Barzanò: il sogno di Giorgio Antezza si sta per realizzare. L’emozione della famiglia per la grande risposta del territorio
Il corpo può trovarsi limitato dalla malattia, ma la mente resta capace di spingersi oltre ogni ostacolo, fino a toccare le vette più alte. È questo il messaggio di forza lanciato da Giorgio Antezza, affetto da SLA, che il prossimo 6 settembre si appresta a raggiungere i Laghi del Cancano a bordo di una joelette assistita grazie al progetto “Joeletti con Giorgio?” (ne abbiamo parlato QUI). Un’iniziativa promossa energicamente dal CAI sezione di Barzanò, che fin dall’inizio si è mostrato disponibile a trasformare un sogno personale in una grande giornata di inclusione e solidarietà per tutto il territorio.
Il desiderio di Giorgio era quello di raggiungere il Pass Lunghin in Svizzera, un punto simbolico da cui nascono tre fiumi che sfociano in tre mari diversi, per versarvi idealmente un goccio d'acqua capace di estinguere le guerre nel mondo. Le sue condizioni mediche hanno reso però impraticabile e troppo rischioso quel sentiero scosceso, portando Antezza e il presidente del CAI di Barzanò Stefano Cazzaniga a optare per la meta valtellinese, mantenendo intatto il profondo significato di pace e unione.
A ripercorrere i preparativi di questo percorso è stata la moglie Carmela di Giorgio, da sempre al suo fianco con dedizione instancabile: “Quando abbiamo inviato le nostre lettere a diverse realtà, non ci aspettavamo una risposta simile. Stefano è venuto direttamente a trovarci, ha ascoltato la storia di mio marito e ha dimostrato una sensibilità straordinaria. Per me, oltre alla disponibilità concreta, la qualità umana delle persone fa tutta la differenza. Quando ci ha spiegato con chiarezza che il percorso svizzero non era fattibile in sicurezza per le condizioni di Giorgio si è creato un confronto bellissimo, un venire incontro l'uno all'altro, che ci ha molto colpito”.
L'iniziativa non vedrà protagonista solo Giorgio: la mobilitazione ha già portato all'adesione di altre due persone con disabilità, che si uniranno all'uscita programmata, oltre a quasi un centinaio di altri iscritti. “Vedere una partecipazione così attiva ci rende felicissimi - ha continuato Carmela - Sensibilizzare la comunità è fondamentale perché una persona con disabilità non deve mai essere vista come qualcosa di fermo o isolato e spesso ci sono barriere che impediscono di stare in armonia con gli altri. In questa occasione però stiamo trovando una grande accoglienza, davvero toccante, oltre al fatto che la joelette acquistata grazie ai donatori non servirà solo a Giorgio, ma rimarrà a disposizione di tutta la comunità e del territorio della Brianza. Ciò permetterà ad adulti e bambini con limitazioni di vivere la bellezza della montagna”.
A dare ulteriore valore all'iniziativa è giunta la vicinanza di Alessandra Locatelli, ministro per le disabilità, che, pur non potendo essere presente all’iniziativa a causa di impegni istituzionali, ha voluto inviare un messaggio di stima e affetto: “Portare Giorgio in alta quota, permettergli di tornare a vivere la montagna, è un gesto che dice molto di più di tante parole: dice che nessuno resta indietro, che la comunità sa farsi carico, letteralmente, dei sogni di chi ne fa parte. L'idea di acquistare una joelette assistita da mettere poi a disposizione di tutte le associazioni del territorio è un ulteriore segno di generosità che guarda al futuro oltre la singola giornata”.
In vista dell'evento, lo stesso Giorgio ha già preparato un discorso da condividere con tutti i partecipanti, un testo carico di ironia e profonda gratitudine: “Mente pronta e corpo piatto, questa è la mia definizione del mio stato attuale. Proprio con la mente pronta vorrei ringraziare di cuore tutti coloro che verranno in cima ai laghi di Cancano e tutti i donatori che ci hanno permesso di acquistare la joelette, un mezzo inclusivo utilissimo per godere della montagna e di tutti i luoghi non raggiungibili con una normale carrozzina”.
Il messaggio continua con i ringraziamenti verso tutto il gruppo del CAI di Barzanò, lo staff dell'ASST di Merate e il ministro Locatelli per le belle parole. Un pensiero speciale è dedicato anche alla sua famiglia e a sua moglie Carmela, per poi ricordare il profondo legame simbolico tra il suo desiderio iniziale e il cammino che sta per compiersi: “Il sogno era raggiungere il Pass Lunghin in Svizzera con l'idea di versare simbolicamente un'acqua capace di spegnere i focolai di guerra. Ma a ben pensarci anche l'acqua di questo lago rappresenta la stessa identica cosa: attraverso gli stretti e i mari, l'acqua raggiunge ugualmente le coste degli attuali conflitti. L'auspicio simbolico vuole essere, riuniti tutti insieme con la forza dei nostri pensieri benevoli, quello di fermare le guerre nel mondo. Il giro dei Laghi del Cancano ci permetterà di fare un cerchio, proprio come un pompiere circoscrive un incendio”.
Un'attesa carica di significato per una giornata che si preannuncia indimenticabile, capace di regalare al territorio della Brianza non solo uno strumento di accessibilità, ma una grande lezione di vita.
Chi volesse conoscere meglio l'iniziativa o sostenerla con una donazione può cliccare QUI


















