Barzanò: il grazie di Mariateresa che ricorda il 'suo' Carlo Motto
A pochi giorni dall’ultimo saluto a Carlo Motto, consigliere comunale di Barzanò e volontario instancabile scomparso lo scorso 28 agosto all’età di 72 anni, la moglie Mariateresa Angelico ha voluto condividere con la comunità un intenso ricordo dell’uomo con il quale ha condiviso quarantacinque anni di vita.
Una testimonianza intima e personale, quella della consorte, che racconta Carlo non soltanto come il volto conosciuto da tanti per il suo impegno pubblico e nel volontariato, ma soprattutto come marito, padre e compagno di una vita iniziata insieme quando entrambi erano ancora giovanissimi.

Motto, residente nella frazione di San Feriolo, negli anni era diventato una presenza conosciuta ben oltre i confini di Barzanò. Consigliere comunale del gruppo di maggioranza Impegno Civico, seguiva in particolare le tematiche legate al patrimonio, alla sicurezza e all’ecologia. Era inoltre referente del Controllo del Vicinato, volontario dell’Associazione Nazionale Carabinieri e componente del Corpo Volontari Protezione Civile della Brianza, del quale faceva parte anche del direttivo.
Una dedizione alla comunità proseguita fino agli ultimi mesi della sua vita. Come era emerso anche nei giorni della sua scomparsa, dopo aver scoperto la malattia Carlo aveva continuato, finché possibile, a occuparsi della famiglia e dei suoi numerosi impegni, con il desiderio di “lasciare tutto in ordine”.
Il grande affetto costruito nel corso degli anni si è mostrato anche in occasione dei funerali, celebrati lunedì 31 agosto nella chiesa di San Vito, quando accanto alla famiglia si erano stretti amministratori, volontari, rappresentanti delle associazioni e moltissimi cittadini.
Ed è proprio per questa vicinanza che Mariateresa, anche a nome dei figli e dell’intera famiglia, ha voluto innanzitutto rivolgere un ringraziamento alla comunità. Centinaia i messaggi, gli abbracci, i ricordi e le parole ricevute nei giorni successivi alla morte di Carlo: testimonianze arrivate dalle associazioni nelle quali aveva prestato servizio, dalla Protezione Civile, dall’ANC, dall’Amministrazione comunale, dal Controllo del Vicinato e da tante persone che lo avevano incontrato nel corso degli anni.
Un affetto che, pur nel dolore della perdita, ha rappresentato per la famiglia un conforto enorme. “Mi ha fatto un bene immenso vedere quanto fosse conosciuto, stimato e soprattutto quanto fosse voluto bene”, ha scritto Mariateresa, sottolineando come attraverso le parole degli altri abbia potuto riscoprire anche quella parte del marito che, fuori dalla famiglia, donava con naturalezza tempo ed energie agli altri.
“Grazie per ogni parola, per ogni ricordo, per ogni gesto di vicinanza. Grazie a chi gli è stato vicino nel corso degli anni e a chi, anche solo con un messaggio, ha voluto esserci vicino adesso”, è il pensiero rivolto dalla moglie, dai figli e dalla famiglia a tutti coloro che hanno voluto manifestare il proprio affetto. La consapevolezza che Carlo abbia lasciato “un pezzetto di sé anche in tante altre persone” è qualcosa che i suoi cari porteranno con loro.
Accanto al ringraziamento, Mariateresa ha affidato alle parole una lunga "testimonianza". Un racconto che parte dal loro primo incontro, quando lei aveva appena sedici anni, attraversa quarantacinque anni di matrimonio e arriva agli ultimi giorni della malattia, restituendo il ritratto più personale di Carlo Motto.
Di seguito i testi integrali.
Una testimonianza intima e personale, quella della consorte, che racconta Carlo non soltanto come il volto conosciuto da tanti per il suo impegno pubblico e nel volontariato, ma soprattutto come marito, padre e compagno di una vita iniziata insieme quando entrambi erano ancora giovanissimi.

Carlo Motto, secondo da sinistra
Motto, residente nella frazione di San Feriolo, negli anni era diventato una presenza conosciuta ben oltre i confini di Barzanò. Consigliere comunale del gruppo di maggioranza Impegno Civico, seguiva in particolare le tematiche legate al patrimonio, alla sicurezza e all’ecologia. Era inoltre referente del Controllo del Vicinato, volontario dell’Associazione Nazionale Carabinieri e componente del Corpo Volontari Protezione Civile della Brianza, del quale faceva parte anche del direttivo.
Una dedizione alla comunità proseguita fino agli ultimi mesi della sua vita. Come era emerso anche nei giorni della sua scomparsa, dopo aver scoperto la malattia Carlo aveva continuato, finché possibile, a occuparsi della famiglia e dei suoi numerosi impegni, con il desiderio di “lasciare tutto in ordine”.

Carlo Motto, secondo da sinistra
Il grande affetto costruito nel corso degli anni si è mostrato anche in occasione dei funerali, celebrati lunedì 31 agosto nella chiesa di San Vito, quando accanto alla famiglia si erano stretti amministratori, volontari, rappresentanti delle associazioni e moltissimi cittadini.
