Riattivano ciò che Regione aveva cancellato: e adesso Piazza chiede pure gli applausi?
Leggo con stupore le dichiarazioni del sottosegretario Mauro Piazza sulla riattivazione della Seregno-Carnate.
Da pendolare oggionese, pongo una domanda: dov'era Mauro Piazza quando Regione Lombardia decise di chiudere la linea Seregno-Carnate nel dicembre 2018?
All'epoca il sig. Piazza sedeva già in Consiglio Regionale e la scelta venne avallata/accettata dalla stessa Regione che oggi viene ringraziata per aver deciso di ripristinare il servizio. È quindi difficile comprendere tutto questo entusiasmo per una decisione che non fa altro che restituire ai cittadini ciò che era stato tolto dalla LEGA.
Oggi ci viene presentata come una grande conquista la riattivazione di un collegamento ferroviario strategico che per anni è mancato a pendolari, studenti e lavoratori del Lecchese e della Brianza. Ma la domanda resta: perché il sig. Piazza, che ora si spella le mani nell'applaudire, non ha difeso con la stessa foga questa linea quando venne soppressa dal suo -ennesimo- partito?!
In questi mesi abbiamo sentito parlare di ascolto, confronto e attenzione ai pendolari. La realtà è che sono stati soprattutto i pendolari, i comitati e molti amministratori locali a denunciare l'assurdità di una scelta che avrebbe ulteriormente penalizzato il territorio durante i lavori della Pedemontana. Se oggi la Regione ha fatto marcia indietro, è perché era evidente che la soppressione della S7 e la mancata riattivazione della Seregno-Carnate avrebbero creato disagi enormi.
Non si tratta quindi di un successo da celebrare, ma della correzione di una scelta sbagliata. I pendolari non hanno bisogno di comunicati autocelebrativi. Hanno bisogno di treni puntuali, di collegamenti affidabili e di rappresentanti istituzionali che difendano il territorio sempre, non soltanto quando c'è da rivendicare un risultato.
La riattivazione della Seregno-Carnate è certamente una buona notizia. Ma prima di prendersi i meriti, qualcuno dovrebbe spiegare ai pendolari perché quella linea è stata lasciata chiudere nel 2018 senza che dalla Regione si levassero le stesse voci che oggi ne festeggiano il ritorno.
Da pendolare oggionese, pongo una domanda: dov'era Mauro Piazza quando Regione Lombardia decise di chiudere la linea Seregno-Carnate nel dicembre 2018?
All'epoca il sig. Piazza sedeva già in Consiglio Regionale e la scelta venne avallata/accettata dalla stessa Regione che oggi viene ringraziata per aver deciso di ripristinare il servizio. È quindi difficile comprendere tutto questo entusiasmo per una decisione che non fa altro che restituire ai cittadini ciò che era stato tolto dalla LEGA.
Oggi ci viene presentata come una grande conquista la riattivazione di un collegamento ferroviario strategico che per anni è mancato a pendolari, studenti e lavoratori del Lecchese e della Brianza. Ma la domanda resta: perché il sig. Piazza, che ora si spella le mani nell'applaudire, non ha difeso con la stessa foga questa linea quando venne soppressa dal suo -ennesimo- partito?!
In questi mesi abbiamo sentito parlare di ascolto, confronto e attenzione ai pendolari. La realtà è che sono stati soprattutto i pendolari, i comitati e molti amministratori locali a denunciare l'assurdità di una scelta che avrebbe ulteriormente penalizzato il territorio durante i lavori della Pedemontana. Se oggi la Regione ha fatto marcia indietro, è perché era evidente che la soppressione della S7 e la mancata riattivazione della Seregno-Carnate avrebbero creato disagi enormi.
Non si tratta quindi di un successo da celebrare, ma della correzione di una scelta sbagliata. I pendolari non hanno bisogno di comunicati autocelebrativi. Hanno bisogno di treni puntuali, di collegamenti affidabili e di rappresentanti istituzionali che difendano il territorio sempre, non soltanto quando c'è da rivendicare un risultato.
La riattivazione della Seregno-Carnate è certamente una buona notizia. Ma prima di prendersi i meriti, qualcuno dovrebbe spiegare ai pendolari perché quella linea è stata lasciata chiudere nel 2018 senza che dalla Regione si levassero le stesse voci che oggi ne festeggiano il ritorno.
Daniela, pendolare oggionese


















