Casatenovo: contano le persone

Articolo: Considerazioni su Casatenovo

Messaggio: Nel leggere l’esternazione del lettore ho avuto l’impressione di essere di fronte ad un necrologio funebre per la morte di un paese. A lui dico che una comunità non è solo cemento. Lo so che fa male vedere edifici fantasma dell’ex salumificio in centro paese simbolo di prosperità per tante famiglie casatesi e una scuola la cui costruzione è in standby da alcuni mesi.
Entrambi purtroppo sono figli della crisi socioeconomica post Covid che si è accanita indistintamente a livello globale. Le critiche di questi giorni, sollevate da più parti su questa testata giornalistica, non possono non tener conto di queste vicende mondiali: nella ristrutturazione degli spazi dismessi e negli imprevisti in fase di programmazione del budget per la costruzione della nuova scuola.
Sono dell’opinione che un paese non muore a causa di edifici transennati o obsoleti; esso rimane vivo perché ci sono tante persone che si rimboccano le maniche, che con il loro daffare riempiono il vuoto lasciato dalla chiusura di fabbricati.
Fortunatamente in paese ci sono tante persone che ancora ci credono, che organizzano eventi, feste, manifestazioni e soprattutto volontari che con la loro presenza silenziosa aiutano chi è in difficoltà e chi ha bisogno di aiuto.
Finché ci saranno queste figure il paese non sarà un necrologio; questo inizierà ad esserlo quando le persone smetteranno di “viverci”…. e qui a Casatenovo fortunatamente le persone che si danno da fare ci sono ancora!
Vivo in questo paese dalla nascita e la sua storia è un patrimonio che conservo gelosamente senza nostalgia e il presente lo sto vivendo senza quella negatività che ultimamente traspare dai social.
Cordialità 
Alessandro 
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