Sirtori 'in festa' per i patroni: messa solenne in parrocchia

Nella mattinata di domenica 12 luglio Sirtori ha celebrato con grande partecipazione la festa dei santi patroni Nabore e Felice, ai quali è dedicata la chiesa parrocchiale affacciata su piazza don Brioschi.
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Le autorità civili, religiose e le associazioni che hanno preso parte alla messa

La solenne celebrazione eucaristica si è aperta con il tradizionale rito del faro, antico gesto simbolico che accompagna la festa dei Santi Martiri. Il pallone di stoppa, consumandosi tra le fiamme, richiama infatti il sacrificio dei martiri, che hanno donato la propria vita per testimoniare la fede, ricordando come il fuoco della testimonianza continui ancora oggi a illuminare il cammino della comunità cristiana.
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A concelebrare la messa, accanto al parroco don Adelio Molteni, erano presenti anche don Paolo Maccà, ordinato sacerdote lo scorso 13 giugno, e il diacono Alessandro Misuraca, residente proprio a Sirtori e in procinto di dare il via alla nuova esperienza ministeriale nel decanato di Brivio.
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Nel corso dell'omelia, don Adelio ha invitato i fedeli a riflettere sul significato profondo della festa patronale, prendendo spunto dalla prima lettura tratta dal libro di Giosuè. ''Le dodici stele erette da Giosuè rappresentano l'alleanza tra Dio e il suo popolo – ha spiegato –. Dio desidera stare con noi e ci chiama a entrare in questa alleanza, diventando suoi testimoni, proprio come hanno fatto i santi Nabore e Felice, che hanno donato la vita per il Vangelo''.
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Don Adelio davanti alla reliquia dei santi e a sinistra don Paolo Maccà

Il sacerdote ha quindi rivolto uno sguardo alla società contemporanea, soffermandosi sulle sfide che il mondo è chiamato ad affrontare. ''Oggi ci si lamenta spesso dell'abbandono dei fedeli dalla Chiesa, ma il Signore continua a chiamarci nella sua casa. Ciò che manca è il coraggio di essere testimoni del Vangelo''.
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In piedi al centro il diacono Alessandro Misuraca

Riprendendo un recente intervento di Papa Leone XIV, don Adelio ha ricordato come ''il mondo abbia fame di giustizia'', sottolineando che ''senza giustizia non può esserci pace''.
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Una giustizia, ha precisato, che nasce dalla capacità di riconoscere nell'altro una persona e non qualcuno da valutare in base alla forza o al potere. ''Viviamo in un tempo in cui l'egoismo e la forza sembrano prevalere. Anche i rapporti tra gli Stati sono spesso regolati dalla logica del più forte anziché dal rispetto reciproco''.
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A sostegno della sua riflessione ha richiamato la figura dell'ambasciatore italiano Luca Attanasio, ucciso nel 2021 mentre era impegnato in un progetto umanitario nella Repubblica Democratica del Congo. ''Ha denunciato le ingiustizie e ha pagato con la vita il suo impegno. Anche questa è una testimonianza di giustizia''.
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Il parroco don Adelio Molteni

Il parroco ha quindi invitato i presenti a rendersi protagonisti della vita della comunità, sia ecclesiale sia civile. ''Non basta dire di conoscere Gesù: siamo chiamati a essere cristiani attivi. Le associazioni presenti sul territorio sono una ricchezza preziosa. Se impariamo a collaborare e a fare rete, cresceranno la pace e la giustizia nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità. La festa patronale non è soltanto un ricordo del passato, ma un impegno concreto per costruire comunità sempre più umane e vicine a chi vive nella difficoltà''.
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Al termine della celebrazione i fedeli hanno potuto avvicinarsi per il tradizionale bacio della reliquia dei santi patroni, mentre don Adelio ha rivolto un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato all'organizzazione della festa.
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Tra i presenti figuravano anche le autorità civili del Comune di Sirtori, con il sindaco Matteo Rosa e i consiglieri comunali Romana Spreafico e Paolo Belletti.
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Sull'altare erano inoltre rappresentate le principali realtà associative del paese: il Gruppo Alpini, l'AVES (Associazione Volontari Ecologici Sirtoresi), l'AVIS, l'AIDO, la Pro Loco e il gruppo "Non c'è problema", a testimonianza del forte legame tra la vita della comunità religiosa e quella civile.
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I festeggiamenti patronali - che negli scorsi giorni hanno vissuto anche momenti di intrattenimento grazie allo street food del Comune e all'apericena della Pro Loco - proseguiranno mercoledì sera con la celebrazione della Santa Messa in suffragio di tutti i defunti presso il cimitero comunale, ultimo appuntamento di una ricorrenza che, ancora una volta, ha saputo unire spiritualità, tradizione e senso di appartenenza alla comunità.
G.S.
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