Oggiono, Graduation Day: cerimonia per i neo diplomati al Bachelet
La cerimonia di consegna dei diplomi: una festa per celebrare la fine di un percorso scolastico durato cinque anni e soprattutto un’occasione per gli ultimi pensieri di augurio ai giovani prima dell’ingresso nella vita adulta.
Nella serata di venerdì 10 luglio l'istituto d'istruzione superiore Vittorio Bachelet di Oggiono ha promosso il tradizionale Graduation Day. Ad accompagnare l'evento è stata la musica della B.S.B. – Bachelet School Band, che ha scandito i diversi momenti della cerimonia, dai saluti istituzionali alla consegna dei diplomi, fino al tradizionale lancio del tocco.

A fare da filo conduttore all'evento è stata la parola "Crescita", come ha spiegato il professor Gerolamo Lozza in apertura di serata: ''Crescita è la parola del decalogo nella quale si riconoscono i ragazzi e le loro famiglie. I ragazzi devono passare dalle basi alla costruzione del loro futuro: Graduation non è solo serata del ricordo, delle lacrime ma anche dell'auspicio. Per loro l'augurio sarà corale''.
La dirigente scolastica Anna Panzeri ha invitato i ragazzi ad affrontare con maturità la nuova fase della loro vita. ''C'è una parola che più di altre accompagna l'età adulta: ridimensionare. La troviamo nei rapporti umani e persino nei sogni. Non bussa ma entra. Per anni avete sperimentato che crescere significa aggiungere, eppure una parte importante della maturità consiste nel togliere, rivedere l'idea di una persona, alleggerire il bisogno di controllare ogni cosa, ridurre persino l'immagine che avevate di voi stessi''.

Ha poi invitato i ragazzi, con emozione, ad accogliere la parola crescita non come percorso lineare ma come quello che segue il cuore: ''Vi hanno insegnato da piccoli a restare nei margini e a non sporcare il foglio: quel limite era la regola, la sicurezza. Eppure la vita reale non assomiglia a quello. Crescere significa tollerare l'imperfezione, accettare che una convinzione possa essere rivista e che una persona possa essere diversa''. Infine la conclusione: ''Continuate a leggere, riflettere, sbagliare e ricominciare. Buona vita, fatta di misure ritrovate ma anche del coraggio di ritrovarle quando sarà necessario''.
A portare i saluti dell'Ufficio scolastico territoriale, in rappresentanza del provveditore Adamo Castelnuovo, è stato il dottor Raffaele Cesana: ''Penso che questi siano momenti belli, densi di emozioni, che fanno parte della nostra vita. Voi giovani avete tante emozioni e prospettive: qualunque cosa andrete a fare, fatela con serietà, impegno e costanza, costruendo la vostra persona e la vostra dignità, che nessuno si può permettere di calpestare''.

Parole di incoraggiamento ai giovani sono arrivate anche dal sindaco della cittàdi Oggiono, Chiara Narciso: ''Vi auguro di perseguire la vostra strada con impegno, determinazione e costanza. Per raggiungere i traguardi, oltre alle capacità, servono proprio queste caratteristiche: credeteci e non mollate mai. Qualunque sia il vostro percorso, non dimenticate il territorio in cui siete cresciuti e vi siete formati''.
Nel corso della serata sono stati premiati anche gli studenti che hanno conseguito i risultati migliori all'esame di Stato. Hanno ottenuto il massimo dei voti, 100 centesimi, Alice Sala della 5DLSA, Giuditta Annoni della 5ALS, Isabel Casiraghi della 5BLL, Francesco Rusconi della 5CLSA e Luca Corbetta della 5ELSA.

Il riconoscimento di 100 e lode è stato invece assegnato a Lorenzo Fumagalli della 5DLSA ed Edoardo Motta della 5BLS, che hanno preso la parola a nome dei diplomati.
Lorenzo Fumagalli ha detto: ''Dopo cinque anni ci ritroviamo qui diversi ma, in fondo, identici a quando siamo entrati a scuola. Siamo arrivati bambini e adolescenti e oggi siamo pronti a chiudere questo capitolo. Ora ci affacciamo a una realtà nuova: la scuola ci ha offerto uno spazio sicuro, un nido che ora ci lascia spiccare il volo. La scuola non era solo un luogo, ma soprattutto era fatta di persone. Per me il Bachelet è stato uno spazio in cui esprimermi e scoprire nuove passioni. Tutti noi abbiamo lasciato un segno alla scuola. Una scuola è davvero viva solo se è partecipata e condivisa. Continuiamo a crescere con curiosità, coraggio e gratitudine per tutto quello che questi anni ci hanno lasciato''.

