Vertenza La Nostra Famiglia: l'ultimo pronunciamento del giudice restituisce alle lavoratrici e ai lavoratori dignità e rispetto

Di seguito pubblichiamo un altro contributo circa la vicenda giudiziaria che da tempo divide l'Associazione La Nostra Famiglia dai lavoratori. Lo spazio resta a disposizione per altri eventuali contributi e/o repliche:

Riceviamo copia della sentenza emessa in data 2 luglio dal Tribunale di Lecco relativa alla causa intentata dalle lavoratrici e lavoratori della Associazione ''La Nostra Famiglia'' per aver subito un illegittimo e peggiorativo cambio di applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (da ARIS Sanità Privata a ARIS RSA).

La sentenza, seppur di primo grado, segue molte altre sentenze che hanno espletato anche gli altri gradi di giudizio. Questa, in particolare, riguarda complessivamente 54 dipendenti delle sedi di Bosisio Parini, Lecco e Mandello del Lario (che, accanto alla ricorrente della "causa pilota" e ad altri due dipendenti che hanno appena affrontato il giudizio della Cassazione, si aggiungono ad altri 20 lavoratori che, avendo già superato positivamente il primo grado, attendono il pronunciamento della Corte d'Appello).

Per l’ennesima volta, il Giudice ha dato ragione ai dipendenti, condannando la stessa al riconoscimento della applicazione del giusto CCNL e corrispondere loro le differenze economiche a far data dal mese di Ottobre 2020 con la relativa rivalutazione.

Questo nuovo pronunciamento restituisce alle lavoratrici e lavoratori dignità e rispetto per la loro caparbia difesa e rivendicazione di diritti negati.

Come abbiamo letto pochi giorni fa, no, la vertenza non è chiusa. La Associazione, ad oggi, resiste ed intende resistere anche di fronte a quello che a noi, non laureati in giurisprudenza, appare come ormai un dato di fatto. Hanno sbagliato.

Rivendichiamo, anche se non riconosciuta, la gradualità con cui la FP CGIL ha inteso affrontare il percorso vertenziale nella speranza che i continui pronunciamenti di tribunali di 1°, 2° grado della Corte di Cassazione inducessero alla ricerca di un accordo che soddisfacesse le legittime rivendicazioni dei dipendenti a fronte di una sostenibilità da parte della Associazione.
Questo, con nostro rammarico, non è avvenuto.

Ora attendiamo ed auspichiamo che la Associazione abbandoni la (per lei) fallimentare via giudiziaria e che definisca al più presto una strategia di uscita dal vicolo cieco in cui si è volontariamente trovata. Ricordando però che, come detto più volte, in questi ormai 6 anni, da parte nostra, la via di un accordo si è fatta sempre più stretta più le sentenze, come sapevamo, ci hanno dato ragione. 
Fabio Incerti Vecchi (per la RSU)
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