Oggiono: ora c'è Parco Sandro Pertini. Intitolazione e Costituzione per il 2 Giugno
Nemmeno la pioggia battente è riuscita a fermare le celebrazioni per l’80esimo anniversario della Festa della Repubblica a Oggiono. Una mattinata intensa, densa di memoria storica e di sguardi rivolti al futuro, che ha visto l'amministrazione comunale e la cittadinanza unite in due momenti dall'alto valore simbolico: l'intitolazione del parco di via Lazzaretto a Sandro Pertini e la successiva consegna della Costituzione in sala consiliare.

La cerimonia ha preso il via in via Lazzaretto per lo svelamento della targa dedicata a colui che ancora oggi viene ricordato come il “presidente più amato dagli italiani”. Un uomo che si distinse per il suo impegno politico contro la dittatura fascista nel nome della libertà e della giustizia sociale e per questo incarcerato e condannato più volte dal regime. L'iniziativa, nata da una proposta della sezione ANPI di Oggiono e sostenuta con convinzione dall’amministrazione comunale, ha trovato il suo compimento davanti a un pubblico partecipe proprio in occasione della ricorrenza del 2 giugno 1946, una data cruciale per il destino politico italiano.

“È con profondo orgoglio che ci troviamo qui oggi per dare finalmente un nome a questo parco – ha affermato in apertura di cerimonia il sindaco Chiara Narciso – Siamo felici che questa inaugurazione cada il giorno della Festa della Repubblica, quella stessa forma di Stato che Pertini ha amato profondamente, ha contribuito a fondare e ha difeso per tutta la vita. Pertini non è stato solo un presidente, ma anche un simbolo indiscusso di rettitudine, di un totale attaccamento ai valori della Costituzione e di un antifascismo intransigente vissuto sulla propria pelle. Ci piace pensare che da oggi i bambini che correranno su questi prati e le famiglie che frequenteranno questo parco respireranno un po’ della sua eredità.”

Grande soddisfazione è stata espressa anche dai rappresentanti dell’ANPI locale. Dopo il breve intervento del presidente della sezione oggionese Ermanno Negri, in cui è stata ribadita la gratitudine per la realizzazione del desiderio di avere un posto in cui riconoscersi, ha preso la parola il vicepresidente Cesare Frigerio. “Ci sono uomini che attraversano la storia e che continuano con il loro esempio a camminare accanto a noi, anche dopo molti anni. Dedicando a Sandro Pertini questo parco non celebriamo soltanto un presidente della Repubblica, ma anche un pilastro costituente, un antifascista, un uomo che ha conosciuto il carcere e la persecuzione senza mai piegare la propria coscienza. Oggi, con questa targa, scegliamo di seminare memoria in un luogo di vita quotidiana e affidiamo alla nostra comunità una memoria viva, che parla di pace, di libertà, di giustizia sociale e che appartiene a tutti noi” ha ribadito con orgoglio.
Terminata la cerimonia all’aperto, le celebrazioni si sono spostate all’interno della sala consiliare, accompagnate dalle note del Corpo Musicale “Marco D’Oggiono”. Qui, alla presenza delle autorità civili e militari, dei rappresentanti delle associazioni e di numerose famiglie, è avvenuto il passaggio di testimone generazionale con la consegna della Costituzione ai neodiciottenni e ai nuovi cittadini italiani.

“Siete qui perché ciascuno di voi entra in pieno possesso dei diritti politici e civili, diventando protagonisti attivi della nostra Repubblica” ha spiegato il primo cittadino, ricordando come quel testo, pur scritto circa 80 anni fa, resti una modernità storica estremamente attuale. “Si trattò di uno sforzo profondo che questi uomini e queste donne fecero per ascoltarsi, in quell’assemblea dalle anime politiche distantissime, eppure pronte a portare rispetto per le sensibilità altrui. Non cercarono le vittorie di una maggioranza per schiacciare la minoranza, ma la sintesi e un terreno comune in cui ogni cittadino di qualsiasi idea e qualsiasi fede potesse riconoscersi” ha poi continuato.

Fondamentale il richiamo non solo alla vittoria della forma di Stato repubblicana, ma anche al suffragio universale in quanto il 2 giugno 1946 fu la prima occasione per le donne di votare. Un ultimo aspetto sottolineato dal sindaco Narciso è stato il concetto di pace: “I valori alla base del nostro vivere insieme sono lo strumento più potente che abbiamo per costruire ogni giorno una cultura di pace. Pace non è solo assenza di guerra, ma si costruisce dentro le nostre città, i nostri quartieri, nelle nostre scuole, garantendo a tutti i diritti costituzionali nel rispetto reciproco.”

In sala consiliare è stata allestita anche una mostra curata dagli studenti del triennio dell’IIS Vittorio Bachelet, dedicata proprio alle votazioni del referendum del ‘46 nei comuni del territorio e alle 21 donne dell’Assemblea Costituente.

L’assessore alla cultura Giovanni Corti ha lodato il lavoro svolto dai ragazzi: “La mostra è stata possibile spulciando negli archivi storici e facendo emergere uno spaccato di vita e la consapevolezza che a quel referendum rivoluzionario c’eravamo anche noi attraverso il voto dei nostri bisnonni, nonni e genitori. Questi vollero essere protagonisti del processo di rinascita del nostro paese dopo la dittatura fascista e oggi essere protagonisti significa capire quanto sia importante vivere in una democrazia e non darlo mai per scontato.” Corti ha poi lanciato un monito e un invito ai giovani presenti: “Quando la politica ci sembra lontana, ricordiamoci che c’è gente che ogni giorno lavora per il bene comune del nostro Paese e della nostra città. Come disse don Primo Mazzolari, a che serve avere le mani pulite se poi si tengono in tasca?”