Anche Edoardo Motta ha condiviso il proprio pensiero, rivolgendosi ai coetanei con queste parole: ''Abbiamo passato più di un quarto delle nostre vite in queste aule. Ciascuno porta con sé ricordi belli e altri meno piacevoli: sono state le persone che ci circondavano a renderli tali. Auguro a tutti di iniziare il nuovo capitolo della vita con entusiasmo: è fondamentale spendersi per tutto ciò che ne valga la pena''. Richiamando una poesia di Kahlil Gibran, ha concluso con un invito: ''Non permettete alla paura di impedirvi di entrare in un oceano sempre nuovo''.
Nel corso della serata c’è stato spazio anche per l’intervento di due docenti.

La professoressa Karin De Agostini ha ricordato il valore del percorso vissuto insieme: ''Il diploma rappresenta ciò che, giorno dopo giorno, avete costruito. Cinque anni fa vi sentivate spaesati, poi la scuola è diventata un luogo familiare e avete iniziato a sentirvi un gruppo. Avete imparato ad ascoltarvi, condiviso ricordi ed emozioni, siete cambiati e cresciuti. C'è chi continuerà gli studi, chi lavorerà, chi partirà per esperienze all'estero e chi si prenderà una pausa. Non abbiate fretta: ognuno ha i propri tempi. Non esiste un percorso migliore di un altro, ma quello che vi rende felici e vi permette di esprimere ciò che siete. Vi auguro di affrontare il futuro con entusiasmo e curiosità, di farvi domande e di non smettere mai di imparare''.

Il professor Walter Rubboli, citando Tolkien e Nazim Hikmet, ha rivolto ai ragazzi un messaggio sulla ricchezza delle relazioni umane: ''Non è possibile, in una comunità così vasta, conoscere tutti ed è un rammarico non averli conosciuti tutti. Ciascun essere umano porta con sé tanto e, quando si rivela, ci riempie di bellezza. L'uomo non è fatto di numeri, ma di emozioni, anche contraddittorie, di scelte, passioni, sofferenza, slanci, paure e coraggio. Tutte le volte che ci siamo incrociati nei corridoi non abbiamo avuto consapevolezza dell'infinito che ci stava sfiorando''.

