Barzanò, invecchiamento attivo: una serata con il dottor Mauri
Nella vita di fatto c'è una certezza: prima o poi si è destinati ad invecchiare. Ma come ci si può mantenere attivi e in forma anche con il progredire dell'età? È a questa domanda che Luca Mauri, psicologo dell'età evolutiva, psicoterapeuta sistemico relazionale specializzato in psicologia dell'invecchiamento ha cercato di rispondere nel corso di un incontro svoltosi ieri sera a Barzanò. Il progetto, a cura dell'Assessorato ai Servizi alla Persona del Comune, ha già proposto altri quattro appuntamenti incentrati sul benessere di chi più tanto giovane non è.
''Oggi e nel prossimo incontro vedremo come la mente, le relazioni e il contesto possono sostenere l'autonomia, il benessere e la partecipazione, ingredienti fondamentali per un invecchiamento attivo e di successo. Questa sera ci concentreremo in particolare sui fattori psicologici mentre nel prossimo sui fattori sociali ed ambientali'' ha esordito il relatore, spiegando poi che l'argomento sarà oggetto di due appuntamenti a causa della vasta mole di contenuti.

Nel corso di questa interessante serata l’attenzione dei presenti si è concentrata sui fattori psicologici che portano ad invecchiare in maniera attiva. ''La passività è da evitare perché velocizza l’avanzamento della vecchiaia, per questo è importante che le istituzioni investano per garantire a chi lo desidera, di potersi mantenere attivo'' è stato il primo monito di Mauri che poi ha continuato il suo discorso fissando gli obiettivi della serata: portarsi a casa il saper riconoscere alcuni cicli disfunzionali che sono dannosi per poterli interrompere e imparare due micro azioni da utilizzare nella vita di tutti i giorni per mantenersi elastici e rilassati mentalmente.
Se nelle precedenti serate è stato affrontato il fatto che alcune funzioni possono rallentare con l'avanzare dell'età, in questo incontro è stato ricordato che alcune competenze col tempo migliorano, come esperienza e capacità di senso. Proprio per questa ragione è importante favorire un invecchiamento attivo consistente in una prevenzione per un'età avanzata buona che permetta la protezione di energie e il mantenimento della capacità di rimanere connessi con ciò che ci circonda.

I meccanismi appena descritti, definiti dall’esperto come ''traiettorie dell’invecchiamento", non sono istantanee ma frutto delle scelte che vengono fatte nel corso del tempo, tra cui il non credere ai falsi miti sull’età avanzata come.
Con l’età si perde tutto o quasi perché sono dei veri e propri autosabotatori che fanno credere di non essere più in grado di affrontare la vita in maniera attiva. ''Creano incertezza e portano a fare meno esperienze'' ha spiegato Mauri aggiungendo che l’obiettivo non dovrebbe essere quello di negare i cambiamenti che immancabilmente l’anzianità porta con sé, ma evitare che gli stereotipi come questi inizino a controllare la propria vita quotidiana.

Come dimostrato i fattori psicologici sono dunque qualcosa di estremamente importante in questa fase di vita poiché permettono alle persone di affrontare le sfide dell'invecchiamento in maniera più o meno giusta, a mantenere il coinvolgimento in attività significative e a perseguire obiettivi di benessere fisico, psicologico e sociale.
Lo specialista ha poi proseguito a spiegare come in questo meccanismo la motivazione giochi un ruolo fondamentale ed è quindi consigliabile saperla orientare correttamente: cresce quando l'obiettivo è chiaro, utile, piacevole e inserito in una routine e bisogna fare le cose in maniera facile tramite piccoli passi, tempi fissi e appoggi sociali perché "la continuità batte l'intensità''.
Un altro concetto psicologico aggiunto durante il discorso è quello dell’autoefficacia, strettamente collegata con la motivazione permette alla persona di percepirsi come in grado di affrontare con successo le sfide quotidiane, al che però Mauri ha messo in guardia.
"Bisogna prestare attenzione a non farla diventare una positività a tutti i costi: bisogna utilizzarla piuttosto per porsi nelle condizioni di vivere esperienze di successo attraverso piccoli traguardi ripetuti'' ha aggiunto, perché in questa maniera si dà vita ad un circolo virtuoso in cui un micro passo verso qualcosa di nuovo genera una prova di capacità reale che a sua volta aumenta fiducia. In questo modo attività che possono giovare all’invecchiamento, come ad esempio il movimento, diventano abitudini che sostengono la persona e la mantengono in buona salute sia dal punto di vista fisico che psichico.

Al contrario, il circolo dello stress che si traduce nella percezione di essere bombardati in maniera continua e sempre più velocemente è ''in grado di rubare l’attenzione e la memoria costruiti con il circolo virtuoso''. E' quindi importante riuscire a ridurre il carico emotivo per poter migliorare la performance cognitiva tramite piccole routine di regolazione come respiro, pausa e contatto. Per combatterlo il dottor Mauri ha proposto ai presenti la tecnica di radicamento 54321, in grado di aiutare a combattere l’ansia causata dalla mente intrappolata nella spirale della preoccupazione, riportando l’individuo al presente e liberandolo dalle negatività del pensiero.
La tecnica comporta il sedersi in silenzio, l’osservare l’ambiente circostante e prendere nota di vari aspetti:
''Oggi e nel prossimo incontro vedremo come la mente, le relazioni e il contesto possono sostenere l'autonomia, il benessere e la partecipazione, ingredienti fondamentali per un invecchiamento attivo e di successo. Questa sera ci concentreremo in particolare sui fattori psicologici mentre nel prossimo sui fattori sociali ed ambientali'' ha esordito il relatore, spiegando poi che l'argomento sarà oggetto di due appuntamenti a causa della vasta mole di contenuti.

