Barzago: il ricordo di Alessia raggiunge la vetta del Monte Rosa grazie agli amici Giulia e Luca
Una salita faticosa, dove ogni passo diventa una conquista e l'aria si fa sempre più rarefatta. Un'esperienza estrema che per Giulia Pirovano e Luca Saini ha assunto un significato che va ben oltre la soddisfazione sportiva. I due giovani, membri del direttivo di Fino all’ultimo respiro ODV, hanno recentemente raggiunto i 4.556 metri di altitudine della Capanna Margherita sul Monte Rosa, il rifugio più alto d’Europa. Un'impresa nata quasi per scommessa, ma trasformatasi in un omaggio alla memoria di Alessia Mantonico, scomparsa nel 2020 a soli 24 anni a causa della fibrosi cistica, alla cui memoria è sorta l'organizzazione di volontariato.
''L’escursione al Monte Rosa è nata un po’ da una pazzia - ci ha raccontato emozionata Giulia - Io e Luca siamo appassionati di montagna, ma non avevamo mai pensato a obiettivi così ambiziosi. A inizio anno la guida con cui io e mia mamma avevamo affrontato il Selvaggio Blu ha aperto le iscrizioni per Capanna Margherita e, spinti dall’originalità dell’iniziativa, a febbraio abbiamo prenotato''.
Da quel momento per i due amici di Alessia, che non erano mai saliti oltre i 3000 metri, è iniziato un percorso di preparazione intenso, durato mesi. Le domeniche sono diventate l’occasione per un allenamento fisso sulle montagne del lecchese, un modo per prepararsi fisicamente, ma anche per trascorrere del tempo prezioso insieme ai loro amici, tra cui alcuni membri di FAUR. Arrivati i giorni della sfida, l’ascesa si è rivelata una prova complessa, soprattutto dal punto di vista psicologico. Oltre alle difficoltà legate al meteo e al cambiamento climatico, con temperature rimaste sopra lo zero a causa del forte caldo delle ultime settimane che ha sciolto parecchia neve, a fare la differenza è stata l'altitudine.
''A quelle altitudini l’aria è decisamente più rarefatta e ogni passo è una conquista. La mancanza di ossigeno, il fiato corto e la stanchezza mi hanno accompagnata per la prima metà del percorso. Inoltre, quando mancano le energie, anche l'umore cala ed è difficile autoconvincersi di potercela fare. Da metà percorso in poi però, ripetermi in testa che ce l’avrei fatta ha dato i suoi frutti. Una volta arrivati in cima, tutta la fatica si è trasformata in gioia, nel mio caso anche in pianto, mista a stupore. E tutto passa'' ha spiegato Giulia.

Proprio nei momenti di maggiore sforzo, il pensiero è andato inevitabilmente all'amica scomparsa: ''Salire a Capanna Margherita ci ha ricordato quanta fatica ha dovuto affrontare Alessia per vivere normalmente. Penso che Ale abbia vissuto così ogni giorno della sua vita, con una forza e una determinazione talmente grandi da farle superare ostacoli che noi, persone sane, nemmeno immaginiamo. Questa salita non è stata tanto per lei, ma più per noi, per ricordarci di quanto siamo fortunati. Io continuerò a camminare e a portarmi Ale a vedere le bellezze del nostro territorio''.
Nello zaino di Giulia e Luca, come in quello di tanti altri amici, non poteva mancare la lettera ''A'' realizzata a mano in resina e l’adesivo di Fino all’ultimo respiro ODV. È da qualche anno, infatti, che l’associazione ha avviato un progetto che consiste nel portare l’iniziale di Alessia in giro per il mondo, ricordando così quanto lei stessa amasse viaggiare e come le persone che amiamo possono sempre rimanere al nostro fianco, anche quando purtroppo fisicamente non ci sono più.
A spiegare l'iniziativa è stata Angela Mantonico, insieme a Francesca, sorelle di Alessia e fondatrice dell’ODV: ''Tramite il progetto di questa ‘A’ che viaggia nel mondo, l’anno scorso, ad esempio, l’iniziale è stata collocata e fotografata in Bolivia, in Cile e in Perù. L’impresa di Giulia e Luca non è stata solo un’avventura ad alta quota, ma anche un gesto di grande amicizia e memoria, un modo simbolico per dire che Alessia continua a essere parte del nostro cammino, ovunque andiamo. L’iniziativa è aperta a chiunque voglia partecipare e, a nome della nostra organizzazione, invito chi viaggia a contattarci e a portare con sé questa lettera in giro per il pianeta''.
Mentre questo progetto continua a raccogliere adesioni e chilometri in tutto il mondo, l'associazione è già al lavoro per i prossimi appuntamenti sul territorio. Tra questi, il più atteso è sicuramente la seconda edizione della ''Camminata del respiro'', attualmente in fase di preparazione, la cui data però è già fissata in calendario per il prossimo 11 ottobre. Un appuntamento nato proprio per condividere, passo dopo passo, quella stessa fatica e quella stessa voglia di farcela che Alessia ha dimostrato ogni giorno, trasformando una camminata collettiva in un grande messaggio di speranza e solidarietà.
''L’escursione al Monte Rosa è nata un po’ da una pazzia - ci ha raccontato emozionata Giulia - Io e Luca siamo appassionati di montagna, ma non avevamo mai pensato a obiettivi così ambiziosi. A inizio anno la guida con cui io e mia mamma avevamo affrontato il Selvaggio Blu ha aperto le iscrizioni per Capanna Margherita e, spinti dall’originalità dell’iniziativa, a febbraio abbiamo prenotato''.

