Barzanò, liceo Parini: vivere insieme la sfida dell'Educare. Tutti gli ''attori'' si confrontano
Una serata intensa, partecipata e ricca di testimonianze quella che si è tenuta mercoledì 6 maggio all'Oratorio Paolo VI di Barzanò, in occasione del terzo appuntamento del ciclo ''Crescere insieme: genitori e figli nel tempo presente'', promosso dal Liceo G.Parini.
Tema dell’incontro, ''Si capisce facendo: educare al rischio e all’azione'', è stato il valore educativo dell’esperienza concreta, del tentativo, dell’errore e della capacità di mettersi in gioco in un tempo segnato da fragilità, ansie e senso di inadeguatezza.

Ad aprire la serata è stato il preside Michele Erba, che ha ringraziato il numeroso pubblico presente sottolineando come il percorso promosso dal liceo nasca dal desiderio di affrontare il tema educativo non solo da un punto di vista teorico, ma anche e soprattutto attraverso esperienze reali. ''Non volevamo semplicemente portare ospiti autorevoli – ha spiegato – ma persone capaci di raccontare un’esperienza vissuta. Educare significa mettere al centro il desiderio di felicità dei ragazzi, andando oltre interrogazioni, compiti e verifiche''.

Erba ha quindi evidenziato una delle grandi fragilità del presente: la tendenza a bloccarsi di fronte alle difficoltà. ''Sempre più spesso giovani e adulti sperimentano la paura di non essere all’altezza, il timore dell’errore e del fallimento. Il rischio è trasformare l’inquietudine, che dovrebbe essere apertura e ricerca, in ansia e paralisi''.
Proprio per questo la scuola ha scelto di coinvolgere tutte le componenti della comunità educante: studenti, insegnanti, genitori e anche il mondo del lavoro.

Tra le testimonianze più apprezzate, quelle delle studentesse. Silvia Perego, al quinto anno, ha raccontato il proprio percorso personale e scolastico: ''Quando sono arrivata al Parini mi sono sentita guardata per quello che ero davvero. Qui gli insegnanti, come i genitori, se ci troviamo un muro davanti non ci danno ''bastonate'' ma ci insegnano a vedere vie alternative. Oggi posso dire che il mio percorso scolastico è una delle soddisfazioni più grandi della mia vita. Tutte le scelte sono state ciò che mi ha permesso di arrivare dove sono ora. Anche gli errori sono stati occasioni di crescita''.
Sulla stessa linea anche l’intervento di Federica Lenza, che ha definito l’azione ''qualcosa dal valore inestimabile'', aggiungendo: ''Mettersi in movimento può salvare dal buio''.

Molto concrete anche le riflessioni dei docenti. La professoressa Sara Papaianni, insegnante di lingue, ha parlato dell’importanza della relazione educativa: ''Non sempre bisogna avere subito la soluzione pronta. A volte basta esserci, stare accanto ai ragazzi nelle loro fatiche senza pretendere di risolvere tutto dall’alto. Anche un gesto semplice, fuori dagli schemi, può rimettere in moto una situazione''.
Un invito, il suo, rivolto anche alle famiglie: costruire reti di sostegno reciproco e non affrontare da soli il compito educativo.
La mamma Cristina Zaramella ha invece raccontato il proprio percorso genitoriale, riconoscendo come le cadute e gli errori siano passaggi necessari per crescere: ''Spesso ho cercato di evitare ai miei figli le difficoltà, ma ho capito che è importante lasciarli sbagliare. Oggi provo soprattutto a fare domande e ad ascoltare le loro risposte''.

Dal mondo del lavoro è arrivata la testimonianza di Paolo Colombo, imprenditore della Colombo New Scal, azienda che collabora con il liceo nei percorsi di alternanza scuola-lavoro, che ha sottolineato quanto l’errore sia fondamentale anche nella crescita professionale: ''Le persone che crescono di più sono quelle che sbagliano. I ragazzi arrivano spesso con paura, ma poi imparano misurandosi con la realtà''.
A riflettere sul valore del rischio educativo è stata anche la vicepreside e docente di filosofia Valeria Bianco: ''Nel nostro lavoro bisogna avere il coraggio di rischiare senza essere paralizzati dal timore del risultato. Dentro ogni errore esiste sempre una possibilità di recupero: “Non avere troppa paura di sbagliare: provarci sempre''.
La psicologa scolastica Marta Viscardi ha invece richiamato l’importanza di offrire ai ragazzi una ''base sicura'', più che soluzioni immediate: ''Spesso dare subito la risposta non aiuta. E’ molto più importante esserci''.

Nel corso della serata numerosi anche gli interventi dal pubblico, che hanno ulteriormente arricchito il confronto. Tra i temi emersi, il valore dell’ascolto, la necessità di rimettersi continuamente in discussione nel rapporto educativo e il ruolo centrale della relazione autentica tra adulti e ragazzi.
A concludere l’incontro è stato ancora Michele Erba, che ha ribadito il desiderio del Parini di essere una vera comunità educante: «Non vogliamo celebrare qualcosa, ma costruire un luogo reale di confronto tra scuola, famiglie e territorio».

