Dolzago: viaggio a Cinisi nel nome della legalità e dell'impegno civile

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Da Dolzago a Cinisi nel nome della legalità. Negli scorsi giorni il sindaco Paolo Lanfranchi – accompagnato da alcuni cittadini - ha preso parte alle iniziative organizzate nel comune siciliano in occasione del 9 maggio, giornata dedicata al ricordo di Peppino Impastato, simbolo della lotta alla mafia e dell’impegno civile.
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I sindaci Paolo Lanfranchi (a sinistra) e Gualtiero Chiriò con la collega di Cinisi, Vera Abbate

Il viaggio istituzionale – al quale ha preso parte anche Gualtiero Chiricò, sindaco di Barzanò - ha rappresentato un momento particolarmente significativo per la comunità di Dolzago, legata a Cinisi da un rapporto di gemellaggio costruito nel tempo attorno ai valori della legalità, della giustizia e della partecipazione civile. Un legame rafforzato anche dalla recente intitolazione della scuola primaria di Dolzago a Peppino e Felicia Impastato, figura quest’ultima che, attraverso Casa Memoria, ha continuato a custodire e trasmettere il messaggio del figlio.
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Il programma delle giornate è stato intenso e ricco di appuntamenti culturali, sociali e commemorativi. Tra incontri nelle scuole, assemblee pubbliche, convegni, spettacoli teatrali, concerti e momenti di riflessione collettiva, migliaia di persone, associazioni, amministratori e cittadini hanno partecipato alle iniziative promosse in memoria del giornalista, vittima di Cosa Nostra.
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Particolarmente partecipato il corteo del 9 maggio, partito da Terrasini – sede originaria di Radio Aut – e arrivato fino a Casa Memoria a Cinisi, nel segno del ricordo di Peppino e del suo impegno contro la criminalità organizzata. Presenti la sindaca di Cinisi Vera Abbate, numerosi amministratori locali e rappresentanti di associazioni provenienti da tutta Italia.
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''Questi tre giorni sono stati importanti anche per il nostro gemellaggio – ha commentato il sindaco Paolo Lanfranchi – perché, ancora una volta, abbiamo scoperto che le nostre comunità, pur essendo distanti geograficamente, sono davvero unite nel segno della legalità, della giustizia e della condivisione degli intenti, sia a livello di amministrazione locale sia nella vita sociale dei due paesi''.
Lanfranchi ha voluto ringraziare l’amministrazione comunale di Cinisi e la cittadinanza per l’accoglienza ricevuta: ''Tutte le volte che ci vediamo sembra di conoscerci da una vita, e questo è un dono prezioso''.
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Della delegazione dolzaghese facevano parte anche i volontari della Protezione Civile Andrea Metrangolo e Fabrizio Rota. Durante il soggiorno vi è stato anche un momento di confronto con i rappresentanti del Comune di Cinisi sui temi della Protezione Civile e della collaborazione tra amministrazioni.
''Continuiamo a camminare nella memoria di Peppino e Felicia – ha aggiunto Lanfranchi – e nel segno dell’impegno nella lotta alla criminalità organizzata e, più in generale, nel darsi da fare per gli altri''.
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Anche il sindaco di Barzanò – originario di quella terra - ha sottolineato il valore della partecipazione degli amministratori locali a iniziative di questo tipo: ''Ritengo che la presenza degli amministratori locali a manifestazioni a favore del ripristino della legalità e della lotta alle mafie, alla corruzione e al malaffare sia di importanza fondamentale per rendere evidente che ogni cittadino può avere un ruolo. Terrasini in particolare poi ha per me un significato profondo, è un posto al quale mi legano amicizie e ricordi. Esserci il 9 maggio scorso - ha detto Chiricò - ha significato che il ricordo di Peppino Impastato e delle lotte che ha fatto insieme al suo gruppo deve essere mantenuto vivo per poterci stimolare sempre nella ricerca e conquista di una società giusta, di un sistema politico-amministrativo che tuteli in egual modo i diritti di ciascuno, che metta in pratica i dettami della nostra Costituzione antifascista''.
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La presenza della delegazione lecchese a Cinisi ha così rappresentato non solo un momento commemorativo, ma anche un’occasione concreta di confronto, amicizia e condivisione di valori tra comunità unite dalla volontà di mantenere viva la memoria e l’impegno civile.
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