Ed è proprio per questa vicinanza che Mariateresa, anche a nome dei figli e dell’intera famiglia, ha voluto innanzitutto rivolgere un ringraziamento alla comunità. Centinaia i messaggi, gli abbracci, i ricordi e le parole ricevute nei giorni successivi alla morte di Carlo: testimonianze arrivate dalle associazioni nelle quali aveva prestato servizio, dalla Protezione Civile, dall’ANC, dall’Amministrazione comunale, dal Controllo del Vicinato e da tante persone che lo avevano incontrato nel corso degli anni.
Un affetto che, pur nel dolore della perdita, ha rappresentato per la famiglia un conforto enorme. “Mi ha fatto un bene immenso vedere quanto fosse conosciuto, stimato e soprattutto quanto fosse voluto bene”, ha scritto Mariateresa, sottolineando come attraverso le parole degli altri abbia potuto riscoprire anche quella parte del marito che, fuori dalla famiglia, donava con naturalezza tempo ed energie agli altri.

“Grazie per ogni parola, per ogni ricordo, per ogni gesto di vicinanza. Grazie a chi gli è stato vicino nel corso degli anni e a chi, anche solo con un messaggio, ha voluto esserci vicino adesso”, è il pensiero rivolto dalla moglie, dai figli e dalla famiglia a tutti coloro che hanno voluto manifestare il proprio affetto. La consapevolezza che Carlo abbia lasciato “un pezzetto di sé anche in tante altre persone” è qualcosa che i suoi cari porteranno con loro.
Accanto al ringraziamento, Mariateresa ha affidato alle parole una lunga "testimonianza". Un racconto che parte dal loro primo incontro, quando lei aveva appena sedici anni, attraversa quarantacinque anni di matrimonio e arriva agli ultimi giorni della malattia, restituendo il ritratto più personale di Carlo Motto.
Di seguito i testi integrali.
Barzanò, 03 settembre 2026
Una testimonianza su mio marito
Vorrei lasciare una testimonianza su mio marito, l'uomo che è stato il punto di riferimento della mia vita fin dal giorno in cui ci siamo incontrati.
Avevo sedici anni quando lo conobbi a Levo di Stresa. Prestavo servizio come assistente volontaria in una colonia estiva insieme a sua sorella Luisa, che purtroppo ci ha lasciati nel 2021. Un giorno lui venne a trovarla e, senza che nessuno potesse immaginarlo, le nostre vite si incontrarono per non separarsi più.
Tra noi nacque subito una bella amicizia, durata circa tre anni.
Erano tempi diversi: ci scrivevamo lettere, che conservo ancora oggi come il bene più prezioso. Io abitavo a Rho, lui in Brianza. Non esistevano telefoni cellulari né internet. Per sentirlo chiamavo il telefono del bar vicino a casa sua da una cabina a gettoni.
Poi arrivò il matrimonio. Io avevo ventitré anni, lui ventisette.
Lo scorso 2 marzo abbiamo festeggiato quarantacinque anni di vita insieme. Quarantacinque anni fatti di amore, sacrifici, sorrisi, difficoltà superate mano nella mano e di quella serenità che solo una vita condivisa riesce a costruire.
Come tutti aveva pregi e difetti. Ma c'era una cosa che non è mai cambiata: il suo cuore.
Era presente, premuroso, attento. Anche quando uscivo semplicemente per una passeggiata mi raccomandava sempre di fare attenzione. Erano parole semplici, quasi banali, ma oggi capisco che dentro quelle raccomandazioni c'era il modo più autentico che aveva di dirmi: "Ti voglio bene."
Mio marito è stato una persona che ha lasciato un segno ovunque sia passato.
Aveva una profonda integrità morale e negli ultimi anni ha dedicato gran parte della sua vita alla comunità. Lo ha fatto senza chiedere nulla in cambio, senza cercare riconoscimenti, senza aspettarsi applausi. Anzi, molte volte sosteneva personalmente anche i costi delle iniziative in cui credeva, perché era convinto che fare il bene fosse semplicemente la cosa giusta da fare.
Non si è mai arreso davanti alle difficoltà.
Non si è mai lasciato intimidire da nessuno. Per lui contavano soltanto la verità, la giustizia e il bene delle persone.
Aveva una fiducia disarmante nel prossimo. Ripeteva spesso che in ogni persona esiste qualcosa di buono e cercava sempre quel bene, anche quando gli altri non riuscivano più a vederlo.
Quando vedeva un'ingiustizia non riusciva a voltarsi dall'altra parte. Sentiva il dovere di intervenire, anche se questo significava esporsi personalmente.
Molti di voi lo hanno conosciuto. Molti hanno ricevuto da lui un aiuto, un consiglio, una parola di conforto o semplicemente la certezza che, nel momento del bisogno, lui ci sarebbe stato.
Negli ultimi giorni della sua malattia pronunciò una frase che porterò nel cuore per tutta la vita:
"Il mio tempo qui si è esaurito."
Poi aggiungeva che, se non avesse più potuto essere utile agli altri, era pronto ad accettare ciò che sarebbe venuto.
