Assestamento di bilancio: i conti tornano sulla carta, ma le scelte politiche restano profondamente sbagliate

In relazione all'ultima seduta di consiglio comunale, riceviamo e pubblichiamo il contributo del gruppo di minoranza consiliare di Barzanò specificando sin da ora che lo spazio resta a disposizione per eventuali contributi o repliche:

A seguito dell'ultimo Consiglio Comunale relativo alla delibera di assestamento di bilancio e variazione del Documento Unico di Programmazione (DUP), il gruppo consiliare di minoranza ''Ieri, Oggi e Domani Barzanò'' intende chiarire con fermezza ai cittadini le motivazioni della posizione assunta in aula. Il gruppo ha espresso un voto favorevole basato su un presupposto ben preciso: la presa d’atto tecnico-ragionieristica della regolarità dei saldi contabili, confermata dall'Organo di Revisione.
Si tratta di un atto di responsabile presenza istituzionale, finalizzato a prendere atto che i numeri rispettano i formali parametri di legge per il funzionamento dell'Ente. Tale passaggio contabile non costituisce tuttavia, in alcun modo, un'approvazione o una condivisione politica delle scelte strategiche dell'Amministrazione comunale operate sin qui negli ultimi 5 anni e destinate a lasciare pesanti strascichi sul futuro amministrativo del paese.

Nel merito della programmazione finanziaria, della gestione patrimoniale e della programmazione delle opere pubbliche, tuttavia la minoranza ribadisce la propria profonda contrarietà verso una linea d'indirizzo ritenuta imprudente e dannosa per il futuro della comunità.
Giunti ormai in prossimità della scadenza di mandato, ci sia consentito evidenziare ai cittadini barzanesi due grosse criticità nell’operato di questa amministrazione che lasceranno segni pesanti negli anni, non solo e non tanto sui numeri a bilancio quanto piuttosto sulle possibilità di crescita e sviluppo del paese ormai gravemente compromesse (abbiamo perso il treno del Pnrr): oggi che siamo nel 2026, termine di rendicontazione finale del Piano, i nodi vengono al pettine. Chi ha partecipato ai bandi ha oggi scuole e immobili riqualificati gratis; a Barzanò restano gli immobili fatiscenti e un mutuo da 2,5 milioni di euro sulle spalle dei cittadini .

● L'operazione centro natatorio di Villanova: L'operazione legata alla riqualificazione del centro natatorio prevede un quadro economico complessivo da 5,56 milioni di euro. L'intero indebitamento da 2,56 milioni di euro graverà esclusivamente sul Comune di Barzanò (oltre 500 euro pro capite, neonati compresi), a fronte di un impianto che appartiene per ben il 45,71% ad altri due Comuni (Missaglia e Monticello). Si sceglie l'indebitamento bancario anziché l'intercettazione di finanziamenti europei o statali a fondo perduto, esponendo il bilancio a un vincolo pluriennale di interessi proprio a fine mandato. Ci chiediamo chi pagherà tutto questo.
Il mutuo va restituito; la gestione dell'impianto, con un piano economico da quasi 4,9 milioni a fronte di introiti di 187.000 euro l'anno, rischia di chiudere in perdita. Quando un bilancio si carica di debito e di costi di gestione, il conto, prima o poi, arriva ai cittadini sotto forma di addizionale IRPEF, TARI e tariffe — comprese quelle della piscina. Su questo abbiamo chiesto un impegno formale a non aumentare la pressione fiscale: finché quell'impegno non c'è, il rischio resta sulle spalle dei barzanesi.

● Incapacità di intercettare fondi esterni ed edilizia pubblica dimenticata: Sulla capacità di questa Amministrazione di intercettare risorse esterne il nostro giudizio è netto: è mancata non la fortuna, ma l'obiettivo. Cercare i fondi non è un colpo di fortuna: è un'attività amministrativa che richiede progetti pronti, monitoraggio dei bandi e volontà politica di competere. Nulla di tutto questo si è visto sul patrimonio pubblico del paese.
Gli unici finanziamenti PNRR ottenuti riguardano la sola Missione 1 — digitalizzazione (cloud, pagoPA, App IO, SPID): risorse ripartite in automatico a tutti i Comuni, non bandi competitivi. Per l'edilizia pubblica, in cinque anni, nessun bando vinto. Il caso delle ex scuole elementari è emblematico. Il progetto di riqualificazione è stato presentato in pompa magna il 30 maggio 2024 — architetti, ingegneri, persino un'installazione artistica sulla facciata — ma, a vostra stessa ammissione, l'edificio resta ''in attesa di reperire i necessari finanziamenti'' mentre si avvia ''verso una condizione di fatiscenza''.

Chiediamo dunque: a quali bandi è stato candidato quel progetto, in quali date e con quale esito? Se la risposta è nessuno, il problema non è la sfortuna: è che i fondi non sono stati cercati. La stessa domanda vale per l'ex Casa del Fascio, altro immobile identitario da anni in attesa di una destinazione e di una copertura.

Distinguere il piano tecnico da quello politico è un dovere trasparente verso i cittadini. Abbiamo preso atto che la manovra rispetta formale regolarità aritmetica nei saldi contabili, ma continuiamo a considerare politicamente e finanziariamente sbagliato accollare un debito da milioni di euro ai soli residenti di Barzanò per un bene sovra-comunale.
Edoardo Colzani, Tommaso Montoli, Leonardo Molteni, Lucas Casati (Ieri, Oggi e Domani Barzanò)
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