Oggiono: oltre 150 persone in piazza alta per 'C'era una volta'
Una Piazza Alta gremita da oltre 150 spettatori di ogni età ha tributato un lunghissimo applauso a "C’era una volta", l'innovativo spettacolo teatrale e musicale promosso dal Lions Club Castello Brianza Laghi E.T.S. Non una semplice recita, ma un raffinato e ironico percorso di decostruzione letteraria, basato su un testo originale e completamente inedito, che ha tenuto il pubblico incollato alle poltrone per quasi due ore.
Attori artigianali e favole ribaltate: il percorso narrativo
Il cuore della serata è stato il totale ribaltamento dei punti di vista delle storie tradizionali. Sul palcoscenico, magistralmente orchestrati dalla voce fuori campo del Narratore, interpretato da Lamberto Lietti, si sono alternati degli straordinari "attori artigianali" del territorio, capaci di regalare interpretazioni ricche di sfumature.
Il pubblico ha così assistito all'esilarante quanto accorata difesa in dialetto romanesco del Lupo Cattivo (vittima di pregiudizi e "cattive pubbliche relazioni", protetto storicamente solo da San Francesco); alla graffiante satira contemporanea che ha visto scontrarsi il Grillo Parlante originale (Umberto Corti) con un modernissimo Grillo Parlante "Social" (interpretato in un'inedita veste comica dal neo Presidente del sodalizio lionistico oggionese, Marco Manzoni), che si rivelato essere uno scherzo di un Lucignolo dispensatore di prompt digitali a caccia di like. E ancora, le irresistibili e poetiche gag del Gatto e della Volpe (Faber Redaelli e Dario Ripamonti), fino alla grazia di due giovanissime figuranti nei panni di Pinocchio (Gaia Colombo) e della Bella Addormentata (Mia Colombo).
La grande rivelazione e l'omaggio alla Scapigliatura
Il vero colpo di scena è arrivato nell'epilogo, quando il Narratore ha finalmente svelato la propria identità al pubblico: Carlo Lorenzo Filippo Giovanni Lorenzini, in arte Carlo Collodi, sceso idealmente in Piazza Alta per festeggiare i 200 anni dalla sua nascita e ripercorrere idealmente la sua carriera di giornalista e di scrittore.
Da quel momento, il testo ha riallacciato i fili storici della prima parte dello spettacolo, dedicata alla Milano della Scapigliatura e ai dialoghi d'osteria con il celebre librettista lecchese Antonio Ghislanzoni (Stefano Perego). Collodi ha così ringraziato pubblicamente l'editore Paggi (simbolicamente identificato nella figura del prevosto don Maurizio Mottadelli, per la fiducia data in oltre dieci anni a trasformare il Belvedere a questo "libro a cielo aperto") e svelato il mistero dietro il nome del Trio Gin Amasasu, interpretato eccezionalmente dal soprano crossover e talento di Oggiono Chiara Amati, da Stefano Ligoratti al pianoforte e da Matilda Colliard al violoncello. Il nome del Trio è infatti un gioco linguistico per rendere omaggio alla Manifattura di ceramiche dei Marchesi Ginori (nds: amasasu significa marchesi in lingua kinyarwanda/bantu), i datori di lavori dei genitori di Collodi.
Una chiusura spirituale sotto le stelle
La colonna sonora ha guidato l'intera serata tra rimandi musicali verdiani e arie di Puccini, nelle quali Chiara Amati si è riconfermata interprete capace di acuti facili, agilità e dal timbro brillante, e i classici dell'animazione, culminando in un momento di grandissima intensità emotiva e spirituale. Durante il bis, sulle avvolgenti note di Colors of the Wind e del tema de Il Re Leone, sono stati declamati alcuni estratti dal Cantico delle Creature di San Francesco, unendo così la bellezza del creato al messaggio di pace universale, proprio nell'anno dell'800esimo anniversario del Santo.
Il plauso delle istituzioni e la solidarietà per Bir Zeit
Il calore della piazza si è tradotto in un aiuto concreto: l'intero ricavato delle donazioni spontanee è stato devoluto al progetto della Comunità Pastorale San Giovanni Battista di Oggiono per la ricostruzione della Parrocchia di Bir Zeit in Cisgiordania.
In chiusura di serata, la sindaca di Oggiono Chiara Narciso e il prevosto don Maurizio Mottadelli sono saliti sul palco esprimendo vivi complimenti per l'originalità, lo spessore culturale e la perfetta riuscita della serata, che ha saputo toccare corde emotive profonde unendo l'intera comunità attorno a un nobile fine benefico.
A fare eco alle loro parole sono stati i ringraziamenti ufficiali del Presidente del Lions Club, Marco Manzoni: «Siamo profondamente grati alla cittadinanza per la straordinaria risposta e la generosità dimostrata. Un ringraziamento di cuore va all'Amministrazione comunale, a don Maurizio per la preziosa ospitalità, a tutti i partner e sponsor che hanno creduto nel progetto, ai meravigliosi volontari, come Stefano Valtorta e Gianluca Vismara, che hanno lavorato instancabilmente dietro le quinte e a PiSa Service per l'impeccabile supporto tecnico. Vedere Piazza Alta così unita nel segno della cultura e della solidarietà internazionale è il coronamento più bello per il nostro service».
