Traffico sulla SP55: riflessioni
Articolo: Casatenovo: Galbiati parla del tavolo di confronto sulla SP55. Bocciata la mozione della minoranza
Messaggio: Qualche considerazione mia su quanto emerso durante l’ultimo consiglio comunale circa le problematiche della mobilità sulla SP55. Chi vive su questa tratta sperimenta sulla propria pelle quotidianamente, soprattutto nelle ore di punta, l’alto flusso di macchine che attraversano le frazioni per raggiungere l’imbocco della tangenziale est a Usmate. A questo si è aggiunto l’aumento del transito di mezzi pesanti da quando alcuni comuni limitrofi hanno vietato il loro passaggio sulla propria rete viaria.
Mancando un tavolo di coordinamento tra comuni interessati e provincia, con quest’ultima in tutt’altre faccende affaccendata, mi chiedo quali strategie può mettere in atto, in autonomia, il comune per contrastare o quantomeno mitigare il traffico veicolare e il passaggio di mezzi pesanti su questa arteria?
La risposta è alquanto scontata: poco o nulla. O meglio quel poco potrebbe essere quel ''tanto che basta'' per mettere in sicurezza chi vive in queste frazioni attraverso la creazione di manufatti, dissuasori fisici, tecnologici e psicologici per ridurre la velocità di attraversamento.
Nulla può a riguardo del blocco del traffico pesante su questa via.
Per perorare la causa sarebbe utile ed interessante pianificare una ''radiografia'' attraverso uno studio di rilevazione del traffico per contare quante macchine/camion passano, a che velocità circolano , quali sono gli orari di picco e quantificare la percentuale dei mezzi pesanti. Generalizzando, i comportamenti dei brianzoli sul tema trasporti riflettono l’abulia e l’apatia della popolazione italiana.
A noi mancano nel DNA quelle attività virtuose che servono a ridurre il traffico e l’inquinamento, tipiche delle comunità del nord Europa; come ad esempio la mobilità ciclabile per raggiungere le stazioni ferroviarie da dove proseguire per raggiungere i posti di lavoro. A discolpa ci possono essere anche ragioni contingenti che non lo permettono, quali l’orografia del nostro territorio e la mancanza di infrastrutture ciclabili idonee e sicure.
Lo stesso ragionamento vale per i servizi di car sharing e car pooling che potrebbero alleggerire il flusso dei veicoli.
Se ci facciamo caso la quasi totalità delle macchine che passano è occupata dal solo conducente!
Siamo arrivati ad un punto di non ritorno?
Per evitare pensate geniali tipo la creazione di varianti esterne per dirottare il traffico pesante che, oltre a sperpero di denaro pubblico, aumenterebbe l’inquinamento e la deturpazione ambientale, mi auguro che i paesi vicini si impegnino a guardare oltre l’ombra del propri campanili per arrivare ad una soluzione condivisa tale da equilibrare almeno il trasporto su gomma, spalmandolo su tutta l’area circostante. Perché è l'economia dell’intero territorio che deve essere sostenuta e non solo quella del proprio orticello.
Cordialmente,
Messaggio: Qualche considerazione mia su quanto emerso durante l’ultimo consiglio comunale circa le problematiche della mobilità sulla SP55. Chi vive su questa tratta sperimenta sulla propria pelle quotidianamente, soprattutto nelle ore di punta, l’alto flusso di macchine che attraversano le frazioni per raggiungere l’imbocco della tangenziale est a Usmate. A questo si è aggiunto l’aumento del transito di mezzi pesanti da quando alcuni comuni limitrofi hanno vietato il loro passaggio sulla propria rete viaria.
Mancando un tavolo di coordinamento tra comuni interessati e provincia, con quest’ultima in tutt’altre faccende affaccendata, mi chiedo quali strategie può mettere in atto, in autonomia, il comune per contrastare o quantomeno mitigare il traffico veicolare e il passaggio di mezzi pesanti su questa arteria?
La risposta è alquanto scontata: poco o nulla. O meglio quel poco potrebbe essere quel ''tanto che basta'' per mettere in sicurezza chi vive in queste frazioni attraverso la creazione di manufatti, dissuasori fisici, tecnologici e psicologici per ridurre la velocità di attraversamento.
Nulla può a riguardo del blocco del traffico pesante su questa via.
Per perorare la causa sarebbe utile ed interessante pianificare una ''radiografia'' attraverso uno studio di rilevazione del traffico per contare quante macchine/camion passano, a che velocità circolano , quali sono gli orari di picco e quantificare la percentuale dei mezzi pesanti. Generalizzando, i comportamenti dei brianzoli sul tema trasporti riflettono l’abulia e l’apatia della popolazione italiana.
A noi mancano nel DNA quelle attività virtuose che servono a ridurre il traffico e l’inquinamento, tipiche delle comunità del nord Europa; come ad esempio la mobilità ciclabile per raggiungere le stazioni ferroviarie da dove proseguire per raggiungere i posti di lavoro. A discolpa ci possono essere anche ragioni contingenti che non lo permettono, quali l’orografia del nostro territorio e la mancanza di infrastrutture ciclabili idonee e sicure.
Lo stesso ragionamento vale per i servizi di car sharing e car pooling che potrebbero alleggerire il flusso dei veicoli.
Se ci facciamo caso la quasi totalità delle macchine che passano è occupata dal solo conducente!
Siamo arrivati ad un punto di non ritorno?
Per evitare pensate geniali tipo la creazione di varianti esterne per dirottare il traffico pesante che, oltre a sperpero di denaro pubblico, aumenterebbe l’inquinamento e la deturpazione ambientale, mi auguro che i paesi vicini si impegnino a guardare oltre l’ombra del propri campanili per arrivare ad una soluzione condivisa tale da equilibrare almeno il trasporto su gomma, spalmandolo su tutta l’area circostante. Perché è l'economia dell’intero territorio che deve essere sostenuta e non solo quella del proprio orticello.
Cordialmente,
Alessandro


















