Barzanò: grazie al CAI si realizza il sogno di Giorgio, Sara e Gaia, arrivati sino ai Laghi di Cancano in joelette
Il ritrovo all'alba delle 5.30 a Bevera, la partenza carichi di aspettative e l’arrivo nella splendida cornice dei Laghi di Cancano. Domenica 6 settembre il sogno di Giorgio Antezza, barzanese affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), ha preso forma concretizzandosi in una giornata indimenticabile all’insegna della montagna, dell’amicizia e dell'abbattimento di ogni barriera.

Ben 150 infatti le persone che hanno aderito a ''Joeletti con Giorgio?'', l’iniziativa promossa dal CAI sezione di Barzanò che ha permesso al cittadino con origini lucane di raggiungere una delle mete più suggestive dell’Alta Valtellina, situata nel comune di Valdidentro all’interno del Parco nazionale dello Stelvio. Tra i partecipanti immancabili la moglie Carmela Di Giorgio, i figli e le due nipotine, oltre a un gruppo di amici e parenti giunti da ogni dove per condividere l’emozione di questo traguardo. Tutti insieme hanno accompagnato Giorgio alternandosi alla guida della joelette, una carrozzina speciale in grado di percorrere sentieri montani altrimenti inaccessibili.

Un'esperienza di autentica inclusione, condivisa con altre persone con disabilità che si sono aggregate all'escursione. Tra queste Sara Nannini, componente della Commissione comunale per le politiche a favore delle persone con disabilità di Casatenovo, salita anch'essa a bordo della joelette, e Gaia Zen, cittadina di Bormio in sedia a rotelle fin da piccola. La loro partecipazione ha ribadito con forza lo scopo solidale e inclusivo dell’escursione che, oltre a permettere la realizzazione di un sogno, garantirà l’acquisto di una carrozzina speciale che sarà poi messa a disposizione delle realtà scolastiche, sociali e non solo del territorio.

Prima dell'avvio lungo il percorso che costeggia i bacini d'acqua, a prendere la parola è stato lo stesso Giorgio Antezza con un toccante intervento introduttivo: ''Mente pronta e corpo piatto, questa è la mia definizione del mio stato attuale. Proprio con la mente pronta vorrei ringraziarvi di cuore per essere venuti fin qui e un grazie enorme va a tutti i donatori che ci hanno permesso di acquistare la joelette. Questo ausilio è un mezzo utilissimo per tutti i disabili per godere della montagna e dei luoghi non raggiungibili con una normale carrozzina. Il territorio della Brianza potrà utilizzarlo in modo gratuito: basterà contattare il CAI di Barzanò''.
Giorgio ha poi espresso profonda gratitudine verso la propria famiglia, nei confronti dell'intero staff del gruppo CAI barzanese, allo staff delle cure domiciliari e palliative dell'ASST di Merate e alla ministra per le disabilità Alessandra Locatelli per la vicinanza dimostrata a un'iniziativa unica nel suo genere. Non è mancato un richiamo dal profondo valore simbolico legato all'origine del progetto: ''Questa camminata nasceva dal sogno di raggiungere il Pass Lunghin in Svizzera con l’idea di versare simbolicamente dell'acqua per spegnere i focolai di guerra nel mondo. Pensandoci bene, anche l'acqua di questo lago rappresenta la stessa identica cosa: attraverso Gibilterra e il Bosforo raggiunge le coste dei teatri di conflitto. L'auspicio simbolico di essere qui tutti riuniti è fermare le guerre con la forza dei nostri pensieri benevoli''.

A portare i saluti dell'amministrazione barzanese è stata l'assessore ai servizi alla persona e politiche sociali Cristina Caroi: ''Oggi questa giornata rappresenta uno spiraglio di luce in un mondo che spesso appare duro e triste. Vedere così tante persone riunite dona una grande speranza. Crediamo fermamente in questi valori e siamo qui per dimostrarlo''.
Sulla stessa lunghezza d'onda le parole del presidente del CAI Barzanò Stefano Cazzaniga, affiancato dal consigliere Corrado Cazzaniga: ''Grazie a Giorgio e alla sua famiglia: fin dall'inizio da loro è tornato indietro un entusiasmo grande e contagioso e il sogno di Giorgio è diventato anche il nostro. Un grazie speciale a Stefano Toro e Dario Corbetta, agli sponsor, alle istituzioni, alle associazioni e in particolare all'associazione Dappertutto odv''.