Nel corso di questa interessante serata l’attenzione dei presenti si è concentrata sui fattori psicologici che portano ad invecchiare in maniera attiva. ''La passività è da evitare perché velocizza l’avanzamento della vecchiaia, per questo è importante che le istituzioni investano per garantire a chi lo desidera, di potersi mantenere attivo'' è stato il primo monito di Mauri che poi ha continuato il suo discorso fissando gli obiettivi della serata: portarsi a casa il saper riconoscere alcuni cicli disfunzionali che sono dannosi per poterli interrompere e imparare due micro azioni da utilizzare nella vita di tutti i giorni per mantenersi elastici e rilassati mentalmente.
Se nelle precedenti serate è stato affrontato il fatto che alcune funzioni possono rallentare con l'avanzare dell'età, in questo incontro è stato ricordato che alcune competenze col tempo migliorano, come esperienza e capacità di senso. Proprio per questa ragione è importante favorire un invecchiamento attivo consistente in una prevenzione per un'età avanzata buona che permetta la protezione di energie e il mantenimento della capacità di rimanere connessi con ciò che ci circonda.

Il dottor Luca Mauri
I meccanismi appena descritti, definiti dall’esperto come ''traiettorie dell’invecchiamento", non sono istantanee ma frutto delle scelte che vengono fatte nel corso del tempo, tra cui il non credere ai falsi miti sull’età avanzata come.
Con l’età si perde tutto o quasi perché sono dei veri e propri autosabotatori che fanno credere di non essere più in grado di affrontare la vita in maniera attiva. ''Creano incertezza e portano a fare meno esperienze'' ha spiegato Mauri aggiungendo che l’obiettivo non dovrebbe essere quello di negare i cambiamenti che immancabilmente l’anzianità porta con sé, ma evitare che gli stereotipi come questi inizino a controllare la propria vita quotidiana.

Come dimostrato i fattori psicologici sono dunque qualcosa di estremamente importante in questa fase di vita poiché permettono alle persone di affrontare le sfide dell'invecchiamento in maniera più o meno giusta, a mantenere il coinvolgimento in attività significative e a perseguire obiettivi di benessere fisico, psicologico e sociale.
Lo specialista ha poi proseguito a spiegare come in questo meccanismo la motivazione giochi un ruolo fondamentale ed è quindi consigliabile saperla orientare correttamente: cresce quando l'obiettivo è chiaro, utile, piacevole e inserito in una routine e bisogna fare le cose in maniera facile tramite piccoli passi, tempi fissi e appoggi sociali perché "la continuità batte l'intensità''.
Un altro concetto psicologico aggiunto durante il discorso è quello dell’autoefficacia, strettamente collegata con la motivazione permette alla persona di percepirsi come in grado di affrontare con successo le sfide quotidiane, al che però Mauri ha messo in guardia.
"Bisogna prestare attenzione a non farla diventare una positività a tutti i costi: bisogna utilizzarla piuttosto per porsi nelle condizioni di vivere esperienze di successo attraverso piccoli traguardi ripetuti'' ha aggiunto, perché in questa maniera si dà vita ad un circolo virtuoso in cui un micro passo verso qualcosa di nuovo genera una prova di capacità reale che a sua volta aumenta fiducia. In questo modo attività che possono giovare all’invecchiamento, come ad esempio il movimento, diventano abitudini che sostengono la persona e la mantengono in buona salute sia dal punto di vista fisico che psichico.

Al contrario, il circolo dello stress che si traduce nella percezione di essere bombardati in maniera continua e sempre più velocemente è ''in grado di rubare l’attenzione e la memoria costruiti con il circolo virtuoso''. E' quindi importante riuscire a ridurre il carico emotivo per poter migliorare la performance cognitiva tramite piccole routine di regolazione come respiro, pausa e contatto. Per combatterlo il dottor Mauri ha proposto ai presenti la tecnica di radicamento 54321, in grado di aiutare a combattere l’ansia causata dalla mente intrappolata nella spirale della preoccupazione, riportando l’individuo al presente e liberandolo dalle negatività del pensiero.
La tecnica comporta il sedersi in silenzio, l’osservare l’ambiente circostante e prendere nota di vari aspetti:
- 5 cose che possiamo vedere. Esempi includono le proprie mani, il cielo, una pianta sulla scrivania.
- 4 cose che possiamo avvertire al tatto. Esempi includono il pavimento sotto i piedi, una pallina da tennis, la mano di una persona vicina.
- 3 cose di cui possiamo sentire il rumore. Esempi includono il vento che soffia, le risate dei bambini, il proprio respiro.
- 2 cose di cui possiamo sentire l’odore. Esempi includono l’odore dell’erba appena tagliata, quello del caffè o del sapone.
- 1 cosa di cui possiamo sentire il sapore. Esempi includono il sapore di una mentina, dell’aria fresca o di un sorso d’acqua.
I.M.


