''Parlando di azione e di legame con il territorio non possiamo non ricordare Sergio Longoni, figura determinante e fondatore della nostra scuola: per lui era motivo di orgoglio poter avere un liceo a Barzanò'' ha ricordato Michele Erba nel finale della serata, rendendo omaggio a una personalità che ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita e nella crescita del Liceo Parini.
Il ciclo di incontri si concluderà il prossimo 20 maggio con l’ultimo appuntamento dal titolo: ''Vivere insieme o sopravvivere da soli? Ciò che rende liberi di essere se stessi''.
Tema dell’incontro, ''Si capisce facendo: educare al rischio e all’azione'', è stato il valore educativo dell’esperienza concreta, del tentativo, dell’errore e della capacità di mettersi in gioco in un tempo segnato da fragilità, ansie e senso di inadeguatezza.

I protagonisti dell'incontro di mercoledì sera promosso dal Liceo Parini all'Oratorio di Barzanò
Ad aprire la serata è stato il preside Michele Erba, che ha ringraziato il numeroso pubblico presente sottolineando come il percorso promosso dal liceo nasca dal desiderio di affrontare il tema educativo non solo da un punto di vista teorico, ma anche e soprattutto attraverso esperienze reali. ''Non volevamo semplicemente portare ospiti autorevoli – ha spiegato – ma persone capaci di raccontare un’esperienza vissuta. Educare significa mettere al centro il desiderio di felicità dei ragazzi, andando oltre interrogazioni, compiti e verifiche''.

Erba ha quindi evidenziato una delle grandi fragilità del presente: la tendenza a bloccarsi di fronte alle difficoltà. ''Sempre più spesso giovani e adulti sperimentano la paura di non essere all’altezza, il timore dell’errore e del fallimento. Il rischio è trasformare l’inquietudine, che dovrebbe essere apertura e ricerca, in ansia e paralisi''.
Proprio per questo la scuola ha scelto di coinvolgere tutte le componenti della comunità educante: studenti, insegnanti, genitori e anche il mondo del lavoro.

Tra le testimonianze più apprezzate, quelle delle studentesse. Silvia Perego, al quinto anno, ha raccontato il proprio percorso personale e scolastico: ''Quando sono arrivata al Parini mi sono sentita guardata per quello che ero davvero. Qui gli insegnanti, come i genitori, se ci troviamo un muro davanti non ci danno ''bastonate'' ma ci insegnano a vedere vie alternative. Oggi posso dire che il mio percorso scolastico è una delle soddisfazioni più grandi della mia vita. Tutte le scelte sono state ciò che mi ha permesso di arrivare dove sono ora. Anche gli errori sono stati occasioni di crescita''.
Sulla stessa linea anche l’intervento di Federica Lenza, che ha definito l’azione ''qualcosa dal valore inestimabile'', aggiungendo: ''Mettersi in movimento può salvare dal buio''.

Molto concrete anche le riflessioni dei docenti. La professoressa Sara Papaianni, insegnante di lingue, ha parlato dell’importanza della relazione educativa: ''Non sempre bisogna avere subito la soluzione pronta. A volte basta esserci, stare accanto ai ragazzi nelle loro fatiche senza pretendere di risolvere tutto dall’alto. Anche un gesto semplice, fuori dagli schemi, può rimettere in moto una situazione''.
Un invito, il suo, rivolto anche alle famiglie: costruire reti di sostegno reciproco e non affrontare da soli il compito educativo.
La mamma Cristina Zaramella ha invece raccontato il proprio percorso genitoriale, riconoscendo come le cadute e gli errori siano passaggi necessari per crescere: ''Spesso ho cercato di evitare ai miei figli le difficoltà, ma ho capito che è importante lasciarli sbagliare. Oggi provo soprattutto a fare domande e ad ascoltare le loro risposte''.

Dal mondo del lavoro è arrivata la testimonianza di Paolo Colombo, imprenditore della Colombo New Scal, azienda che collabora con il liceo nei percorsi di alternanza scuola-lavoro, che ha sottolineato quanto l’errore sia fondamentale anche nella crescita professionale: ''Le persone che crescono di più sono quelle che sbagliano. I ragazzi arrivano spesso con paura, ma poi imparano misurandosi con la realtà''.
A riflettere sul valore del rischio educativo è stata anche la vicepreside e docente di filosofia Valeria Bianco: ''Nel nostro lavoro bisogna avere il coraggio di rischiare senza essere paralizzati dal timore del risultato. Dentro ogni errore esiste sempre una possibilità di recupero: “Non avere troppa paura di sbagliare: provarci sempre''.
La psicologa scolastica Marta Viscardi ha invece richiamato l’importanza di offrire ai ragazzi una ''base sicura'', più che soluzioni immediate: ''Spesso dare subito la risposta non aiuta. E’ molto più importante esserci''.

Nel corso della serata numerosi anche gli interventi dal pubblico, che hanno ulteriormente arricchito il confronto. Tra i temi emersi, il valore dell’ascolto, la necessità di rimettersi continuamente in discussione nel rapporto educativo e il ruolo centrale della relazione autentica tra adulti e ragazzi.
A concludere l’incontro è stato ancora Michele Erba, che ha ribadito il desiderio del Parini di essere una vera comunità educante: «Non vogliamo celebrare qualcosa, ma costruire un luogo reale di confronto tra scuola, famiglie e territorio».

''Parlando di azione e di legame con il territorio non possiamo non ricordare Sergio Longoni, figura determinante e fondatore della nostra scuola: per lui era motivo di orgoglio poter avere un liceo a Barzanò'' ha ricordato Michele Erba nel finale della serata, rendendo omaggio a una personalità che ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita e nella crescita del Liceo Parini.
Il ciclo di incontri si concluderà il prossimo 20 maggio con l’ultimo appuntamento dal titolo: ''Vivere insieme o sopravvivere da soli? Ciò che rende liberi di essere se stessi''.
G.S.



















