CasateSi, edifici dismessi: i numeri raccontano davvero un successo?

Perplessità sui numeri riportati. Ad esprimerle – dopo il comunicato diffuso negli scorsi giorni dall'assessore all'urbanistica e vicesindaco Lorenzo Citterio – è stato il gruppo di minoranza CasateSi che, attraverso una nota, ''fotografa'' la situazione esprimendo qualche dubbio circa il successo dell'operazione finalizzata al recupero degli edifici dismessi attivata dall'Amministrazione Galbiati attraverso l'ultimo PGT (e in particolare grazie all'articolo 11 delle Norme Tecniche di Attuazione).
Di seguito riportiamo la nota integrale dell'opposizione, precisando che lo spazio resta aperto per altri eventuali contributi, repliche o precisazioni sul tema:
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Art. 11 delle NTA: i numeri raccontano davvero un successo?

L’attuale Giunta ha recentemente dichiarato che circa l'80% degli immobili interessati dall'art. 11 delle Norme Tecniche di Attuazione del PGT si trova "con la procedura in corso", presentando questo dato come la dimostrazione del successo della norma.

Crediamo sia corretto fornire ai cittadini una rappresentazione più corretta e completa della situazione.

Ad oggi, infatti, i dati inerenti gli immobili interessati, presentano questa situazione:

  •  1 immobile ha concluso l'intero iter autorizzativo ed è in possesso di tutti i titoli necessari;
  •  4 immobili hanno ottenuto l'autorizzazione paesaggistica per la sola demolizione, e devono ancora completare il procedimento edilizio;
  •  3 immobili hanno semplicemente presentato la domanda di autorizzazione paesaggistica, il cui esito è ancora da definire;
  •  6 immobili non hanno ancora presentato alcuna pratica.
  •  1 immobile ha presentato una perizia su cui l’ufficio non si è ancora espresso;
  •  2 immobili hanno presentato formale richiesta di proroga dei termini dell’art. 11;
  •  1 immobile ha richiesto di essere stralciato dall’art. 11;

Sono dati oggettivi contenuti nella Delibera di Giunta n° 127 del 30.07.2026. Definire indistintamente tutte queste situazioni come "procedura in corso" può certamente portare a parlare di un (se la matematica non è un’opinione) 44% di successo (non l’80% che probabilmente comprende anche eventuali semplici “interlocuzioni”, rimaste però tali), ma rischia anche di trasmettere ai cittadini un'immagine molto più avanzata e ottimistica di quella reale.

Esiste infatti una differenza sostanziale tra un intervento completamente autorizzato, uno fermo a un'autorizzazione preliminare e uno che non ha ancora avviato alcun procedimento.

Se oggi si applicasse l'art. 11 delle NTA nella sua formulazione vigente, il quadro sarebbe molto diverso da quello descritto dall'Amministrazione. Allo stato attuale, infatti, un solo edificio ha completato integralmente il percorso previsto dalla norma. (ed allora sarebbe più veritiero parlare di un 6% di “successo”).
Per tutti gli altri immobili il procedimento non risulta perfezionato e, seguendo una rigorosa applicazione dell'art. 11, troverebbero applicazione le conseguenze previste dalla disciplina vigente, compresa la drastica riduzione della capacità edificatoria.
Fatta salva l’applicazione della condizione sospensiva prevista dall’art. 11.3 g (che sospende i 24 mesi di tempo per gli edifici interessati da pignoramenti e situazioni simili).
L'eventuale proroga dei termini proposta nella Delibera di Giunta n° 127 potrà vedere la luce al termine dell’iter di approvazione della variante puntuale di PGT attualmente in corso, primavera/estate 2027 ?, e non modifica la situazione esistente ad oggi.

Ed è proprio questo il punto.

Una futura e auspicabile proroga potrà certamente consentire di recuperare situazioni oggi non concluse. Ma questo non significa che tali risultati siano già stati raggiunti, né che possano essere utilizzati per valutare l'efficacia della norma fino a questo momento.

I tempi di approvazione di paesaggistiche e pratiche edilizie si conoscono bene e i 24 mesi previsti dalla norma costituivano un tempo più che congruo.

La politica dovrebbe sempre distinguere tra i risultati conseguiti e quelli che spera di conseguire. Per questo riteniamo che il giudizio sull'art. 11 debba fondarsi sui fatti: oggi un solo immobile su diciotto ha completato l'iter previsto dalla norma. Questo è il dato oggettivo da cui partire per qualsiasi valutazione seria.

Una riflessione finale è inevitabile.

Va riconosciuto all'attuale Amministrazione un indubbio talento nella comunicazione: riesce spesso a confezionare numeri e statistiche in modo da far apparire straordinari anche risultati che, osservati più da vicino, raccontano una realtà ben diversa. È una qualità che, probabilmente, risulterebbe molto gradita in un'agenzia di marketing pubblicitario.

In un'amministrazione pubblica, però, i cittadini hanno diritto soprattutto a una cosa: che i numeri vengano raccontati per quello che sono, senza bisogno di effetti speciali.
Il gruppo consiliare CasateSi
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