Giulia Pirovano e Luca Saini a Capanna Margherita, sul Monte Rosa
Da quel momento per i due amici di Alessia, che non erano mai saliti oltre i 3000 metri, è iniziato un percorso di preparazione intenso, durato mesi. Le domeniche sono diventate l’occasione per un allenamento fisso sulle montagne del lecchese, un modo per prepararsi fisicamente, ma anche per trascorrere del tempo prezioso insieme ai loro amici, tra cui alcuni membri di FAUR. Arrivati i giorni della sfida, l’ascesa si è rivelata una prova complessa, soprattutto dal punto di vista psicologico. Oltre alle difficoltà legate al meteo e al cambiamento climatico, con temperature rimaste sopra lo zero a causa del forte caldo delle ultime settimane che ha sciolto parecchia neve, a fare la differenza è stata l'altitudine.
''A quelle altitudini l’aria è decisamente più rarefatta e ogni passo è una conquista. La mancanza di ossigeno, il fiato corto e la stanchezza mi hanno accompagnata per la prima metà del percorso. Inoltre, quando mancano le energie, anche l'umore cala ed è difficile autoconvincersi di potercela fare. Da metà percorso in poi però, ripetermi in testa che ce l’avrei fatta ha dato i suoi frutti. Una volta arrivati in cima, tutta la fatica si è trasformata in gioia, nel mio caso anche in pianto, mista a stupore. E tutto passa'' ha spiegato Giulia.

Proprio nei momenti di maggiore sforzo, il pensiero è andato inevitabilmente all'amica scomparsa: ''Salire a Capanna Margherita ci ha ricordato quanta fatica ha dovuto affrontare Alessia per vivere normalmente. Penso che Ale abbia vissuto così ogni giorno della sua vita, con una forza e una determinazione talmente grandi da farle superare ostacoli che noi, persone sane, nemmeno immaginiamo. Questa salita non è stata tanto per lei, ma più per noi, per ricordarci di quanto siamo fortunati. Io continuerò a camminare e a portarmi Ale a vedere le bellezze del nostro territorio''.
Nello zaino di Giulia e Luca, come in quello di tanti altri amici, non poteva mancare la lettera ''A'' realizzata a mano in resina e l’adesivo di Fino all’ultimo respiro ODV. È da qualche anno, infatti, che l’associazione ha avviato un progetto che consiste nel portare l’iniziale di Alessia in giro per il mondo, ricordando così quanto lei stessa amasse viaggiare e come le persone che amiamo possono sempre rimanere al nostro fianco, anche quando purtroppo fisicamente non ci sono più.

Mentre questo progetto continua a raccogliere adesioni e chilometri in tutto il mondo, l'associazione è già al lavoro per i prossimi appuntamenti sul territorio. Tra questi, il più atteso è sicuramente la seconda edizione della ''Camminata del respiro'', attualmente in fase di preparazione, la cui data però è già fissata in calendario per il prossimo 11 ottobre. Un appuntamento nato proprio per condividere, passo dopo passo, quella stessa fatica e quella stessa voglia di farcela che Alessia ha dimostrato ogni giorno, trasformando una camminata collettiva in un grande messaggio di speranza e solidarietà.
Camilla Fumagalli


















