Fragomeli, Popillia Japonica: ''Regione rinvia la mia mozione urgente''
La presenza della Popillia Japonica, il coleottero che sta mettendo a dura prova piante da frutto, viti e fiori, è divenuto un tema tristemente attuale in questo periodo. Si ripetono a cadenza quasi quotidiana, le segnalazioni dei nostri lettori circa una diffusione che pare più intensa del passato.
In Valle della Nava a Casatenovo – tra Cassina de' Bracchi e la Colombina – a detta di Vincenzo Campanella, noto ambientalista, la presenza del coleottero appare decisamente massiccia, perlomeno a giudicare dalle tracce presenti sulle foglie, ridotte in alcuni casi e veri e propri ''scheletri''.

Anche il consigliere bulciaghese Tonino Filippone, notoriamente appassionato di orticoltura, aveva espresso il proprio sconforto qualche giorno fa, affidando i propri pensieri ai social ed esortando le istituzioni ad intervenire. ''Purtroppo la situazione è disastrosa. A mio parere, gli enti competenti regionali e nazionali dovrebbero occuparsene seriamente: questo problema è persino peggiore della siccità e rischia di compromettere in futuro alcuni prodotti fondamentali. È inaccettabile che non ci sia alcuna comunicazione da parte delle autorità preposte'' le parole dell'amministratore.


Una serie di appelli e segnalazioni che avevano portato il consigliere regionale Gian Mario Fragomeli a depositare una mozione urgente per poter discutere del tema a livello istituzionale. Una speranza vanificata dalla risposta ottenuta. ''Per Regione Lombardia la devastazione che la Popillia Japonica sta portando nelle coltivazioni non è un problema. Lo ha detto a chiare lettere l’assessore regionale all’Agricoltura Beduschi e lo ha dimostrato la maggioranza di centrodestra bocciando la mia richiesta di discutere, in consiglio regionale, una mozione urgente sui danni che sta provocando il coleottero'' le parole del dem, primo firmatario dell’atto, la cui urgenza è stata respinta nell’ultima seduta di consiglio, rinviandolo a data da destinarsi.


''Nella mia mozione faccio presente che abbiamo a che fare con un insetto che risulta in grado di attaccare oltre 300 specie vegetali, tra cui vite, mais, soia, alberi da frutto, essenze forestali e piante ornamentali, portando ingenti danni alle produzioni agricole, florovivaistiche e al patrimonio arboreo urbano, quindi ai prati, ai pascoli, ai tappeti erbosi, ai campi sportivi e alle superfici verdi pubbliche e private. Infatti, continuano ad arrivare segnalazioni da tutta la Lombardia, in particolare dalle aree occidentali e centrali, che evidenziano una crescente presenza dell’insetto. E dai dati diffusi dal Servizio fitosanitario regionale emerge che, nel corso del 2026, sono già stati catturati migliaia di esemplari'' sottolinea Fragomeli che ha invitato la Giunta Fontana ''a intensificare le attività di monitoraggio, sorveglianza fitosanitaria, contenimento ed eradicazione sull’intero territorio regionale; sperimentare metodologie di contrasto maggiormente efficaci; promuovere e finanziare ulteriori attività di ricerca scientifica; ampliare le misure regionali di sostegno economico; rafforzare le attività di informazione, comunicazione, formazione tecnica e sensibilizzazione; attivare con il Ministero dell’Agricoltura e con la Commissione europea risorse straordinarie destinate alle Regioni maggiormente colpite; informare periodicamente la Commissione Agricoltura sullo stato di avanzamento delle attività per combattere il dannoso coleottero''.
In Valle della Nava a Casatenovo – tra Cassina de' Bracchi e la Colombina – a detta di Vincenzo Campanella, noto ambientalista, la presenza del coleottero appare decisamente massiccia, perlomeno a giudicare dalle tracce presenti sulle foglie, ridotte in alcuni casi e veri e propri ''scheletri''.

Le immagini scattate in Valle della Nava
Anche il consigliere bulciaghese Tonino Filippone, notoriamente appassionato di orticoltura, aveva espresso il proprio sconforto qualche giorno fa, affidando i propri pensieri ai social ed esortando le istituzioni ad intervenire. ''Purtroppo la situazione è disastrosa. A mio parere, gli enti competenti regionali e nazionali dovrebbero occuparsene seriamente: questo problema è persino peggiore della siccità e rischia di compromettere in futuro alcuni prodotti fondamentali. È inaccettabile che non ci sia alcuna comunicazione da parte delle autorità preposte'' le parole dell'amministratore.


Una serie di appelli e segnalazioni che avevano portato il consigliere regionale Gian Mario Fragomeli a depositare una mozione urgente per poter discutere del tema a livello istituzionale. Una speranza vanificata dalla risposta ottenuta. ''Per Regione Lombardia la devastazione che la Popillia Japonica sta portando nelle coltivazioni non è un problema. Lo ha detto a chiare lettere l’assessore regionale all’Agricoltura Beduschi e lo ha dimostrato la maggioranza di centrodestra bocciando la mia richiesta di discutere, in consiglio regionale, una mozione urgente sui danni che sta provocando il coleottero'' le parole del dem, primo firmatario dell’atto, la cui urgenza è stata respinta nell’ultima seduta di consiglio, rinviandolo a data da destinarsi.


Le immagini scattate a Bulciago
''Nella mia mozione faccio presente che abbiamo a che fare con un insetto che risulta in grado di attaccare oltre 300 specie vegetali, tra cui vite, mais, soia, alberi da frutto, essenze forestali e piante ornamentali, portando ingenti danni alle produzioni agricole, florovivaistiche e al patrimonio arboreo urbano, quindi ai prati, ai pascoli, ai tappeti erbosi, ai campi sportivi e alle superfici verdi pubbliche e private. Infatti, continuano ad arrivare segnalazioni da tutta la Lombardia, in particolare dalle aree occidentali e centrali, che evidenziano una crescente presenza dell’insetto. E dai dati diffusi dal Servizio fitosanitario regionale emerge che, nel corso del 2026, sono già stati catturati migliaia di esemplari'' sottolinea Fragomeli che ha invitato la Giunta Fontana ''a intensificare le attività di monitoraggio, sorveglianza fitosanitaria, contenimento ed eradicazione sull’intero territorio regionale; sperimentare metodologie di contrasto maggiormente efficaci; promuovere e finanziare ulteriori attività di ricerca scientifica; ampliare le misure regionali di sostegno economico; rafforzare le attività di informazione, comunicazione, formazione tecnica e sensibilizzazione; attivare con il Ministero dell’Agricoltura e con la Commissione europea risorse straordinarie destinate alle Regioni maggiormente colpite; informare periodicamente la Commissione Agricoltura sullo stato di avanzamento delle attività per combattere il dannoso coleottero''.


















