Villa Greppi: con Marta Comi il bilancio di dieci anni spesi a favore di cultura e territorio
Con il rinnovo del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Brianteo Villa Greppi - dallo scorso 4 agosto guidato da Gianni Confalonieri, affiancato da Ramona Brivio, Luca Rigamonti, Elvira De Marco e Patrizia Rizzotti, nominati all'unanimità dall'assemblea dei soci - non si esaurisce solo la consolidata esperienza di Lucia Urbano, ma anche quella di Marta Comi, già vicesindaco di Casatenovo e per un decennio esponente del CdA dell'ente culturale con sede a Monticello, per il quale aveva rivestito anche la carica di presidente (dal 2016 al 2021).
Una figura di riferimento per il Consorzio: per tanti anni la strada dell'amministratrice e quella dello storico compendio posto al confine tra le province di Lecco e di Monza, si sono incrociate quotidianamente. Molte delle azioni intraprese nel recente passato - dalla programmazione culturale alle scelte attinenti il patrimonio e la sua valorizzazione - portano anche la sua ''firma''.
A conclusione di questa lunga parentesi, chiusa con l'incarico di vicepresidente, ci è sembrato dunque doveroso porle qualche domanda sul percorso intrapreso in questi ultimi due lustri da Villa Greppi, ma anche e soprattutto sulla sua esperienza, amministrativa e personale. Ne è emerso un bilancio positivo: tanti i motivi di orgoglio e soddisfazione, al netto di qualcosa che con il senno del poi avrebbe cambiato. E un augurio finale al nuovo CdA.

