Barzanò: giovani al centro di un'iniziativa con BriUp

Negli ultimi anni una delle critiche più feroci mosse dalla società riguarda il cambiamento negativo delle nuove generazioni rispetto a quelle precedenti. Tuttavia, il dibattito è apertissimo e oscilla fra la potenziale incapacità della società di adeguarsi alla novità e – viceversa - le difficoltà dei nuovi giovani ad aderire a valori consolidati.
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La realtà culturale BriUp ha colto l'importanza cruciale di questo dibattito intraprendendo una via molto positiva e costruttiva: ideare e organizzare degli eventi e dei momenti cuciti su misura per i ragazzi.
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È proprio in questa logica che si inserisce l'iniziativa in scena domenica 31 maggio presso la Canonica di San Salvatore a Barzanò, con il patrocinio dell'amministrazione comunale.
L'evento ha previsto momenti di riflessione alternati a blocchi più ludici.
Alle 16 l'autore Gabiel Seroussi ha presentato il proprio libro ''La periferia vi guarda con odio-come nasce la fobia dei maranza'', all’interno del progetto comunale ''Barzanò Book Festival''.
L'opera verte sul termine ormai entrato nell'uso comune ''maranza'', cioè una parola che dice tutto su chi la pronuncia e niente su chi la riceve. Si parla di persone cresciute in periferia, figli dell'Italia multiculturale e di chi ha deciso che fossero un problema.
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Dalle 18 invece spazio ad un evento musicale a chiaro stampo hip hop con l'esibizione degli artisti emergenti Sawa, VDV 555 e Kiki NFL e con il barzanese Mattia Giovenzana (Dj Giove) ad occuparsi dei beat e della parte di vocalist al microfono. Numerosi giovani sono accorsi per godersi lo spettacolo e per ballare e cantare a squarciagola.
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I membri dell’associazione BriUp sono molto soddisfatti della giornata e ne hanno voluto sottolineare anche l’altissima valenza sociale: ''l'altra sera alla Canonica di Barzanò abbiamo discusso di qualcosa che il dibattito pubblico italiano continua a fare fatica ad affrontare senza cadere nella retorica o nella demagogia: il rapporto tra le periferie e il resto della società, tra chi si sente incluso e chi invece viene sistematicamente escluso, etichettato, criminalizzato. Sia chiaro, non si tratta di negare i problemi; le tensioni esistono, il disagio esiste e sarebbe disonesto fare finta di no. Ma c'è una differenza enorme tra affrontare un fenomeno e usarlo per alimentare paura. Tra cercare soluzioni e trovare qualcuno da incolpare. Il problema non si risolve criminalizzando una generazione, si risolve ascoltandola, investendo su di essa, costruendo insieme gli strumenti per stare meglio, come comunità''.
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''Ieri sera quei ragazzi sono saliti sul palco e hanno preso la parola attraverso la musica. Era impossibile non ascoltarli perché il rap e la trap che nascono dalle periferie non rappresentano solo un genere musicale bensì un cambiamento che parte dai quartieri e ridefinisce linguaggio, estetica e immaginario collettivo. È una voce che chiede di essere presa sul serio. Noi crediamo che costruire comunità significhi avere il coraggio di stare dentro queste contraddizioni, non aggirarle. Esprimiamo profonda gratitudine al sindaco Gualtiero Chiricò e a Paola Pioppi, presidente della Commissione Cultura, per aver creato uno spazio in cui questo è stato possibile'' hanno proseguito.
Questo evento ha rappresentato un grande passo avanti per la collettività in quanto in un mondo in cui spesso il genere hip hop viene associato alla criminalità, ha dimostrato che il rap e le tematiche vicino alla strada possono evocare anche dei messaggi positivi.
M.G.
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