario aiuta a generare gesti positivi.
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I sindaci del territorio intervenuti alla cerimonia funebre

Infine, negli ultimi anni Longoni ha dimostrato il grande desiderio di andare avanti nonostante la consapevolezza della malattia che stava avanzando, ma ciò non impedisce di ricordarlo col sorriso che ha avuto e regalato ai familiari e agli amici fino alla fine.
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Al termine della celebrazione - allietata dai canti del Coro Brianza - le persone a lui più vicine hanno voluto omaggiarlo leggendo alcuni pensieri; in primis hanno parlato le figlie Francesca e Daniela, ricordando come il padre sia stato una testimonianza di amore, onestà, libertà, umiltà.
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''Eri un leader carismatico e sicuro, noi ti avremmo seguito in capo al mondo in nuove imprese, perché ci avresti protetti e come sempre avresti preso addosso il carico più grosso. Eri luce, eri e sei solo presenza'' ha raccontato la figlia. È stato ricordato come padre e nonno presente e solido, nonostante spesso fosse lontano per lavoro.
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Ora c’è da riempire un vuoto che prima si riempie di lacrime, poi di respiri per lenire il dolore e infine il vuoto diventa terra che chiama alla vita: ''In questa terra si piantano i semi. Pianto è participio passato del verbo piangere ma anche la prima persona del verbo piantare: quando si piange, si pianta, il dolore ci sia sempre da seme'' ha aggiunto, rivolgendo un pensiero pieno di gratitudine alla dott.ssa Giglio e a tutto lo staff dello IEO.
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Il vuoto che lascia è grande ma nelle parole delle figlie traspariva tutto l’orgoglio per averlo avuto come padre per la straordinaria gentilezza e umiltà che lo hanno caratterizzato e che lascia come eredità più importante.
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Ha preso la parola anche don Giuseppe Scattolin legato da profonda amicizia a Longoni, ricordando che ''Sergio aveva la propensione ad amare e servire'', lasciando ai presenti la riflessione sul fatto che tutto passa ma l’amore resta e tutto ciò che Longoni ha dato come affetto e attenzione agli altri rimarrà sempre nei cuori di chi lo ha conosciuto.
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L'intervento dei dipendenti e del presidente del CAI di Barzanò di cui Longoni era stato fondatore e presidente onorario

Toccanti anche i ricordi dei cinque nipoti che hanno salutato il nonno, raccontandone il sorriso puro e sincero, da grande alpino, sempre pronto ad aiutarli, a chiamarli e esserci sempre.
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Anche i collaboratori hanno sottolineato che per loro era un capo famiglia, generoso, empatico, altruista che ha insegnato a mettere sempre al centro le persone, a prendersi cura degli altri: ''promettiamo di viaggiare tutti nella stessa direzione perché lei resta, vive in noi'' hanno concluso. Hanno concluso gli interventi i rappresentanti del Cai di Barzanò ricordando tutti i bei momenti vissuti insieme e il suo forte attaccamento alla vita.
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Sergio Longoni

La conclusione della messa è stata accompagnata dal canto ''Signore delle cime'' e dalla preghiera degli alpini per questa ultima scalata di Sergio Longoni. Il corteo funebre, aperto da tutte le associazioni presente, ha proseguito poi verso il cimitero, un corteo senza fine, nel quale si potevano scorgere molti occhi lucidi ma anche volti sorridenti così come lui avrebbe voluto essere ricordato.
Carolina Ferrario
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