Barzanò ''invasa'' dai colori per la quinta edizione di Yarn Bombing

Un’esplosione di colori ha colpito Barzanò dal 12 al 14 giugno, tra serpenti della foresta, sirene giganti e fiori che hanno dominato maestosi il prato della piazza principale. Queste sono solo alcune delle suggestive installazioni che hanno catturato l’attenzione dei residenti e dei passanti per le vie del paese, in occasione della quinta edizione a cielo aperto di Yarn Bombing, il festival della fiber art a uncinetto e maglia.
IMG_20260613_141502.jpg (1.12 MB)
L'evento, organizzato dalla Commissione Cultura del Comune in stretta collaborazione con la Pro Loco, si è sviluppato in tre giorni ricchi di appuntamenti, in concomitanza con la Giornata Mondiale del lavoro a maglia in pubblico. Nato originariamente in Texas nel 2005 grazie all'intuizione dell'artista Magda Sayeg, lo Yarn Bombing (letteralmente "bombardamento di filati") si è ormai consolidato come una forma di street art pacifica, inclusiva e di fortissimo impatto cromatico.
barzanoyb2.jpg (144 KB)
Le strade centrali del paese hanno cambiato fisionomia, ridisegnate da una cascata di installazioni colorate e dalle forme fantasiose. La collocazione delle esposizioni è stata studiata appositamente per permettere ai visitatori di individuare e apprezzare anche i dettagli più piccoli, invitando a guardare con curiosità in ogni angolo. Da Via Manara al Parco delle Rimembranze, da Via Garibaldi a Via Ferrari, dall’edificio delle ex scuole elementari alla piazza del Mercato, animali, ombrelli e arcobaleni hanno accompagnato i cittadini alla scoperta del mondo della fiber art, generando meraviglia e stupore.

Galleria fotografica (118 immagini)


A testimonianza della risonanza globale del festival, i manufatti quest'anno sono giunti non solo da ogni angolo d'Italia, ma anche da numerosissimi Paesi esteri: da nazioni europee come Francia, Spagna, Germania, Polonia e Ucraina, fino a svariati Stati americani (tra cui Carolina del Sud, Florida, New York) e al Messico.
Sferruzzarci_don_Roberto_Malgesini.jpg (881 KB)
Le sferruzzatrici di don Roberto Malgesini

Oltre al profondo valore estetico, la manifestazione si distingue ogni anno per la sua forte anima aggregativa e sociale, tanto che, passeggiando per il centro, è stato possibile incontrare diverse realtà associative che incarnano lo spirito di questa forma d'arte. Tra gli stand presenti sono spiccati in modo particolare quello delle Sferruzzatrici di don Roberto Malgesini e quello delle volontarie di Sferruzzare Solidale, realtà che portano avanti l'intreccio di filati come strumento di vicinanza, comunità e calore umano.
IMG_20260613_140208.jpg (1012 KB)
Un passaggio fondamentale per i visitatori è stata la mostra Fiber Art in Canonica, allestita nello storico spazio della Canonica di San Salvatore. Accanto alle sorprendenti riproduzioni di celebri opere d'arte realizzate a maglia dall'associazione Sul filo dell'arte, le sale hanno ospitato le prestigiose creazioni tessili di Rita Bagnoli.
Sferruzzare_solidale.jpg (700 KB)
Le volontarie di Sferruzzare Solidale

L'esposizione ha infatti offerto l'occasione di scoprire da vicino il percorso di un'artista di grande spessore del nostro territorio. Diplomatasi all’Istituto d’Arte di Monza sotto la preziosa guida di Nanni Valentini, Rita Bagnoli ha coltivato negli anni la sua maestria frequentando corsi di scultura e tornio non solo a livello locale, ma anche in Toscana e in Umbria. Dopo aver guidato tra il 1980 e il 1990 un proprio laboratorio artigiano-artistico a Seregno, ha unito l'attività espositiva a una forte vocazione didattica ed educativa, dedicandosi alla formazione di alunni e insegnanti nelle scuole del territorio. Sebbene lavorare la terra rimanga la sua più grande passione, la sua ricerca artistica si è estesa con enorme interesse verso l'utilizzo di materiali di riciclo, come la carta e, appunto, i filati, che cerca di proporre e reinterpretare costantemente nelle sue opere.
Opera_Rita_Bagnoli.jpg (518 KB)
Un'opera di Rita Bagnoli

Un successo che va oltre l’impatto visivo e che si conferma, anno dopo anno, come un potente collante sociale. Tra fili colorati che uniscono paesi lontani e mani che si muovono all'unisono sulle panchine del centro, Barzanò dimostra come l'arte urbana possa trasformarsi in un linguaggio di condivisione e inclusione.
C.Fu.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.