Rogeno: l'undicesima estate vissuta con le finestre chiuse

Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo di una lettrice in relazione all'annoso problema relativo alle esalazioni avvertite in primis in località Calvenzana, ma anche in un'altra ampia fetta di territorio rogenese. Una criticità ben nota ad Amministrazione comunale e autorità sanitarie, che ad oggi - nonostante azioni e confronti - non sarebbe stata ancora superata. Al contrario in estate, complice il caldo torrido, la situazione viene vissuta con ulteriore difficoltà dalla cittadinanza:

Immagina…. Alle 5.30 suona la tua sveglia per andare al lavoro, ma durante la notte hai dovuto alzarti più volte per aprire/chiudere le finestre per sfuggire – alternatamente – o al caldo o a una puzza acre asfissiante che ti invade la casa?

Immagina di aver scelto di costituire la tua nuova famiglia in un paesino della Brianza. Immagina di aver convinto la tua partner a trasferirsi lì per la natura e l’aria buona. Immagina di averla convinta che l’aria buona compenserà gli ovvi disagi che un piccolo paesino comporta….

Immagina che l’aria buona venga a mancare a causa di un grosso problema di inquinamento dell’aria che per anni non si risolve.

Come ti sentiresti?

Come ti sentiresti a sapere che hai investito tutte le tue energie lì per far crescere i tuoi figli lontano dall’inquinamento della città?

Come ti sentiresti se, dopo aver vissuto alcune estati in città, avessi scelto di tornare a vivere proprio in quel piccolo paese della Brianza che, nonostante la lontananza dal posto di lavoro, ti permette in estate di dormire bene di notte con le finestre aperte, senza bisogno del condizionatore?

Come ti sentiresti se le tue ore giornaliere di pendolariato restassero, ma – al contempo – dovessi cominciare a dormire per forza con le finestre chiuse e il condizionatore acceso tutta notte (ovviamente dopo esserti pure accollato i costi per l’installazione perché si è reso inaspettatamente necessario)?

Immagina di essere in giardino a mangiare con amici e di dover rientrare all’improvviso (anche di sabato!), chiudendo tutte le finestre per la puzza acre che improvvisamente invade la tua proprietà privata.

Immagina di avere i bambini che giocano fuori e doverli far rientrare di corsa per la puzza, chiudendo tutte le finestre perché quella puzza acre entra in casa e ci resta per ore prima di dissolversi.

Immagina di essere in giro a fare jogging o a camminare e dover respirare quella puzza che fa immediatamente venire mal di testa e che ti resta in bocca e in gola per un paio d’ore.

Immagina di esserti finalmente addormentato, sfinito, alle 23.00 con le finestre aperte e a svegliarti improvvisamente per la puzza alle 23.30. Immagina di alzarti, di chiudere tutte le finestre per evitare di respirare a lungo quella puzza che ti entra in gola e che ti fa venire mal di testa. Immagina di non riuscire più a riaddormentarti per il caldo e per la rabbia di questa ennesima volta, questa UNDICESIMA estate in cui il tuo sonno viene interrotto in casa tua da un “agente esterno” non dipendente da te.

Immagina di essere uno di quei cittadini corretti che fanno le segnalazioni tramite i canali ufficiali (indicando – come richiesto - luogo, orario di inizio, orario di fine e intensità dell’odore molesto): in questo caso, le notti estive si fanno ancora più faticose: sei a letto, senti la puzza invadere casa, ti alzi di scatto per chiudere tutto. Resti sveglio e ogni paio di minuti riapri una finestra, lontano da dove stanno dormendo i tuoi figli, per poter indicare con precisione l’orario di fine della molestia. Annoti tutto per la raccolta dei dati. Aspetti che l’aria sia di nuovo pulita. Riapri le finestre e ti sdrai di nuovo. Aspetti che il sonno torni. A volte ci mette davvero tanto…. Finalmente ti riaddormenti. Dopo un po’ di tempo, forse mezz’ora, un paio d’ore, forse tre, la puzza torna a invadere la casa e ricominci il giro: chiudi tutto. Resti seduto. Riapri ogni due minuti le finestre per monitorare la fine. Annoti tutto per la raccolta dei dati. Aspetti che l’aria sia di nuovo pulita. Riapri le finestre e ti sdrai di nuovo. Aspetti che il sonno torni. A volte ci mette davvero tanto…. Finalmente ti riaddormenti. Dopo un po’ di tempo….

Immagina….

Oppure vieni a Rogeno e vivilo sulla tua pelle.

Pensa a chi questa situazione la vive da 11 anni!

Pensa a chi, da 11 anni, sta chiedendo a gran voce che vengano fatte delle analisi sulla qualità dell’aria nelle zone residenziali del paese. Pensa a chi – da 11 anni – vede limitata la sua libertà di vivere i propri spazi privati esterni. Pensa a chi – da 11 anni – passa i mesi più caldi dell’estate nell’amletico dilemma: vivere con sveglie continue o con finestre chiuse e un caldo asfissiante?

Chi ci ripagherà per i danni dovuti al sonno estivo interrotto per così tanti anni consecutivi?

Chi ci ripagherà per il detrimento della nostra libertà di sfruttare i nostri spazi privati?
Una rogenese esasperata
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