Oggiono, anziana derubata: condannati a 1 anno e 4 mesi i due autori
Un anno e quattro mesi (in abbreviato). E' la pena inflitta nel primo pomeriggio di ieri dal giudice in ruolo monocratico Bianca Maria Bianchi, ai due imputati di nazionalità peruviana finiti in manette il mese scorso a seguito di un furto messo a segno nel parcheggio del Tigotà di Dolzago.
Classe 1978 e 1980, residenti alle porte di Milano, insieme avevano preso di mira un'anziana recatasi presso il punto vendita che affaccia sulla provinciale 51 per effettuare alcuni acquisti.
Una volta uscita e giunta alla macchina, la donna sarebbe stata però avvicinata dalla coppia.
''Le sono cadute delle monete a terra'' le avrebbe detto uno dei malviventi, bussandole dal finestrino, mentre il complice – approfittando di qualche istante di distrazione della vittima – era riuscito ad aprire e subito dopo a richiudere la portiera, dileguandosi con la borsa appoggiata sul sedile del passeggero. Solo qualche istante più tardi, quando la donna si era accorta dell'accaduto, era scattata la richiesta di aiuto alle autorità.

Nel frattempo i due autori del furto si erano portati alla filiale Intesa San Paolo di Oggiono, a pochi chilometri di distanza, riuscendo a prelevare, grazie al bancomat dell'anziana, ben 500 euro.
I Carabinieri della locale stazione però, erano già sulle loro tracce e gli accertamenti condotti avevano consentito loro di fermare la coppia, recuperando anche quel che era stato sottratto alla signora. Tradotti l'indomani dai militari in Tribunale a Lecco, per il processo con rito direttissimo, dovevano rispondere di furto aggravato e indebito utilizzo di carta di credito.
Al cospetto del giudice Bianca Maria Bianchi i sudamericani avevano ammesso i fatti, scusandosi con la vittima e manifestando la propria disponibilità a risarcire il danno patito.
Arresto convalidato e udienza aggiornata al pomeriggio di ieri, avendo i difensori chiesto un termine a difesa, con i due imputati nel frattempo ristretti in carcere.
Entrambi – tramite i propri legali – hanno scelto di avvalersi del rito abbreviato: se la condanna chiesta dal pubblico ministero era stata pari a due anni e quattro mesi, il verdetto è stato meno severo. Un anno e quattro mesi la pena inflitta, con il giudice che si è riservato sulla richiesta di un alleggerimento della misura detentiva.
Classe 1978 e 1980, residenti alle porte di Milano, insieme avevano preso di mira un'anziana recatasi presso il punto vendita che affaccia sulla provinciale 51 per effettuare alcuni acquisti.
Una volta uscita e giunta alla macchina, la donna sarebbe stata però avvicinata dalla coppia.
''Le sono cadute delle monete a terra'' le avrebbe detto uno dei malviventi, bussandole dal finestrino, mentre il complice – approfittando di qualche istante di distrazione della vittima – era riuscito ad aprire e subito dopo a richiudere la portiera, dileguandosi con la borsa appoggiata sul sedile del passeggero. Solo qualche istante più tardi, quando la donna si era accorta dell'accaduto, era scattata la richiesta di aiuto alle autorità.

Nel frattempo i due autori del furto si erano portati alla filiale Intesa San Paolo di Oggiono, a pochi chilometri di distanza, riuscendo a prelevare, grazie al bancomat dell'anziana, ben 500 euro.
I Carabinieri della locale stazione però, erano già sulle loro tracce e gli accertamenti condotti avevano consentito loro di fermare la coppia, recuperando anche quel che era stato sottratto alla signora. Tradotti l'indomani dai militari in Tribunale a Lecco, per il processo con rito direttissimo, dovevano rispondere di furto aggravato e indebito utilizzo di carta di credito.
Al cospetto del giudice Bianca Maria Bianchi i sudamericani avevano ammesso i fatti, scusandosi con la vittima e manifestando la propria disponibilità a risarcire il danno patito.
Arresto convalidato e udienza aggiornata al pomeriggio di ieri, avendo i difensori chiesto un termine a difesa, con i due imputati nel frattempo ristretti in carcere.
Entrambi – tramite i propri legali – hanno scelto di avvalersi del rito abbreviato: se la condanna chiesta dal pubblico ministero era stata pari a due anni e quattro mesi, il verdetto è stato meno severo. Un anno e quattro mesi la pena inflitta, con il giudice che si è riservato sulla richiesta di un alleggerimento della misura detentiva.


