-Si è da poco conclusa una lunga parentesi al servizio del Consorzio Brianteo Villa Greppi. Se lo aspettava che sarebbe terminata, o al contrario pensava che potesse essere riconfermato il Suo impegno nel nuovo CdA, tenendo conto dell'esperienza maturata in questi anni?
La composizione di un CdA risponde alle esigenze dei soci e alle disponibilità dei candidati, in particolare sulla condivisione degli indirizzi programmatici. Io ho una visione chiara del Consorzio Villa Greppi, come riferimento culturale a servizio della comunità. E’ il risultato del lavoro fatto in questi dieci anni e non mi sentirei di condividere altre strade.
-Se si guarda indietro, cosa è cambiato dal 2016 quando per la prima volta fu eletta alla presidenza del CdA?
Oggi Villa Greppi è riconosciuta come esperienza di livello regionale presa a modello da altri territori. A mio avviso la trasformazione di questi dieci anni si può leggere in tre elementi:
L’ingaggio delle direzioni artistiche che ha permesso di moltiplicare esponenzialmente le proposte culturali e di alzare molto il livello qualitativo.
La spinta nella riqualificazione del patrimonio immobiliare, con due novità rispetto al passato. Tutti gli spazi sono stati destinati esclusivamente a funzioni culturali. Abbiamo finanziato le ristrutturazioni con fondi reperiti dai bandi, senza chiedere risorse ai soci.
La valenza territoriale del Consorzio, valorizzata attraverso il coinvolgimento di molti comuni interessati ai servizi culturali, che si sono uniti a Villa Greppi a vario titolo.
-Di cosa si sente particolarmente orgogliosa e cosa invece, se potesse tornare indietro, cambierebbe?
La squadra di professionisti che ho ingaggiato nel primo mandato: le direzioni artistiche e scientifiche per i progetti culturali, l’addetta stampa, le project manager per il reperimento di fondi, l’agronomo per la gestione del parco, la nuova direzione della scuola di musica. Figure specializzate che non erano previste e che insieme all’organico amministrativo hanno contribuito al rilancio del Consorzio. La consapevolezza di prendersi cura di un luogo simbolico e di un progetto da rinnovare che nasceva nel solco di una grande storia, hanno guidato la collaborazione di un grande gruppo di lavoro.
Se potessi tornare indietro rinnoverei alcuni elementi strutturali che non comprendendo lo spirito del nuovo corso lo hanno ostacolato, con questioni che definirei di estetica burocratica.
-Pensa che l'uscita da Villa Greppi di alcuni comuni della provincia di Monza, negli anni scorsi, sia stata dettata da ragioni di natura esclusivamente politica? Oppure che, con il senno del poi, potesse essere evitata? Se sì, come?
Esiste forse una scelta amministrativa che non sia dettata da ragioni politiche?
Uscire da un Consorzio di cui si è soci fondatori, con cinquant’anni di storia e che ha dato vita ad una scuola superiore, rinunciando a priori ad avanzare proposte di rinnovamento, credo sia già una risposta.
-Che cosa le ha insegnato questa esperienza amministrativa?
Mi sono sempre sentita portata per la politica sovracomunale, ho iniziato da giovane consigliera con il Comitato per la pace, poi Villa Greppi e infine la presidenza del Comitato e dell’Assemblea di Lario Reti Holding. Queste esperienze hanno confermato in me la convinzione che la collaborazione tra amministrazioni sia la chiave di volta per le politiche locali. Sebbene richieda un lavoro impegnativo, è la strategia vincente, ma non deve essere usata per far prevalere gli interessi di un comune sugli altri.
-Dopo dieci anni, che cosa porterà con sé di Villa Greppi? E se dovesse tornare come visitatrice, cosa spera di ritrovare?
Porto con me un’esperienza affascinante e ringrazio tutti coloro con cui ho avuto la fortuna di collaborare. Ringrazio anche le moltissime persone che hanno avuto la gentilezza di inviarmi un messaggio di stima al termine di questo percorso.
Tornerò spesso e spero di ritrovare la grande affluenza di pubblico, le migliaia di persone (le contiamo ogni anno) che escono di casa, con la pioggia e con il sole, e partecipano ai percorsi artistici, letterari, storici, musicali, teatrali del Consorzio Villa Greppi. Vorrei sempre rivedere i sorrisi entusiasti che smentiscono chi ancora sottovaluta l’importanza della cultura.
-C'è qualcosa che spera che il nuovo CdA non perda di vista?
Innanzitutto rivolgo i migliori auguri di buon lavoro al nuovo Consiglio di Amministrazione, spero che i suoi componenti possano vivere l’entusiasmo di ricoprire un ruolo in luogo che ispira passione per la storia e per la bellezza.
Auspico che resti valorizzato il Tavolo degli Assessori alla Cultura, un organismo di collaborazione tra i Comuni che è collante e volano della programmazione culturale del Consorzio.
-Con la conclusione dell'incarico al Consorzio si chiude, almeno per il momento, la Sua esperienza amministrativa al servizio del territorio, che dopo le ultime elezioni a Casatenovo si era già ridotta. E' un aspetto che Le manca e rispetto al quale pensa di avere ancora qualcosa da dare, magari in un prossimo futuro?
La politica fa parte della mia vita, è una delle mie passioni, l’ho ereditata dal mio papà. Per me è un modo per dare una mano alla mia comunità, lavorare per il suo progresso, renderla più unita e, magari, più felice.
A volte la politica vive di fasi, periodi di impegno diretto e periodi di impegno indiretto e può capitare che si alternino.
Una figura di riferimento per il Consorzio: per tanti anni la strada dell'amministratrice e quella dello storico compendio posto al confine tra le province di Lecco e di Monza, si sono incrociate quotidianamente. Molte delle azioni intraprese nel recente passato - dalla programmazione culturale alle scelte attinenti il patrimonio e la sua valorizzazione - portano anche la sua ''firma''.
A conclusione di questa lunga parentesi, chiusa con l'incarico di vicepresidente, ci è sembrato dunque doveroso porle qualche domanda sul percorso intrapreso in questi ultimi due lustri da Villa Greppi, ma anche e soprattutto sulla sua esperienza, amministrativa e personale. Ne è emerso un bilancio positivo: tanti i motivi di orgoglio e soddisfazione, al netto di qualcosa che con il senno del poi avrebbe cambiato. E un augurio finale al nuovo CdA.

Alcune immagini di Marta Comi immortalata durante le iniziative del Consorzio Villa Greppi
-Si è da poco conclusa una lunga parentesi al servizio del Consorzio Brianteo Villa Greppi. Se lo aspettava che sarebbe terminata, o al contrario pensava che potesse essere riconfermato il Suo impegno nel nuovo CdA, tenendo conto dell'esperienza maturata in questi anni?
La composizione di un CdA risponde alle esigenze dei soci e alle disponibilità dei candidati, in particolare sulla condivisione degli indirizzi programmatici. Io ho una visione chiara del Consorzio Villa Greppi, come riferimento culturale a servizio della comunità. E’ il risultato del lavoro fatto in questi dieci anni e non mi sentirei di condividere altre strade.