A seguito dei saluti istituzionali, il corteo ha intrapreso sotto un cielo terso il sentiero con 142 metri di dislivello, giungendo con grinta fino alla diga che divide il lago di Cancano da quello di San Giacomo. Una volta oltrepassata la chiusa, il gruppo si è fermato per il pranzo al sacco nel prato antistante il Rifugio Val Fraele, per un momento di convivialità arricchito da importanti testimonianze. Sara Nannini qui ha infatti espresso grande gioia per l'opportunità vissuta: ''Aver visto un documentario sui Laghi di Cancano non è certo la stessa cosa che essere qui di persona. La compagnia è eccellente e questa esperienza non ha prezzo, rappresenta un punto di partenza per Casatenovo e per tutto il nostro territorio. Grazie a Giorgio, alla sua famiglia e a tutti voi: ci avete fatto un regalo enorme''.

Spazio poi alla voce di Marta Panzeri che da dieci anni convive con la sclerosi multipla, intervenuta per porre l’attenzione su realtà spesso invisibili: ''Inizialmente ho avvertito formicolii alla parte destra del corpo e dopo vari esami è arrivata la diagnosi. Nel mio caso si tratta di una forma prevalentemente sensoriale e mi ritengo fortunata, ma la prontezza nel capire che qualcosa non andava è stata fondamentale per curarmi subito. Non ho mai voluto che la malattia definisse chi sono. Spesso si vedono pubblicità tristi su questa patologia, ma c'è molto che si può fare e combattere grazie alle terapie. Volevo portare una visione positiva e di speranza''.
In chiusura, prima di intraprendere il percorso di rientro, è intervenuta con parole colme d'emozione la moglie Carmela: ''Grazie di cuore a tutti voi. Siete ciascuno parte di un quadro che, insieme, è diventato un vero capolavoro''.

Con gli occhi ancora pieni della bellezza dei paesaggi alpini e il cuore arricchito da una grande umanità, i partecipanti hanno così raggiunto le vetture percorrendo il medesimo cammino. Una giornata indimenticabile che ha trasformato un percorso di montagna in un ponte verso l'abbattimento di ogni ostacolo. Il ''capolavoro'' sognato da Giorgio è diventato realtà, lasciando in eredità al territorio non solo una joelette a disposizione della comunità, ma la prova concreta che, quando si cammina insieme, nessun traguardo è davvero inarrivabile.

Giorgio Antezza con la sua famiglia
Ben 150 infatti le persone che hanno aderito a ''Joeletti con Giorgio?'', l’iniziativa promossa dal CAI sezione di Barzanò che ha permesso al cittadino con origini lucane di raggiungere una delle mete più suggestive dell’Alta Valtellina, situata nel comune di Valdidentro all’interno del Parco nazionale dello Stelvio. Tra i partecipanti immancabili la moglie Carmela Di Giorgio, i figli e le due nipotine, oltre a un gruppo di amici e parenti giunti da ogni dove per condividere l’emozione di questo traguardo. Tutti insieme hanno accompagnato Giorgio alternandosi alla guida della joelette, una carrozzina speciale in grado di percorrere sentieri montani altrimenti inaccessibili.

Al centro la casatese Sara Nannini
Un'esperienza di autentica inclusione, condivisa con altre persone con disabilità che si sono aggregate all'escursione. Tra queste Sara Nannini, componente della Commissione comunale per le politiche a favore delle persone con disabilità di Casatenovo, salita anch'essa a bordo della joelette, e Gaia Zen, cittadina di Bormio in sedia a rotelle fin da piccola. La loro partecipazione ha ribadito con forza lo scopo solidale e inclusivo dell’escursione che, oltre a permettere la realizzazione di un sogno, garantirà l’acquisto di una carrozzina speciale che sarà poi messa a disposizione delle realtà scolastiche, sociali e non solo del territorio.

