Colle B.za: la minoranza insiste per un nido (o una sezione primavera) in paese

Dopo l'ultimo consiglio comunale di Colle Brianza, in cui è stata approvata la convenzione per l’accesso ai nidi dei comuni limitrofi di Galbiate e di Castello Brianza, il tema dei servizi per la prima infanzia torna al centro del dibattito. La minoranza, pur avendo votato a favore dell’accordo, chiede che questa soluzione non chiuda la porta a un progetto stabile sul territorio.

''In consiglio abbiamo votato a favore - spiega Marco Manzoni, capogruppo di minoranza - perché le famiglie di Colle, che oggi non hanno un’alternativa, hanno diritto a questo servizio''. Il sostegno alla convenzione, però, viene accompagnato da una richiesta precisa: ''Vorremmo che tali convenzioni non diventino un pretesto per non valutare un asilo nido nella struttura parrocchiale già esistente, oppure per non pensare a una sezione primavera''.
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L’ipotesi indicata dalla minoranza si muove su due possibili livelli di risposta al bisogno: da un lato un nido per bambini dai 3 mesi ai 2 anni; dall’altro una sezione primavera, rivolta alla fascia 2-3 anni, passaggio intermedio tra nido e scuola dell’infanzia.

''Nel corso del consiglio, la sindaca Tiziana Galbusera ha brevemente risposto che i numeri dei richiedenti sono troppo contenuti'', riprende Manzoni. Un dato che, secondo la minoranza, merita comunque di essere letto in prospettiva pensando al fatto che ''già sei famiglie stanno usufruendo del servizio nei due comuni convenzionati. L'idea è quella di progettare un servizio condiviso, strutturato e organizzato, possa portare ad altre possibili richieste a Colle''.
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Il ragionamento parte da una considerazione più ampia, legata ai bisogni delle famiglie e all’evoluzione dei servizi locali. ''Ormai tutti i comuni stanno mettendo a disposizione questo tipo di servizio, perché per le famiglie di oggi sta diventando fondamentale. Crediamo che avere nidi o sezioni primavera nel proprio Comune, senza spostarsi, possa essere ancora più vantaggioso per i concittadini''.

La minoranza invita quindi l’amministrazione a non fermarsi: la richiesta è avviare una valutazione concreta su soluzioni interne, sfruttando strutture già presenti e costruendo un servizio capace di crescere con le necessità del territorio.

M.E.
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