Lomaniga, nuovo semaforo in Via Alpi: monta la protesta tra i residenti
Un progetto che inciderà in maniera significativa sulla viabilità di Lomaniga, appreso soltanto attraverso la stampa locale. E' tangibile il malcontento tra alcuni residenti della località missagliese, venuti a conoscenza dell'intenzione del Comune di installare un semaforo per regolare il transito dei veicoli in Via Alpi, resa nota durante l'ultima seduta consiliare (ne avevamo parlato QUI).
Se l'intendimento originario della maggioranza era quello di aprire un anello che consentisse il collegamento diretto con Via Leonardo da Vinci (zona ex asilo, oggi nido) per superare le criticità relative al calibro stradale, che non permette – perlomeno per l'intera lunghezza - il transito veicolare a doppio senso di marcia e quello dei mezzi pesanti e/o di soccorso, alcuni limiti dal punto di vista amministrativo ed economico, hanno spinto la giunta Redaelli a valutare un'altra soluzione.

''Tenendo conto anche delle indicazioni dei residenti, abbiamo deciso di installare un semaforo che disciplini il senso unico alternato di marcia nella parte più stretta di Via Alpi, con altri dispositivi in corrispondenza delle intersezioni'' aveva spiegato all'Aula l'assessore ai lavori pubblici Daniela Valagussa, aggiungendo che la spesa prevista per opere di scavo e sistemazione stradale ammonta a 55mila euro, inferiore a quanto non fosse stato ipotizzato in prima battuta.
Non tutti i lomanighesi tuttavia, sarebbero d'accordo con il progetto, tanto da affidare ad una nota il proprio malcontento. La vicenda, secondo i cittadini di Via Alpi e Cascina Grani, sarebbe stata gestita ''nel silenzio più totale''. Secondo quanto riferiscono nessuna comunicazione ufficiale sarebbe stata condivisa con la cittadinanza prima di rendere noto il progetto. Una situazione ritenuta grave da molti abitanti, che lamentano la ''totale assenza di confronto su un intervento destinato ad avere ricadute dirette sulla vita quotidiana del quartiere''.
Dopo aver appreso la notizia tramite la stampa, un gruppo di cittadini ha immediatamente richiesto chiarimenti all'Amministrazione comunale, domandando un incontro pubblico con il sindaco e i consiglieri comunali per comprendere nel dettaglio obiettivi, costi e conseguenze dell’opera. Tuttavia, a distanza di tempo, alle richieste non sarebbe arrivata alcuna risposta ufficiale.
''Temiamo che l’introduzione di impianti semaforici possa aumentare sensibilmente traffico e code in Via Alpi e nelle vie adiacenti - scrivono i residenti – ma anche provocare maggior inquinamento atmosferico e acustico dovuto alle continue soste e ripartenza dei veicoli e dunque danneggiare la zona protetta della Valle del Curone''.
Per alcuni lomanighesi il rischio è che aumenti la viabilità anche nelle fasce orarie meno trafficate, creando ulteriori disagi quotidiani ai residenti e agli utenti della strada che faticano a trovare dei posti auto ''a causa della totale mancanza di manutenzione della Via che si protrae da anni''.
Oltre al progetto, viene contestato il metodo. ''È inaccettabile venire a conoscenza di decisioni così importanti dai giornali, senza che il Comune senta il dovere di informare e ascoltare chi vive quotidianamente il territorio''.
Nel frattempo, cresce la mobilitazione: i residenti stanno avviando una raccolta firme e ulteriori iniziative pubbliche per ottenere risposte concrete dall'Amministrazione. L’obiettivo è ''aprire finalmente un confronto diretto e impedire che decisioni di forte impatto vengano prese senza ascoltare la voce dei cittadini''.
Se l'intendimento originario della maggioranza era quello di aprire un anello che consentisse il collegamento diretto con Via Leonardo da Vinci (zona ex asilo, oggi nido) per superare le criticità relative al calibro stradale, che non permette – perlomeno per l'intera lunghezza - il transito veicolare a doppio senso di marcia e quello dei mezzi pesanti e/o di soccorso, alcuni limiti dal punto di vista amministrativo ed economico, hanno spinto la giunta Redaelli a valutare un'altra soluzione.

Un tratto di Via Alpi a Lomaniga
''Tenendo conto anche delle indicazioni dei residenti, abbiamo deciso di installare un semaforo che disciplini il senso unico alternato di marcia nella parte più stretta di Via Alpi, con altri dispositivi in corrispondenza delle intersezioni'' aveva spiegato all'Aula l'assessore ai lavori pubblici Daniela Valagussa, aggiungendo che la spesa prevista per opere di scavo e sistemazione stradale ammonta a 55mila euro, inferiore a quanto non fosse stato ipotizzato in prima battuta.
Non tutti i lomanighesi tuttavia, sarebbero d'accordo con il progetto, tanto da affidare ad una nota il proprio malcontento. La vicenda, secondo i cittadini di Via Alpi e Cascina Grani, sarebbe stata gestita ''nel silenzio più totale''. Secondo quanto riferiscono nessuna comunicazione ufficiale sarebbe stata condivisa con la cittadinanza prima di rendere noto il progetto. Una situazione ritenuta grave da molti abitanti, che lamentano la ''totale assenza di confronto su un intervento destinato ad avere ricadute dirette sulla vita quotidiana del quartiere''.

Via Leonardo da Vinci, nei pressi dell'ex scuola dell'infanzia (oggi nido)
Dopo aver appreso la notizia tramite la stampa, un gruppo di cittadini ha immediatamente richiesto chiarimenti all'Amministrazione comunale, domandando un incontro pubblico con il sindaco e i consiglieri comunali per comprendere nel dettaglio obiettivi, costi e conseguenze dell’opera. Tuttavia, a distanza di tempo, alle richieste non sarebbe arrivata alcuna risposta ufficiale.
''Temiamo che l’introduzione di impianti semaforici possa aumentare sensibilmente traffico e code in Via Alpi e nelle vie adiacenti - scrivono i residenti – ma anche provocare maggior inquinamento atmosferico e acustico dovuto alle continue soste e ripartenza dei veicoli e dunque danneggiare la zona protetta della Valle del Curone''.
Per alcuni lomanighesi il rischio è che aumenti la viabilità anche nelle fasce orarie meno trafficate, creando ulteriori disagi quotidiani ai residenti e agli utenti della strada che faticano a trovare dei posti auto ''a causa della totale mancanza di manutenzione della Via che si protrae da anni''.

Nel frattempo, cresce la mobilitazione: i residenti stanno avviando una raccolta firme e ulteriori iniziative pubbliche per ottenere risposte concrete dall'Amministrazione. L’obiettivo è ''aprire finalmente un confronto diretto e impedire che decisioni di forte impatto vengano prese senza ascoltare la voce dei cittadini''.
G.C.


















