A Dolzago l'addio al piccolo Leonardo: ''ora è tra le stelle nel firmamento del Signore''
Una chiesa gremita, con l'aria intrisa di dolore e compostezza, ha ospitato nel pomeriggio odierno i funerali di Leonardo Accurso, mancato a soli 5 mesi per le conseguenze di un incidente stradale. Una tragedia avvenuta sul finire del mese di giugno nel pavese, territorio dove il piccolo abitava insieme ai suoi genitori. Una quotidianità ''a tre'' nuova per la famiglia, spezzata all'improvviso da uno schianto frontale violentissimo, mentre la Hyundai su cui viaggiavano percorreva la tangenziale Casteggio–Voghera.
Se la comunità di Broni (Pavia) – dove i genitori e il piccolo risiedevano – si è stretta ai concittadini in questo momento di così grande dolore con numerosi messaggi di cordoglio e di vicinanza, è stata quella di Dolzago ad accogliere familiari, amici e non solo, per l'ultimo saluto al piccolo. Del resto la mamma, Valentina Spreafico, è cresciuta in paese, dove ancora vivono i suoi parenti e in particolare il papà Leonardo, molto attivo nel volontariato parrocchiale ed esponente del locale gruppo Alpini. Inevitabile dunque, l'abbraccio del paese che questo pomeriggio si è radunato in gran numero, esprimendo con la propria presenza, vicinanza alla famiglia.

Nell'esordio della propria omelia don Walter Brambilla, parroco di Dolzago, si è affidato alla prima lettura tratta dal Libro di Baruc: "Le stelle brillano dalle loro vedette e gioiscono; egli le chiama e rispondono: «Eccoci!» e brillano di gioia per colui che le ha create".
''Le stelle brillano in tante notti buie e in quelle stelle possiamo vedere Leonardo, che ha già trovato il suo posto nel firmamento del Signore'' le parole del sacerdote che ha ripercorso le tappe fondamentali della brevissima esistenza del piccolo.
Risale al 28 gennaio scorso la ''chiamata alla vita'', che sarebbe stata la prima di tante chiamate, se le cose fossero andare diversamente.
Come ha fatto notare don Walter, Leonardo – accolto da mamma Valentina, papà Gianfranco, nonni, zii e cuginetti – avrebbe piano piano conosciuto amici, e poi compagni di scuola e di sport. Tante sarebbero state le presenze lungo il viaggio della vita.
''Immagino che, in quella prima chiamata, abbia risposto: sono pronto'' ha aggiunto il religioso, ipotizzando un dialogo tra il neonato e Dio. Non si poteva sapere, quel giorno, la durata di quell'esistenza, che sarebbe potuta proseguire a lungo e invece si è arrestata a soli cinque mesi.
Il 30 giugno poi, la chiamata alla fede, con il battesimo: nel suo caso purtroppo, non c'è stato il tempo di preparare un incontro, la veste, o di accendere il cero. Il rito, celebrato nella cappella dell'ospedale tra le lacrime del personale sanitario, è stato – secondo don Walter - sobrio ed essenziale, in un dialogo personale e fecondo con Dio.
''Per Leonardo il fonte battesimale è coinciso con il letto del commiato'' ha aggiunto, ricordando quelle ore drammatiche in cui è stata dichiarata la morte del piccolo, per il quale le conseguenze di quel tragico scontro in auto si sono rivelate purtroppo fatali.
Del resto, come ha ricordato il parroco, le vie dell'incontro con il Signore sono misteriose ed imprevedibili e ''chiedono un cuore libero e trasparente''.

''In quel momento non poteva parlare, ma se ci fossimo stati avremmo sentito il rumore dell'acqua che scorreva come sorgente benedetta nella sua professione di fede. Leonardo era pronto ad assomigliare a Gesù'' ha proseguito don Walter, citando l'ultima chiamata del Signore, avvenuta quando a soli cinque mesi il piccolo non sapeva ancora giocare, camminare, non aveva vissuto il Natale e tante altre cose.
''Ci hai già insegnato tanto e sei pronto per questo incontro'' ha aggiunto, evocando appunto il dialogo tra Dio e il bimbo che, con la sua purezza e fede, ha riconsegnato tutto quel che avrebbe potuto dare, rivolgendo un ultimo messaggio: ''aiuta mamma e papà e tutti i piccoli che come me, sentono già il profumo del tuo abbraccio''.
Al termine della liturgia, la piccola bara bianca ha lasciato la chiesa per avviarsi verso il cimitero nell'ultimo viaggio terreno. Non prima però, dell'ultimo abbraccio della comunità, alla sua famiglia.


Nell'esordio della propria omelia don Walter Brambilla, parroco di Dolzago, si è affidato alla prima lettura tratta dal Libro di Baruc: "Le stelle brillano dalle loro vedette e gioiscono; egli le chiama e rispondono: «Eccoci!» e brillano di gioia per colui che le ha create".
''Le stelle brillano in tante notti buie e in quelle stelle possiamo vedere Leonardo, che ha già trovato il suo posto nel firmamento del Signore'' le parole del sacerdote che ha ripercorso le tappe fondamentali della brevissima esistenza del piccolo.
Risale al 28 gennaio scorso la ''chiamata alla vita'', che sarebbe stata la prima di tante chiamate, se le cose fossero andare diversamente.
Come ha fatto notare don Walter, Leonardo – accolto da mamma Valentina, papà Gianfranco, nonni, zii e cuginetti – avrebbe piano piano conosciuto amici, e poi compagni di scuola e di sport. Tante sarebbero state le presenze lungo il viaggio della vita.

Il 30 giugno poi, la chiamata alla fede, con il battesimo: nel suo caso purtroppo, non c'è stato il tempo di preparare un incontro, la veste, o di accendere il cero. Il rito, celebrato nella cappella dell'ospedale tra le lacrime del personale sanitario, è stato – secondo don Walter - sobrio ed essenziale, in un dialogo personale e fecondo con Dio.
''Per Leonardo il fonte battesimale è coinciso con il letto del commiato'' ha aggiunto, ricordando quelle ore drammatiche in cui è stata dichiarata la morte del piccolo, per il quale le conseguenze di quel tragico scontro in auto si sono rivelate purtroppo fatali.
Del resto, come ha ricordato il parroco, le vie dell'incontro con il Signore sono misteriose ed imprevedibili e ''chiedono un cuore libero e trasparente''.

''In quel momento non poteva parlare, ma se ci fossimo stati avremmo sentito il rumore dell'acqua che scorreva come sorgente benedetta nella sua professione di fede. Leonardo era pronto ad assomigliare a Gesù'' ha proseguito don Walter, citando l'ultima chiamata del Signore, avvenuta quando a soli cinque mesi il piccolo non sapeva ancora giocare, camminare, non aveva vissuto il Natale e tante altre cose.
''Ci hai già insegnato tanto e sei pronto per questo incontro'' ha aggiunto, evocando appunto il dialogo tra Dio e il bimbo che, con la sua purezza e fede, ha riconsegnato tutto quel che avrebbe potuto dare, rivolgendo un ultimo messaggio: ''aiuta mamma e papà e tutti i piccoli che come me, sentono già il profumo del tuo abbraccio''.



