La cerimonia si è conclusa tra gli applausi e le foto di rito, con i giovani e i nuovi cittadini che stringevano tra le mani la Costituzione, mentre fuori la pioggia continuava a cadere. Una mattinata che a Oggiono ha saputo unire il passato, rappresentato dal sacrificio di figure come Sandro Pertini, al futuro vivo della comunità. L'eredità della Repubblica, da oggi, ha un parco in più in cui essere ricordata e tante nuove mani pronte a custodirla.

La cerimonia ha preso il via in via Lazzaretto per lo svelamento della targa dedicata a colui che ancora oggi viene ricordato come il “presidente più amato dagli italiani”. Un uomo che si distinse per il suo impegno politico contro la dittatura fascista nel nome della libertà e della giustizia sociale e per questo incarcerato e condannato più volte dal regime. L'iniziativa, nata da una proposta della sezione ANPI di Oggiono e sostenuta con convinzione dall’amministrazione comunale, ha trovato il suo compimento davanti a un pubblico partecipe proprio in occasione della ricorrenza del 2 giugno 1946, una data cruciale per il destino politico italiano.

“È con profondo orgoglio che ci troviamo qui oggi per dare finalmente un nome a questo parco – ha affermato in apertura di cerimonia il sindaco Chiara Narciso – Siamo felici che questa inaugurazione cada il giorno della Festa della Repubblica, quella stessa forma di Stato che Pertini ha amato profondamente, ha contribuito a fondare e ha difeso per tutta la vita. Pertini non è stato solo un presidente, ma anche un simbolo indiscusso di rettitudine, di un totale attaccamento ai valori della Costituzione e di un antifascismo intransigente vissuto sulla propria pelle. Ci piace pensare che da oggi i bambini che correranno su questi prati e le famiglie che frequenteranno questo parco respireranno un po’ della sua eredità.”

Grande soddisfazione è stata espressa anche dai rappresentanti dell’ANPI locale. Dopo il breve intervento del presidente della sezione oggionese Ermanno Negri, in cui è stata ribadita la gratitudine per la realizzazione del desiderio di avere un posto in cui riconoscersi, ha preso la parola il vicepresidente Cesare Frigerio. “Ci sono uomini che attraversano la storia e che continuano con il loro esempio a camminare accanto a noi, anche dopo molti anni. Dedicando a Sandro Pertini questo parco non celebriamo soltanto un presidente della Repubblica, ma anche un pilastro costituente, un antifascista, un uomo che ha conosciuto il carcere e la persecuzione senza mai piegare la propria coscienza. Oggi, con questa targa, scegliamo di seminare memoria in un luogo di vita quotidiana e affidiamo alla nostra comunità una memoria viva, che parla di pace, di libertà, di giustizia sociale e che appartiene a tutti noi” ha ribadito con orgoglio.

“Siete qui perché ciascuno di voi entra in pieno possesso dei diritti politici e civili, diventando protagonisti attivi della nostra Repubblica” ha spiegato il primo cittadino, ricordando come quel testo, pur scritto circa 80 anni fa, resti una modernità storica estremamente attuale. “Si trattò di uno sforzo profondo che questi uomini e queste donne fecero per ascoltarsi, in quell’assemblea dalle anime politiche distantissime, eppure pronte a portare rispetto per le sensibilità altrui. Non cercarono le vittorie di una maggioranza per schiacciare la minoranza, ma la sintesi e un terreno comune in cui ogni cittadino di qualsiasi idea e qualsiasi fede potesse riconoscersi” ha poi continuato.

Fondamentale il richiamo non solo alla vittoria della forma di Stato repubblicana, ma anche al suffragio universale in quanto il 2 giugno 1946 fu la prima occasione per le donne di votare. Un ultimo aspetto sottolineato dal sindaco Narciso è stato il concetto di pace: “I valori alla base del nostro vivere insieme sono lo strumento più potente che abbiamo per costruire ogni giorno una cultura di pace. Pace non è solo assenza di guerra, ma si costruisce dentro le nostre città, i nostri quartieri, nelle nostre scuole, garantendo a tutti i diritti costituzionali nel rispetto reciproco.”

In sala consiliare è stata allestita anche una mostra curata dagli studenti del triennio dell’IIS Vittorio Bachelet, dedicata proprio alle votazioni del referendum del ‘46 nei comuni del territorio e alle 21 donne dell’Assemblea Costituente.

L’assessore alla cultura Giovanni Corti ha lodato il lavoro svolto dai ragazzi: “La mostra è stata possibile spulciando negli archivi storici e facendo emergere uno spaccato di vita e la consapevolezza che a quel referendum rivoluzionario c’eravamo anche noi attraverso il voto dei nostri bisnonni, nonni e genitori. Questi vollero essere protagonisti del processo di rinascita del nostro paese dopo la dittatura fascista e oggi essere protagonisti significa capire quanto sia importante vivere in una democrazia e non darlo mai per scontato.” Corti ha poi lanciato un monito e un invito ai giovani presenti: “Quando la politica ci sembra lontana, ricordiamoci che c’è gente che ogni giorno lavora per il bene comune del nostro Paese e della nostra città. Come disse don Primo Mazzolari, a che serve avere le mani pulite se poi si tengono in tasca?”

La cerimonia si è conclusa tra gli applausi e le foto di rito, con i giovani e i nuovi cittadini che stringevano tra le mani la Costituzione, mentre fuori la pioggia continuava a cadere. Una mattinata che a Oggiono ha saputo unire il passato, rappresentato dal sacrificio di figure come Sandro Pertini, al futuro vivo della comunità. L'eredità della Repubblica, da oggi, ha un parco in più in cui essere ricordata e tante nuove mani pronte a custodirla.
C.Fu.


