Oggi Villa Greppi è riconosciuta come esperienza di livello regionale presa a modello da altri territori. A mio avviso la trasformazione di questi dieci anni si può leggere in tre elementi:
L’ingaggio delle direzioni artistiche che ha permesso di moltiplicare esponenzialmente le proposte culturali e di alzare molto il livello qualitativo.
La spinta nella riqualificazione del patrimonio immobiliare, con due novità rispetto al passato. Tutti gli spazi sono stati destinati esclusivamente a funzioni culturali. Abbiamo finanziato le ristrutturazioni con fondi reperiti dai bandi, senza chiedere risorse ai soci.
La valenza territoriale del Consorzio, valorizzata attraverso il coinvolgimento di molti comuni interessati ai servizi culturali, che si sono uniti a Villa Greppi a vario titolo.
-Di cosa si sente particolarmente orgogliosa e cosa invece, se potesse tornare indietro, cambierebbe?La squadra di professionisti che ho ingaggiato nel primo mandato: le direzioni artistiche e scientifiche per i progetti culturali, l’addetta stampa, le project manager per il reperimento di fondi, l’agronomo per la gestione del parco, la nuova direzione della scuola di musica. Figure specializzate che non erano previste e che insieme all’organico amministrativo hanno contribuito al rilancio del Consorzio. La consapevolezza di prendersi cura di un luogo simbolico e di un progetto da rinnovare che nasceva nel solco di una grande storia, hanno guidato la collaborazione di un grande gruppo di lavoro.
Se potessi tornare indietro rinnoverei alcuni elementi strutturali che non comprendendo lo spirito del nuovo corso lo hanno ostacolato, con questioni che definirei di estetica burocratica.
Esiste forse una scelta amministrativa che non sia dettata da ragioni politiche?
Uscire da un Consorzio di cui si è soci fondatori, con cinquant’anni di storia e che ha dato vita ad una scuola superiore, rinunciando a priori ad avanzare proposte di rinnovamento, credo sia già una risposta.

Mi sono sempre sentita portata per la politica sovracomunale, ho iniziato da giovane consigliera con il Comitato per la pace, poi Villa Greppi e infine la presidenza del Comitato e dell’Assemblea di Lario Reti Holding. Queste esperienze hanno confermato in me la convinzione che la collaborazione tra amministrazioni sia la chiave di volta per le politiche locali. Sebbene richieda un lavoro impegnativo, è la strategia vincente, ma non deve essere usata per far prevalere gli interessi di un comune sugli altri.

Porto con me un’esperienza affascinante e ringrazio tutti coloro con cui ho avuto la fortuna di collaborare. Ringrazio anche le moltissime persone che hanno avuto la gentilezza di inviarmi un messaggio di stima al termine di questo percorso.
Tornerò spesso e spero di ritrovare la grande affluenza di pubblico, le migliaia di persone (le contiamo ogni anno) che escono di casa, con la pioggia e con il sole, e partecipano ai percorsi artistici, letterari, storici, musicali, teatrali del Consorzio Villa Greppi. Vorrei sempre rivedere i sorrisi entusiasti che smentiscono chi ancora sottovaluta l’importanza della cultura.
Innanzitutto rivolgo i migliori auguri di buon lavoro al nuovo Consiglio di Amministrazione, spero che i suoi componenti possano vivere l’entusiasmo di ricoprire un ruolo in luogo che ispira passione per la storia e per la bellezza.
Auspico che resti valorizzato il Tavolo degli Assessori alla Cultura, un organismo di collaborazione tra i Comuni che è collante e volano della programmazione culturale del Consorzio.

La politica fa parte della mia vita, è una delle mie passioni, l’ho ereditata dal mio papà. Per me è un modo per dare una mano alla mia comunità, lavorare per il suo progresso, renderla più unita e, magari, più felice.
A volte la politica vive di fasi, periodi di impegno diretto e periodi di impegno indiretto e può capitare che si alternino.
G.C.


