Al microfono Stefano Cazzaniga, presidente del CAI di Barzanò. Alla sua destra il consigliere Corrado Cazzaniga
Prima dell'avvio lungo il percorso che costeggia i bacini d'acqua, a prendere la parola è stato lo stesso Giorgio Antezza con un toccante intervento introduttivo: ''Mente pronta e corpo piatto, questa è la mia definizione del mio stato attuale. Proprio con la mente pronta vorrei ringraziarvi di cuore per essere venuti fin qui e un grazie enorme va a tutti i donatori che ci hanno permesso di acquistare la joelette. Questo ausilio è un mezzo utilissimo per tutti i disabili per godere della montagna e dei luoghi non raggiungibili con una normale carrozzina. Il territorio della Brianza potrà utilizzarlo in modo gratuito: basterà contattare il CAI di Barzanò''.

L'intervento del consigliere Cristina Caroi
A portare i saluti dell'amministrazione barzanese è stata l'assessore ai servizi alla persona e politiche sociali Cristina Caroi: ''Oggi questa giornata rappresenta uno spiraglio di luce in un mondo che spesso appare duro e triste. Vedere così tante persone riunite dona una grande speranza. Crediamo fermamente in questi valori e siamo qui per dimostrarlo''.
Sulla stessa lunghezza d'onda le parole del presidente del CAI Barzanò Stefano Cazzaniga, affiancato dal consigliere Corrado Cazzaniga: ''Grazie a Giorgio e alla sua famiglia: fin dall'inizio da loro è tornato indietro un entusiasmo grande e contagioso e il sogno di Giorgio è diventato anche il nostro. Un grazie speciale a Stefano Toro e Dario Corbetta, agli sponsor, alle istituzioni, alle associazioni e in particolare all'associazione Dappertutto odv''.

Gaia Zen
A seguito dei saluti istituzionali, il corteo ha intrapreso sotto un cielo terso il sentiero con 142 metri di dislivello, giungendo con grinta fino alla diga che divide il lago di Cancano da quello di San Giacomo. Una volta oltrepassata la chiusa, il gruppo si è fermato per il pranzo al sacco nel prato antistante il Rifugio Val Fraele, per un momento di convivialità arricchito da importanti testimonianze. Sara Nannini qui ha infatti espresso grande gioia per l'opportunità vissuta: ''Aver visto un documentario sui Laghi di Cancano non è certo la stessa cosa che essere qui di persona. La compagnia è eccellente e questa esperienza non ha prezzo, rappresenta un punto di partenza per Casatenovo e per tutto il nostro territorio. Grazie a Giorgio, alla sua famiglia e a tutti voi: ci avete fatto un regalo enorme''.

La testimonianza di Marta Panzeri
Spazio poi alla voce di Marta Panzeri che da dieci anni convive con la sclerosi multipla, intervenuta per porre l’attenzione su realtà spesso invisibili: ''Inizialmente ho avvertito formicolii alla parte destra del corpo e dopo vari esami è arrivata la diagnosi. Nel mio caso si tratta di una forma prevalentemente sensoriale e mi ritengo fortunata, ma la prontezza nel capire che qualcosa non andava è stata fondamentale per curarmi subito. Non ho mai voluto che la malattia definisse chi sono. Spesso si vedono pubblicità tristi su questa patologia, ma c'è molto che si può fare e combattere grazie alle terapie. Volevo portare una visione positiva e di speranza''.
In chiusura, prima di intraprendere il percorso di rientro, è intervenuta con parole colme d'emozione la moglie Carmela: ''Grazie di cuore a tutti voi. Siete ciascuno parte di un quadro che, insieme, è diventato un vero capolavoro''.

Con gli occhi ancora pieni della bellezza dei paesaggi alpini e il cuore arricchito da una grande umanità, i partecipanti hanno così raggiunto le vetture percorrendo il medesimo cammino. Una giornata indimenticabile che ha trasformato un percorso di montagna in un ponte verso l'abbattimento di ogni ostacolo. Il ''capolavoro'' sognato da Giorgio è diventato realtà, lasciando in eredità al territorio non solo una joelette a disposizione della comunità, ma la prova concreta che, quando si cammina insieme, nessun traguardo è davvero inarrivabile.
Camilla Fumagalli



