L'evento ha goduto dei patrocini del Consiglio regionale di Regione Lombardia, della Provincia di Lecco, della Città di Oggiono e di Fondazione Cariplo e i contributi di BCC Valle del Lambro e di Triuggio, Generali Assicurazioni (Filiale di Oggiono) e Cattaneo Grafiche.
Attori artigianali e favole ribaltate: il percorso narrativoIl cuore della serata è stato il totale ribaltamento dei punti di vista delle storie tradizionali. Sul palcoscenico, magistralmente orchestrati dalla voce fuori campo del Narratore, interpretato da Lamberto Lietti, si sono alternati degli straordinari "attori artigianali" del territorio, capaci di regalare interpretazioni ricche di sfumature.
Il pubblico ha così assistito all'esilarante quanto accorata difesa in dialetto romanesco del Lupo Cattivo (vittima di pregiudizi e "cattive pubbliche relazioni", protetto storicamente solo da San Francesco); alla graffiante satira contemporanea che ha visto scontrarsi il Grillo Parlante originale (Umberto Corti) con un modernissimo Grillo Parlante "Social" (interpretato in un'inedita veste comica dal neo Presidente del sodalizio lionistico oggionese, Marco Manzoni), che si rivelato essere uno scherzo di un Lucignolo dispensatore di prompt digitali a caccia di like. E ancora, le irresistibili e poetiche gag del Gatto e della Volpe (Faber Redaelli e Dario Ripamonti), fino alla grazia di due giovanissime figuranti nei panni di Pinocchio (Gaia Colombo) e della Bella Addormentata (Mia Colombo).
La grande rivelazione e l'omaggio alla ScapigliaturaIl vero colpo di scena è arrivato nell'epilogo, quando il Narratore ha finalmente svelato la propria identità al pubblico: Carlo Lorenzo Filippo Giovanni Lorenzini, in arte Carlo Collodi, sceso idealmente in Piazza Alta per festeggiare i 200 anni dalla sua nascita e ripercorrere idealmente la sua carriera di giornalista e di scrittore.
Da quel momento, il testo ha riallacciato i fili storici della prima parte dello spettacolo, dedicata alla Milano della Scapigliatura e ai dialoghi d'osteria con il celebre librettista lecchese Antonio Ghislanzoni (Stefano Perego). Collodi ha così ringraziato pubblicamente l'editore Paggi (simbolicamente identificato nella figura del prevosto don Maurizio Mottadelli, per la fiducia data in oltre dieci anni a trasformare il Belvedere a questo "libro a cielo aperto") e svelato il mistero dietro il nome del Trio Gin Amasasu, interpretato eccezionalmente dal soprano crossover e talento di Oggiono Chiara Amati, da Stefano Ligoratti al pianoforte e da Matilda Colliard al violoncello. Il nome del Trio è infatti un gioco linguistico per rendere omaggio alla Manifattura di ceramiche dei Marchesi Ginori (nds: amasasu significa marchesi in lingua kinyarwanda/bantu), i datori di lavori dei genitori di Collodi.
La colonna sonora ha guidato l'intera serata tra rimandi musicali verdiani e arie di Puccini, nelle quali Chiara Amati si è riconfermata interprete capace di acuti facili, agilità e dal timbro brillante, e i classici dell'animazione, culminando in un momento di grandissima intensità emotiva e spirituale. Durante il bis, sulle avvolgenti note di Colors of the Wind e del tema de Il Re Leone, sono stati declamati alcuni estratti dal Cantico delle Creature di San Francesco, unendo così la bellezza del creato al messaggio di pace universale, proprio nell'anno dell'800esimo anniversario del Santo.
Il plauso delle istituzioni e la solidarietà per Bir ZeitIl calore della piazza si è tradotto in un aiuto concreto: l'intero ricavato delle donazioni spontanee è stato devoluto al progetto della Comunità Pastorale San Giovanni Battista di Oggiono per la ricostruzione della Parrocchia di Bir Zeit in Cisgiordania.
In chiusura di serata, la sindaca di Oggiono Chiara Narciso e il prevosto don Maurizio Mottadelli sono saliti sul palco esprimendo vivi complimenti per l'originalità, lo spessore culturale e la perfetta riuscita della serata, che ha saputo toccare corde emotive profonde unendo l'intera comunità attorno a un nobile fine benefico.
A fare eco alle loro parole sono stati i ringraziamenti ufficiali del Presidente del Lions Club, Marco Manzoni: «Siamo profondamente grati alla cittadinanza per la straordinaria risposta e la generosità dimostrata. Un ringraziamento di cuore va all'Amministrazione comunale, a don Maurizio per la preziosa ospitalità, a tutti i partner e sponsor che hanno creduto nel progetto, ai meravigliosi volontari, come Stefano Valtorta e Gianluca Vismara, che hanno lavorato instancabilmente dietro le quinte e a PiSa Service per l'impeccabile supporto tecnico. Vedere Piazza Alta così unita nel segno della cultura e della solidarietà internazionale è il coronamento più bello per il nostro service».
L'evento ha goduto dei patrocini del Consiglio regionale di Regione Lombardia, della Provincia di Lecco, della Città di Oggiono e di Fondazione Cariplo e i contributi di BCC Valle del Lambro e di Triuggio, Generali Assicurazioni (Filiale di Oggiono) e Cattaneo Grafiche.


