La cerimonia è proseguita con la consegna dei diplomi alle nove classi quinte, scandita dai brani della Bachelet School Band, tra cui ''Nobody's Wife'', ''One Way or Another'' e ''Gossip'', fino al tradizionale lancio del tocco. Prima della conclusione, la dirigente scolastica ha rivolto un ringraziamento ai docenti che hanno collaborato all'organizzazione della serata, alla B.S.B., alle professoresse coinvolte nell'evento, al personale scolastico e al Comitato Genitori. Infine, il suo ultimo augurio ai diplomati da parte del professor Luca Cesana che ha salutato i ragazzi: ''Prendetevi ciò che la vita ha in serbo per voi''. Un invito a guardare con fiducia al futuro, chiudendo simbolicamente il capitolo della scuola superiore e aprendone uno nuovo, ancora tutto da scrivere e da scoprire.
Nella serata di venerdì 10 luglio l'istituto d'istruzione superiore Vittorio Bachelet di Oggiono ha promosso il tradizionale Graduation Day. Ad accompagnare l'evento è stata la musica della B.S.B. – Bachelet School Band, che ha scandito i diversi momenti della cerimonia, dai saluti istituzionali alla consegna dei diplomi, fino al tradizionale lancio del tocco.
Alcune immagini della serata
A fare da filo conduttore all'evento è stata la parola "Crescita", come ha spiegato il professor Gerolamo Lozza in apertura di serata: ''Crescita è la parola del decalogo nella quale si riconoscono i ragazzi e le loro famiglie. I ragazzi devono passare dalle basi alla costruzione del loro futuro: Graduation non è solo serata del ricordo, delle lacrime ma anche dell'auspicio. Per loro l'augurio sarà corale''.
La dirigente scolastica Anna Panzeri ha invitato i ragazzi ad affrontare con maturità la nuova fase della loro vita. ''C'è una parola che più di altre accompagna l'età adulta: ridimensionare. La troviamo nei rapporti umani e persino nei sogni. Non bussa ma entra. Per anni avete sperimentato che crescere significa aggiungere, eppure una parte importante della maturità consiste nel togliere, rivedere l'idea di una persona, alleggerire il bisogno di controllare ogni cosa, ridurre persino l'immagine che avevate di voi stessi''.
La dirigente Anna Panzeri
Ha poi invitato i ragazzi, con emozione, ad accogliere la parola crescita non come percorso lineare ma come quello che segue il cuore: ''Vi hanno insegnato da piccoli a restare nei margini e a non sporcare il foglio: quel limite era la regola, la sicurezza. Eppure la vita reale non assomiglia a quello. Crescere significa tollerare l'imperfezione, accettare che una convinzione possa essere rivista e che una persona possa essere diversa''. Infine la conclusione: ''Continuate a leggere, riflettere, sbagliare e ricominciare. Buona vita, fatta di misure ritrovate ma anche del coraggio di ritrovarle quando sarà necessario''.
Il sindaco Chiara Narciso
Parole di incoraggiamento ai giovani sono arrivate anche dal sindaco della cittàdi Oggiono, Chiara Narciso: ''Vi auguro di perseguire la vostra strada con impegno, determinazione e costanza. Per raggiungere i traguardi, oltre alle capacità, servono proprio queste caratteristiche: credeteci e non mollate mai. Qualunque sia il vostro percorso, non dimenticate il territorio in cui siete cresciuti e vi siete formati''.
Nel corso della serata sono stati premiati anche gli studenti che hanno conseguito i risultati migliori all'esame di Stato. Hanno ottenuto il massimo dei voti, 100 centesimi, Alice Sala della 5DLSA, Giuditta Annoni della 5ALS, Isabel Casiraghi della 5BLL, Francesco Rusconi della 5CLSA e Luca Corbetta della 5ELSA.
Il riconoscimento di 100 e lode è stato invece assegnato a Lorenzo Fumagalli della 5DLSA ed Edoardo Motta della 5BLS, che hanno preso la parola a nome dei diplomati.
Lorenzo Fumagalli ha detto: ''Dopo cinque anni ci ritroviamo qui diversi ma, in fondo, identici a quando siamo entrati a scuola. Siamo arrivati bambini e adolescenti e oggi siamo pronti a chiudere questo capitolo. Ora ci affacciamo a una realtà nuova: la scuola ci ha offerto uno spazio sicuro, un nido che ora ci lascia spiccare il volo. La scuola non era solo un luogo, ma soprattutto era fatta di persone. Per me il Bachelet è stato uno spazio in cui esprimermi e scoprire nuove passioni. Tutti noi abbiamo lasciato un segno alla scuola. Una scuola è davvero viva solo se è partecipata e condivisa. Continuiamo a crescere con curiosità, coraggio e gratitudine per tutto quello che questi anni ci hanno lasciato''.
Anche Edoardo Motta ha condiviso il proprio pensiero, rivolgendosi ai coetanei con queste parole: ''Abbiamo passato più di un quarto delle nostre vite in queste aule. Ciascuno porta con sé ricordi belli e altri meno piacevoli: sono state le persone che ci circondavano a renderli tali. Auguro a tutti di iniziare il nuovo capitolo della vita con entusiasmo: è fondamentale spendersi per tutto ciò che ne valga la pena''. Richiamando una poesia di Kahlil Gibran, ha concluso con un invito: ''Non permettete alla paura di impedirvi di entrare in un oceano sempre nuovo''.
Nel corso della serata c’è stato spazio anche per l’intervento di due docenti.
La professoressa Karin De Agostini ha ricordato il valore del percorso vissuto insieme: ''Il diploma rappresenta ciò che, giorno dopo giorno, avete costruito. Cinque anni fa vi sentivate spaesati, poi la scuola è diventata un luogo familiare e avete iniziato a sentirvi un gruppo. Avete imparato ad ascoltarvi, condiviso ricordi ed emozioni, siete cambiati e cresciuti. C'è chi continuerà gli studi, chi lavorerà, chi partirà per esperienze all'estero e chi si prenderà una pausa. Non abbiate fretta: ognuno ha i propri tempi. Non esiste un percorso migliore di un altro, ma quello che vi rende felici e vi permette di esprimere ciò che siete. Vi auguro di affrontare il futuro con entusiasmo e curiosità, di farvi domande e di non smettere mai di imparare''.
Il professor Walter Rubboli, citando Tolkien e Nazim Hikmet, ha rivolto ai ragazzi un messaggio sulla ricchezza delle relazioni umane: ''Non è possibile, in una comunità così vasta, conoscere tutti ed è un rammarico non averli conosciuti tutti. Ciascun essere umano porta con sé tanto e, quando si rivela, ci riempie di bellezza. L'uomo non è fatto di numeri, ma di emozioni, anche contraddittorie, di scelte, passioni, sofferenza, slanci, paure e coraggio. Tutte le volte che ci siamo incrociati nei corridoi non abbiamo avuto consapevolezza dell'infinito che ci stava sfiorando''.
La cerimonia è proseguita con la consegna dei diplomi alle nove classi quinte, scandita dai brani della Bachelet School Band, tra cui ''Nobody's Wife'', ''One Way or Another'' e ''Gossip'', fino al tradizionale lancio del tocco. Prima della conclusione, la dirigente scolastica ha rivolto un ringraziamento ai docenti che hanno collaborato all'organizzazione della serata, alla B.S.B., alle professoresse coinvolte nell'evento, al personale scolastico e al Comitato Genitori. Infine, il suo ultimo augurio ai diplomati da parte del professor Luca Cesana che ha salutato i ragazzi: ''Prendetevi ciò che la vita ha in serbo per voi''. Un invito a guardare con fiducia al futuro, chiudendo simbolicamente il capitolo della scuola superiore e aprendone uno nuovo, ancora tutto da scrivere e da scoprire.
M.Mau.


