Perfino negli ultimi giorni continuava a pensare agli altri prima che a sé stesso.
Ogni visita lo commuoveva profondamente. Ma dopo pochi istanti ritrovava il sorriso e finiva per incoraggiare chi era venuto a confortarlo. Era fatto così. Anche nel dolore cercava di regalare forza.
In questi giorni ho scoperto qualcosa che già sapevo, ma che forse non avevo mai visto fino in fondo.
Ho scoperto quanto amore abbia seminato.
Le centinaia di messaggi ricevuti, le lacrime sincere, gli abbracci, i ricordi raccontati da tante persone mi hanno fatto comprendere che mio marito non apparteneva soltanto alla nostra famiglia.
Apparteneva, in qualche modo, a tutti coloro che avevano avuto la fortuna di incontrarlo.
E credo che questa sia la forma più bella di ricchezza che una persona possa lasciare.
Sono certa che ognuno conserverà di lui un ricordo diverso: un sorriso, una stretta di mano, un gesto di generosità, una parola detta al momento giusto.
Mi auguro che il suo esempio continui a vivere nel cuore di chi lo ha conosciuto.
Perché una persona non continua a vivere soltanto nei ricordi di chi la ama, ma anche nel bene che ha saputo lasciare negli altri.
Io ho avuto il privilegio di condividere con lui quarantacinque anni della mia vita.
È stato il dono più grande che potessi ricevere.
Mi manca immensamente.
Mi mancherà ogni giorno della mia vita.
Ma il suo amore, il suo esempio e tutto il bene che ha seminato continueranno ad accompagnarmi finché avrò respiro.
Nel mio cuore ho riassunto ciò che è stato in una frase che lui non ha mai pronunciato, ma che ha scritto ogni giorno con il suo esempio:
"La vita di una persona diventa eterna quando continua a vivere nel bene che ha lasciato agli altri."
Questo è il ricordo che desidero custodire e condividere.
Che il suo esempio possa continuare ad accompagnare tutti noi e, soprattutto, ispirare i giovani e le generazioni che verranno.
"Ci sono persone che attraversano il mondo in silenzio, senza cercare applausi. Ma quando se ne vanno, è proprio quel silenzio a raccontare la grandezza della loro esistenza."
Grazie, con tutto il cuore.
In questi giorni ho letto e riletto tantissimi messaggi arrivati per la scomparsa di mio marito, e ogni volta è stato difficile trovare le parole per rispondere.
Il dolore per la sua perdita è ancora troppo grande, e ci sono momenti in cui sembra impossibile riuscire a parlare di lui senza che la commozione prenda il sopravvento.
Eppure, dentro questo dolore, i vostri messaggi sono stati per me, per i nostri figli e per tutta la nostra famiglia un abbraccio immenso.
Ho letto le parole delle tante associazioni alle quali dedicava il suo tempo, della Protezione Civile, dell'ANC, dell'Amministrazione comunale, del Controllo del Vicinato e di tutte le realtà nelle quali, in un modo o nell'altro, si era impegnato.
E mi ha fatto un bene immenso vedere quanto fosse conosciuto, stimato e soprattutto quanto fosse voluto bene.
Io sapevo bene chi era.
Lo conoscevo nella sua vita di ogni giorno, nelle sue passioni, nei suoi difetti, nelle sue testardaggini, nei suoi momenti belli e in quelli più difficili. Lo conoscevo come marito, come papà, come compagno di vita.
Per me era una persona speciale. Lo è stato e lo sarà sempre.
Ma in questi giorni, attraverso le vostre parole, ho avuto la possibilità di vedere anche un'altra parte di lui: quella persona che sapeva donare il proprio tempo agli altri, che sentiva il bisogno di rendersi utile, di esserci, di dare una mano, di impegnarsi per la sua comunità.
E forse una delle cose che più mi commuove è proprio questa: sapere che tutto ciò che faceva con tanta naturalezza non è passato inosservato.
Voi lo avete visto.
Avete riconosciuto il suo impegno, la sua disponibilità, la sua generosità.
E oggi lo ricordate con affetto.
Per una moglie, per dei figli e per una famiglia che hanno perso una persona così importante, sapere che il proprio caro ha lasciato qualcosa di sé anche nel cuore degli altri è un conforto difficile da spiegare.
In questo momento non abbiamo grandi parole da dire. Abbiamo soltanto un enorme dolore e una gratitudine altrettanto grande.
Grazie a tutti voi per averlo ricordato.
Grazie per ogni parola, per ogni ricordo, per ogni gesto di vicinanza.
Grazie a chi gli è stato vicino nel corso degli anni e a chi, anche solo con un messaggio, ha voluto esserci vicino adesso.
Porteremo con noi ogni vostra parola.
E continueremo a camminare con il suo ricordo nel cuore, sapendo che, oltre all’amore immenso che ha lasciato nella sua famiglia, ha lasciato un pezzetto di sé anche in tante altre persone.
Grazie davvero.
Con tutto il nostro cuore.La moglie, i figli e tutta la famiglia



















